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Ducati e il metodo Dall’Igna: la scuola Aprilia in MotoGP

La Casa di Noale era la regina in 125 e 250, forniva tutti i migliori team. Nel 2022 potrebbero esserci 8 Ducati in MotoGP, nel 2012 nessuno voleva la Desmosedici

MotoGP: Ducati e il metodo Dall’Igna: la scuola Aprilia in MotoGP

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Lo scacchiere della MotoGP 2022 si sta formando, le varie tessere rappresentate da squadre, moto e piloti stanno trovando il proprio posto. Essendo il 2021 l’anno di scadenza di moltissimi contratti, era chiaro che avremmo assistito a qualche scossone degno di nota e le notizie che ci stanno arrivando in questi giorni non fanno altro che confermare questo. Tra lo sbarco in MotoGP del Team VR46, la possibile separazione tra Gresini racing e Aprilia e il cambio di divisa di alcuni piloti, pare chiaro che quanto vedremo in pista possa essere profondamente diverso a partire da Losail 2022. 

In questo clima di grande cambiamento, la Ducati sta senza dubbio recitando la parte del leone. La Desmosedici è una moto più che competitiva, il potenziale del progetto gestito da Gigi Dall’Igna diventa ogni giorno più evidente e mentre i suoi limiti sembrano spostarsi sempre più avanti, i pregi di cui dispone stanno permettendo a tre piloti di trovarsi in piena lotta per il titolo dopo cinque gran premi disputati, di cui due vinti da Jack Miller. In ogni singolo Gran Premio da inizio stagione ci sono state Ducati sia in prima fila dello schieramento di partenza che almeno su un gradino del podio, con due doppiette firmate Miller-Bagnaia e Miller-Zarco. 

La GP di Borgo Panigale è insomma una delle migliori moto del lotto ed è normale che faccia gola ai team privati. Proprio Paolo Ciabatti ci ha confermato in una intervista esclusiva la possibilità che nel 2022 possano esserci ben otto Ducati in pista in MotoGP (leggi QUI l'intervista completa) . Un valore pari al 33% dello schieramento totale visto che nel 2022 ci saranno 24 moto in pista, un vero dominio ed anche una grande conferma dell’egregio lavoro svolto da Gigi Dall’Igna da quando è giunto al vertice di Ducati nel settore sport. 

Dall'Igna e la scuola Aprilia: nel 2013 nessuno voleva la Ducati, ora tutti sognano la Desmosedici

Dall’Igna è cresciuto in Aprilia, negli anni in cui la Casa di Noale dominava in 125 e 250, per poi diventare il riferimento anche in SBK grazie ai titoli di Biaggi e Guintoli. L’ingegnere veneto è arrivato in Ducati nel momento peggiore della sua storia sportiva, ereditando il disastro targato Valentino Rossi e trovandosi tra le mani una moto che non funzionava con nessuno dei piloti in sella. Nel 2015 arrivò la prima ‘vera’ Ducati dell’era Dall’Igna e le cose cambiarono in modo repentino. Il motore che nacque in quel periodo è anche la base del Desmosedici Stradale che equipaggia la Panigale V4, la Streetfighter V4 e la Multistrada V4, ma questa è un’altra storia e dimostra quanto sia stato enorme l’impatto di Dall’Igna in Ducati. 

Nel 2013 Ducati poteva contare solo sul Team Factory e sul Team Pramac per schierare la Desmosedici in pista. Appena 8 anni dopo, la situazione è totalmente capovolta e il numero delle moto in pista potrebbe essere il doppio, cosa tra l’altro già avvenuta di recente grazie ai Team Aspar ed Avintia. L’opera di Dall’Igna e la ‘scuola’ Aprilia si vede anche in questo, nella capacità di concretizzare un know how e rendere anche profittevole l’operazione. I team che corrono utilizzando moto Ducati pagano per queste moto, non sono di certo regalate o prestate gratuitamente da Ducati. Di certo non è un business che possa decidere le sorti aziendali, ma per Ducati Corse avere maggiori introiti derivanti dalla vendita di moto rappresenta anche la possibilità di avere maggiori fondi da investire in ricerca e sviluppo, che poi è il segreto per avere un mezzo sempre più competitivo ed appetibile sul mercato. Un circolo che si alimenta da solo e che Aprilia metteva perfettamente in pratica nel motomondiale nei suoi anni d’oro. 

Ducati pensa a otto moto, Aprilia spera in quattro

Paradossalmente chi in questo momento è maggiormente penalizzato da questa eventuale massiccia presenza di Ducati in pista nel 2022, risulta essere proprio l’Aprilia. La Casa di Noale nel 2022 schiererà il proprio Team Factory, senza più appoggiarsi a Gresini Racing, ma vuole assolutamente portare a quattro il numero di RS-GP presenti in pista. Grazie ai risultati ottenuti da Aleix Espargarò in questo inizio di stagione, la moto di Noale è senza dubbio più attraente di quanto non fosse due anni fa. Ma la possibilità che ci sia l’accordo tra Ducati e Gresini taglia qualsiasi possibilità di vedere aumentare il numero di Aprilia in pista in MotoGP a breve termine. Con in ballo accordi triennali, difficile immaginare di poter vedere altre due RS-GP nei box della MotoGP prima del 2026 e sarebbe davvero un peccato visti gli enormi passi in avanti compiuti dal Team gestito da Massimo Rivola e Romano Albesiano. 

Di fatto Gigi Dall’Igna ha imparato benissimo la lezione quando era in forze di Aprilia e l’ha applicata divinamente una volta indossati i colori Ducati. Ci sono piloti fondamentali, tecnici inarrivabili. La tecnologia fa enormi passi in avanti, ma alla fine è sempre l’uomo a decidere le sorti di una Casa nel Motorsport. 

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