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MotoGP, Bagnaia: "Il flag-to-flag mi ha salvato, la prima moto aveva un problema"

"Penso alla frizione. Sono contento della rimonta, ma un po' mi girano per il 4° posto. Sono contento di avere Miller come compagno di squadra, mi stimola"

MotoGP: Bagnaia: "Il flag-to-flag mi ha salvato, la prima moto aveva un problema"

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Non si può dire che a Bagnaia piacciano le gare scontate. Dopo la rimonta di Portimao, oggi a Le Mans ne ha messa in scena un altra: 16° sullo schieramento, 19° dopo due giri e infine 4° al traguardo. Una bella impresa, che però non gli ha permesso di mantenere la testa del Mondiale, dove si trova nuovamente Quartararo, per un solo punto di vantaggio.

È stata una gara lunghissima ma anche divertente - commenta Pecco - Certo un po’ mi girano per essere arrivato 4°, ma tutto sommato ho perso solo 3 punti da Fabio e sono abbastanza soddisfatto”.

Com’è stata la tua prima gara flag-to-flag?
Divertente, ma soprattutto il cambio moto mi ha salvato. Su quella da asciutto, con cui sono partito, c’era qualcosa che non funzionava, penso la frizione. Avevo già avuto delle sensazioni strane venerdì, ma girando poco sull'asciutto non avevamo capito cosa fosse. Quindi ho pregato che iniziasse a piovere”.

Sei stato esaudito.
“Sì, peccato che poi abbia fatto un errore entrando in corsia box a 3 chilometri all’ora più del consentito e abbia dovuto fare due Long Lap Penalty. Comunque sul bagnato sapevo di trovarmi bene, alla fine ho avuto un po’ di fortuna in questa gara pazza. Sono contento perché lo scorso anno faticavo in queste condizioni e posso essere solo contento.

C’è un segreto nelle tue rimonte?
“In Moto3 ne avevo fatte di grandissime, perché la Mahindra non era molto performante in qualifica, mentre in Moto2 mai. Con la Ducati ci riesco ed è bello, ma ero più contento a Portimao, perché è più difficile sull’asciutto”.

Però, partendo davanti ci sarebbero maggiori possibilità di vincere…
“È una cosa a cui penso e stiamo lavorando perché non succeda più di partire così dietro, queste gare sono sicuramente una lezione per me. Qui però sono stato sfortunato: in FP2 ho trovato una gomma che non andava bene, in FP3 pioveva e in qualifica c’erano condizioni difficili. L’importante, quando capitano certe cose, è riuscire a reagire e finire comunque nei primi 5. Oggi è andata alla grande, mi sono sentito alla grande. Lo so che Jack ha vinto con due penalità, come me, ma sono felice”.

Com’è avere un compagno di squadra così tosto? Non sarebbe meglio un Bottas?
Neppure Bottas è lì per fare secondo, ma Hamilton è il più forte di tutti. Io sono contento di avere Jack come compagno di squadra, perché mi spinge a migliorarmi, e anche che ci siano tante Ducati davanti. È uno stimolo e permette anche di confrontare i propri dati, rende tutto più facile. In pista, poi, siamo tutti avversari, ci sono 21 piloti da battere.

Quartararo ora è in testa al campionato, ma tu sei a un solo punto.
Non mi sono ancora abituato a essere in queste posizioni in MotoGP. È bello essere lì davanti anche dopo a un fine settimana così, mi trovo bene sia con la moto che con la squadra, però non mi viene proprio di pensare al titolo. Penso che le cose inizieranno a delinearsi solo dopo Misano”.

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