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MotoGP, Rossi: "Per il team VR46 è un ballottaggio fra Yamaha e Ducati"

"Ognuna ha il 50% di possibilità. Oggi sono contento, il lavoro nei test di Jerez mi ha aiutato. Cosa faccio nei momenti difficili? Penso a quando vincevo 11 gare all'anno!"

MotoGP: Rossi: "Per il team VR46 è un ballottaggio fra Yamaha e Ducati"

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Valentino non aveva preso un abbaglio nei test di Jerez, il lavoro fatto in Spagna è servito e il 9° tempo a Le Mans è la conferma che cercava. Rossi appare naturalmente più rilassato e al termine della giornata non ha parlato solo delle sue prestazioni, ma anche della sua squadra in MotoGP. Queste settimane, infatti, sono decisive anche per decidere con quale moto correrà.

Direi che siamo a buon punto, è tutto confermato, compreso il supporto dello sponsor - ha sottolineato dopo le voci che mettevano in dubbio il coinvolgimento di Aramco - Stiamo parlando con Yamaha e Ducati, entrambe le scelte hanno pro e contro. Direi che c’è una possibilità del 50% per ognuna, ma la decisione non spetta solo a noi. Penso che la situazione si sbloccherà nelle prossime settimane, non servirà molto tempo. Secondo me sapremo tutto dopo il Mugello”.

Quanto sei coinvolto in questo progetto?
Direi mediamente, non sono io a decidere da solo. Ho già detto che non voglio lavorare troppo, a me piace fare il pilota ma lavorare davvero non è mai stata una mia grande passione (ride)”.

Allora parliamo del Valentino pilota: questa è stata una buona giornata
Già al mattino, sul bagnato, mi sono sentito bene sulla moto, ero abbastanza veloce. Però avevo bisogno dell’asciutto per capire se il lavoro fatto nei test di Jerez mi avrebbe aiutato anche qui. Sono stato fortunato, ho potuto spingere e avere una risposta. Sono nei primi 10 e sono riuscito a guidare meglio, a essere più costante. Ora riesco a entrare più veloce in curva, sono migliorato in frenata, e sono un po’ più forte rispetto alle prime gare”.

Cosa è cambiato sulla tua M1?
Quel lavoro mi ha aiutato tanto. Avevamo modificato il setting e il bilanciamento dei pesi, provato una forcella diversa e un nuovo forcellone in carbonio, tutte queste cose mi hanno permesso di migliorare in frenata e in ingresso di curva, mi sento meglio sulla moto”.

C’è ancora margine?
Ho ancora qualche problema nelle frenate in discesa, sono un po’ al limite, ma è solo venerdì. Dipenderà molto dal meteo quello che accadrà nei prossimi giorni, per la gara le previsioni non sono fantastiche, ma qui a Le Mans può cambiare tutto in 5 minuti”.

Ora che il peggio sembra essere passato, come hai affrontato l’inizio dell’anno?
So che è solo venerdì, ma oggi sono molto, molto contento. È difficile mantenere la motivazione quando vai così male, diventi pessimista e non riesci a vedere la luce in fondo al tunnel. Io cerco di stare tranquillo e di ricordarmi i tempi in cui vincevo 11 gare all’anno, quelle mi tengono compagnia (ride). Gli amici e il team mi hanno aiutato molto, ho sentito un grande supporto da parte di Petronas. Alla fine in MotoGP basta un attimo per ribaltare tutto, basta pensare a Petrucci: l’anno scorso aveva vinto a Le Mans e oggi è ultimo”.

Oggi ci sono state tantissime cadute alla curva 3, qual è il motivo?
Quella curva è un incubo, a ogni giro, quando ci arrivi, sei preoccupato. È la prima a sinistra dopo due curve a destra, un rettilineo, e un’altra curva a destra, quindi con temperature basse la gomma è fredda su quel lato. Inoltre non è piatta, ma ha un banking negativo, è in contropendenza, il che è un disastro per le moto. Infine, quella è una parte della pista che usano anche le auto per la 24 Ore, quindi l’asfalto è più rovinato e ha meno grip. È una combinazione di questi tre fattori”.

 

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