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Pirelli Run Flat: dai Rally alla mobilità elettrica in 20 anni di evoluzione

La ricorrenza del ventennale del debutto della tecnologia Run Flat per Pirelli, offre lo spunto per analizzare l’evoluzione del prodotto, la diffusione sul mercato, soprattutto come primo equipaggiamento e l'eventuale installazione after market.

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Continuare a guidare in caso di foratura del pneumatico senza rimanere fermi a bordo strada: è il principale beneficio offerto dalla tecnologia Run Flat, introdotta da Pirelli nel 2001 sui pneumatici stradali grazie all’esperienza acquisita nel mondo dei rally.

La continua attività di ricerca e sviluppo nel campo dei materiali e dei processi ha portato Pirelli a incrementare negli anni il comfort di guida delle vetture che montano pneumatici con tecnologia Run Flat. Il progresso tecnologico ha portato anche un miglioramento della resistenza al rotolamento con conseguenti riduzioni del consumo di carburante e minori emissioni nell’ambiente. 

La maggior rigidità strutturale di un pneumatico Run Flat, con ripercussioni negative sul comfort di marcia, rappresenta uno dei punti sfavorevoli della tecnologia. Uno sviluppo dedicato ha migliorato l’assorbimento degli ostacoli, avvicinando il comportamento ottenibile a quello di un pneumatico tradizionale.

Per fare spazio alle batterie sulle auto elettriche, il più delle volte la gomma di scorta non è prevista. La tecnologia Run Flat rappresenta una soluzione che consente al guidatore di limitare le situazioni di disagio in caso di foratura. Oltre ad una riduzione degli ingombri, si ha un risparmio sulla bilancia a causa della mancanza della ruota di scorta e dei relativi attrezzi per la sostituzione. Parte del vantaggio viene però vanificato dal maggior peso di un pneumatico Run Flat rispetto ad uno tradizionale.

Lo pneumatico Run Flat consente di percorre, in caso di foratura, circa 80 km ad una velocità massima di 80 km/h permettendo di raggiungere in sicurezza l’officina più vicina. Molti marchi premium equipaggiano le proprie vetture con pneumatici Run Flat. Nel corso degli anni Pirelli ha prodotto più di 70 milioni di pneumatici dotati di questa tecnologia, tra estivi, invernali e quattro stagioni. Tra i modelli si annoverano Audi Q5 e Q7, Alfa Romeo Giulia, quasi tutta la gamma BMW e Mini, Jeep, buona parte della gamma Mercedes e Rolls-Royce.

Su alcuni modelli di pneumatici è presente anche la tecnologia Pirelli Elect dedicata ai veicoli elettrici e focalizzata sulla bassa resistenza al rotolamento, la riduzione del rumore emesso dal rotolamento dei pneumatici, un grip immediato e una speciale struttura del pneumatico progettata per supportare il peso di un veicolo alimentato a batteria. E’ presente una ulteriore soluzione denominata PNCS che prevede l’utilizzo di materiale fonoassorbente all’interno del pneumatico per filtrare ulteriormente il rumore percepito all’interno dell’abitacolo.

Un’altra soluzione antiforatura è la Pirelli Seal Inside che consiste nella presenza di materiale sigillante presente all’interno del pneumatico. Il sistema, efficace fino a fori di 4mm di diametro, crea una membrana che va a sigillare il corpo estraneo ed il relativo foro una volta che lo stesso corpo viene estratto dal battistrada. Un sistema analogo è ampiamente usato da diverso tempo in ambito ciclistico ove le forature sono frequenti. 

Una delle domande più ricorrenti è se si può montare un treno di pneumatici Run Flat su una vettura non equipaggiata in origine dalla Casa costruttrice. La risposta è sì, anche se non è consigliato. In primo luogo per la diversa taratura delle sospensioni. Una gomma Run Flat per sostenere il carico della vettura anche a basse pressioni ha una struttura molto rigida. Se le sospensioni non sono opportunamente tarate il comfort e la dinamica di guida potrebbero peggiorare notevolmente.

Unyroyal chiarisce sul proprio sito che “i pneumatici runflat possono essere montati su cerchi standard con profilo H2, avendo cura di rispettare tutte le raccomandazioni specifiche del produttore per il veicolo.” Più sicuro è optare per i cerchi EH2 o EH2+ che grazie ad un profilo più esteso trattengono meglio lo pneumatico in caso di bassa pressione e riducono il rischio di stallonamento dal cerchio. Inoltre è indispensabile che la vettura sia dotata di un sistema di monitoraggio della pressione (TPMS) per rilevare immediatamente ogni perdita di pressione. Il sistema è comodo, oltre che per rilevare le anomalie, anche per monitorare la pressione di esercizio degli pneumatici il cui controllo è spesso trascurato.

Non c’è un vincitore tra pneumatico tradizionale ed uno Run Flat. Ogni tecnologia ha i propri vantaggi e svantaggi. Chiarite le differenze principali ogni utente può valutare in base alle proprie esigenze. Un guidatore costretto (per lavoro) ad elevate percorrenze annue, fuori città e con ogni condizione meteo, potrebbe preferire la maggior sicurezza offerta dai pneumatici Run Flat che eviterebbero soste indesiderate a bordo strada. Di contro chi fa della vettura un mezzo di spostamento prevalentemente urbano preferirà il maggior comfort dei pneumatici tradizionali e difficilmente sarà disposto al maggior esborso richiesto per equipaggiare la propria vettura con pneumatici Run Flat.

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