Tu sei qui

Prova Triumph Bonneville T100, T120 e Street Twin: roadster eterne

Dopo oltre 60 anni le Bonnie mantengono ancora lo status di “best seller” della Casa Inglese: abbiamo provato le novità 2021 e vi spieghiamo il perché.

Iscriviti al nostro canale YouTube

Share


Passi dolci ma convinti, il rombo del twin a dettare il tempo, la strada a delimitare gli spazi e lei, una dama d’esperienza che sa come cavarsela sia quando il ritmo è da “lento romantico” che nelle sfuriate da rock ’n roll.
Stringere tra le gambe una Bonnie è sempre un’emozione: non avrà la sportività delle sorelle Triple e nemmeno il comfort e la tecnologia delle Tiger, ma la storia di Hinckley è condensata tutta qui.

E’ nata per correre la Bonneville, ha vinto tanto, è diventata icona di stile (se contassimo le apparizioni al cinema avrebbe un curriculum da stella di Hollywood) e ha praticamente inventato un segmento. Sì perché se le modern-classic (o heritage che dir si voglia) sono tornate di moda lei non se ne è mai andata.
Per il 2021 la famiglia Triumph Bonneville arriva al giro di boa dell’Euro 5 e ne approfitta per compiere un altro passo della sua evoluzione: è più leggera, più potente e reattiva, ma rimane inconfondibilmente lei.

PER TUTTI I DETTAGLI LEGGI IL NOSTRO ARTICOLO SULLE TRIUMPH BONNEVILLE 2021

Triumph Bonneville T120: la capostipite

La “sala da ballo” scelta da Triumph Italia per darci un assaggio delle Bonneville 2021 è di quelle importanti: il Lago di Garda. Un luogo dove la bellezza dei panorami incontra curve per tutti i gusti e un fondo stradale che ormai è raro trovare nel Belpaese.
E ad aprire le danze non può essere che lei: la Bonneville T120, una moto che porta avanti lo spirito che ha generato il modello nel 1959 come omaggio all’impresa di Johnny Allen e del suo Texas Ceegar, uno Streamliner con il motore Triumph T120 del tempo che si prese il record di velocità sul lago salato di Bonneville nel 1956 con i suoi 345 km/h. Dal 1959, anno di presentazione della prima Bonneville T120 ne è passata di acqua sotto i ponti, eppure l’ammiraglia di famiglia è sempre lei e ci tiene a dimostrarlo.

La cura dimagrante fatta sulla meccanica, con il motore che ha acquisito componenti in magnesio e in leghe leggere, e sulla ciclistica, con i cerchi a raggi in alluminio, le toglie 7 kg e la guida ci guadagna. Non è un peso piuma, certo ma nei tratti più guidati la differenza rispetto al recente passato si sente. Le prestazioni non cambiano: tanta coppia in basso con il picco di 105 Nm che arriva a 3.500 giri e gli 80 CV di potenza a quota 6.650. La spinta non le manca e arriva presto, il cambio è come ce lo si aspetta su una moto del genere, spaziato e contrastato il giusto con i classici “clack” ad annunciare la marcia innestata. E se lo stile rimane senza tempo un altro elemento che si aggiorna per rimanere al passo con la concorrenza è l’impianto frenante: la nuova pinza anteriore Brembo ha più mordente, una modulabilità migliore e colma quella che era una pecca delle precedenti generazioni.

Triumph Bonneville T100: entry-level di classe

Le curve della Val Policella le affrontiamo invece sulla sorella minore, la Bonneville T100, che dal 2017 ha ereditato il peso e la “legacy” delle vecchie 865 e 790 del nuovo millennio. Per lei le novità sono tante e iniziano dai numeri: incastonato nel telaio tubolare a doppia culla arriva finalmente l’ultima evoluzione del Twin da 900 cc, già conosciuto nei model year 2019 di Street Twin e Street Scrambler. 10 CV in più sono tanta roba per quella che a tutti gli effetti è una entry-level, seppur di primissima classe ed effettivamente il rinnovato brio della Bonnie si sente. E’ più pronta e reattiva e  complice l’alleggerimento di 4 kg (anche per lei arrivato attraverso l’introduzione dei cerchi a raggi in alluminio) e il nuovo avantreno (nuove cartucce forcella e impianto frenante migliorato) la rendono anche più veloce nell’uscita di curva e più precisa a inserirsi nel punto di corda. Peccato però che oltre i 5.500 giri le vibrazioni si facciano importanti su pedane e serbatoio: non è quella la zona preferita del contagiri, meglio passare al rapporto successivo per continuare a godersi il viaggio sulle note del bicilindrico che grazie al manovellismo a 270° suona e si comporta come un V-Twin. Naturalmente la guida rotonda è il suo pane e se si cerca di cavarle fuori l’anima i limiti si fanno giustamente evidenti: quelli che un po’ fanno bene all’autostima, come le scintille delle pedane che sui tornanti toccano presto l’asfalto, ma anche segnali da interpretare con attenzione, come la tendenza oltre un certo ritmo ad allargare la curva in uscita, conseguenza dell’inerzia che i cerchi a raggi, seppur alleggeriti, nel misto più guidato si fa sentire se non si guarda troppo il tachimetro.

Triumph Street Twin 2021: la più modern di tutte

L’ultimo assaggio delle novità in salsa Bonnie di Triumph è con la Street Twin: una reinterpretazione in chiave attuale di tutti gli stilemi che hanno reso immortale la famiglia di Hinckley, e che fino all'arrivo della Trident 660 rappresentava anche la porta d’accesso per listino ai modelli del marchio.
Se la Street Twin condivide molto con la Bonneville T100, motore e telaio su tutti, cambiano elementi fondamentali rispetto alla sorella più classic che la rendono una moto con caratteristiche diverse.
L’angolo di inclinazione del canotto di sterzo ridotto di 0,4°, l’ergonomia e i cerchi in lega sono gli ingredienti che mettono la giusta dose di pepe su questo modello.
La sella più bassa (765 mm contro i 790 della T100) e meglio profilata permette una triangolazione leggermente più sportiva, l’avantreno gode dei miglioramenti già citati per la Bonnie pari cilindrata, ma i frutti del lavoro fatto ad Hinckley qui sembrano più evidenti grazie ad un avantreno più comunicativo e soprattutto alla coppia di cerchi in lega che rende la Street Twin decisamente più agile, svelta e soprattutto disposta ad essere strapazzata un po’. Calcolando che è lei l’unica della famiglia che sta sotto la soglia dei 10.000 euro riesce ad unire al meglio i concetti di facilità, stile e crescita che ogni giovane motociclista deve ricercare nella sua prima compagna d’avventure. Peccato solo che per lei, che è la più moderna e giovane della gamma il faro anteriore sia ancora alogeno, con la tecnologia LED che fa capolino solo nell’elemento posteriore.

I prezzi

Triumph Street Twin 2021 è disponibile in tre colori (blu, nero e grigio) a 9.090 euro, la Bonneville T100 parte da 11.100 euro in nero o nelle livree bianco/rosso o bianco/blu, mentre la Bonneville T120 arriva a 12.990 euro nella versione Black o nelle livree grigio/rosso o grigio/blu.

Articoli che potrebbero interessarti