Video prova Honda CB1000R Black Edition 2021: la più bella da guidare su strada?

Il passaggio ad Euro 5 è “condito” da un corposo aggiornamento estetico e dal debutto della Black Edition. Tanti pregi ed un solo vero difetto, scopritelo nella nostra prova

Scritto da Matteo Pozzi - Mar, 11/05/2021 - 08:40

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Prima di raccontarvela nei dettagli, la risposta alla domanda più importante (come va?) ve la anticipiamo subito. Nei chilometri che ci riaccompagnavano verso Roma a fine prova (percorsi anche con una discreta fretta per un volo che rischiava di partire senza di noi) faticavamo a trovarle dei difetti (l'unico è un'assenza, di cui vi parliamo a fine articolo). Di fatto su un percorso come quello che abbiamo coperto con lei, è quasi perfetta. A suo agio fin da subito nell'attraversare la città con un asfalto decisamente tutt'altro che perfetto, si adatta bene a piccoli trasferiementi autostradali, a patto di tenere andature da codice, vista l'assenza di una anche minima protezione aerodinamica, ma soprattutto è una divoratrice di curve, siano essere strette o da terza / quarta marcia. La conoscevamo già e si conferma, non è la più affilata nel segmento delle hypernaked, ma il suo essere un compromesso più spinto verso il comfort e la fruibilità la rende migliore di altre nel copiare le imperfezioni dell'asfalto senza massacrare il fondoschiene e digerisce discretamente bene anche le varagini che a tratti abbiamo incontrato. Come tutte le Honda sembra subito di guidarla da anni, è sincera e non ti mette mai in seria difficoltà. Poi è sempre una moto da quasi 150 cavalli e serve un po' di mestiere per guidarla in sicurezza, ma dà la sensazione di essere per tutti. Tra tutto però quello che ci ha convinto di più è il suo ottimo Quickshifter, pensato per un uso stradale ed in questo davvero eccellente.  

In casa Honda già dal 2018 avevano voluto dare un tocco unico alla loro streetfighter, con la nascita della CB1000R che si caratterizzava per uno stile minimal e retrò. L’ammiraglia della gamma Neo Sports Cafè (ricordiamo che esistono la piccola 125, la 300 e la 650) guadagna ora un allestimento Black Edition, che di fatto sostituisce la Plus, ma soprattutto un corposo aggiornamento. L’allineamento normativo ad Euro 5 viene infatti accompagnato da un restyling, che vede soprattutto il debutto di un nuovo faro a goccia e di un TFT a colori da 5” per la strumentazione. Il motore con il passaggio all'Euro 5 conferma i 145 CV di potenza e ottiene un'erogazione più fluida e una coppia maggiore soprattutto tra i 6 e gli 8 mila giri.

UN DESIGN ACCATTIVANTE DI ORIGINE ITALIANA

L’antenata della CB1000R è il concept CB4 del 2015 (disegnato dalla nostrana matita di Valerio Aiello). La proposta piacque molto e nel 2018 arrivò in produzione un’intera gamma di nuovi modelli, con la famiglia Neo Sports Cafè.  

Ora, con la 2021 che si allinea alle “regole” Euro 5, arriva anche un restyling, che non è banale e vede anche nuovi cerchi con motivo a 21 razze, mentre il nuovo cruscotto con display TFT a colori offre quattro diversi layout e la connettività Honda Smartphone Voice Control system, che collega gli auricolari del conducente al proprio smartphone.

DALLA PLUS ALLA BLACK EDITION

Debutta la nuova Black Edition, che vanta un look customizzato e realizzato a mano. La base è quella della CB1000R standard, alla quale sono stati aggiunti alcuni accattivanti accessori extra. Fatta eccezione per alcuni dettagli in alluminio lucidato – razze centrali dei cerchi, contorni delle piastre pivot, coperchio frizione, lati dei cilindri e piastra blocca manubrio – tutto ciò che l’occhio vede è nero: profilo del faro, mini cupolino, piastre della forcella, convogliatori del radiatore e coperchi airbox (con finitura anodizzata), collettori di scarico e silenziatore. La verniciatura in Deep Graphite Black adorna il serbatoio carburante e la cover monoposto. Inoltre, il cambio Quickshifter è montato di serie. In più punti, il logo “CB” lavorato rifinisce il tutto.

Per il 2021 il telaio della CB1000R rimane invariato, con struttura monotrave superiore in acciaio scatolato e piastre laterali in alluminio per serrare il perno del poderoso monobraccio lungo 574,2 mm. Il peso con il pieno è di 212 kg mentre la distribuzione dei pesi anteriore/posteriore è 48,5%/51,5%. La forcella, regolabile, è una Showa SFF-BP (Separate Function Fork – Big Piston). Al posteriore, troviamo un mono regolabile nel precarico e smorzamento in estensione, sempre Showa. L’impianto frenante vede dei dischi flottanti da 310 mm morsi da pinze radiali a 4 pistoncini all'anteriore, mentre al posteriore abbiamo un disco singolo da 256 mm.

IL MILLONE SPINGE COME E PIÙ DI PRIMA, MIGLIORANDO ANCHE NELLA “VOCE

Il cuore del progetto resta i 4 cilindri in linea bialbero da 998 cc, che passa ad Euro 5, ma come detto mantiene tutti i suoi 145 cavalli, che arrivano a 10.500 giri, mentre la coppia di 104 Nm a 8.250 giri. Spinge forte agli alti, come i migliori plurifrazionati, ma nella versione 2021 guadagna corposità ai medi, una maggior regolarità e, cosa che non guasta, di fa meno assetato. Il dato dichiarato parla infatti di 17.1 km/l, contro i precedenti 16.7.

Si sentono le migliorie, con una erogazione che guadagna qualche punto rispetto al passato, ma di fatto il motore è sempre lui. Anche i riding mode sono i 4 conosciuti, che vengono però affinati e sfruttano al meglio il comando by Wire dell’acceleratore per cucirsi addosso la risposta nel migliore dei modi in base alla circostanza ed al tipo di utilizzo che si vuol fare della moto.

Migliora anche il sound, perché con l’Euro 5 il gruppo catalizzatori si sposta in avanti, asciando di fatto leggermente più libera la parte finale dello scarico, che può “suonare” meglio e meno smorzata. Ovviamente per i più esigenti ci sarà da attendere uno scarico dedicato, al momento non ancora previsto, ma Honda Italia potrebbe riservare interessanti novità in collaborazione con SC Project.

IN SELLA PER IL MOMENTO DELLA VERITÀ

Le prime cose su cui ci soffermiamo sono la posizione di guida, che è più spinta in avanti (è il manubrio ad essere leggermente più avanzato) ed i molti affinamento estetici, come i nuovi cerchi a 7 razze ramificate. La CB1000R si vanta di avere solo sei componenti in plastica, il resto è in materiali "nobili", come il metallo.

Come su Africa Twin, Goldwing e sulla gamma 750, debutta la connettività con il telefono (per ora solo Android Auto), per gestire musica, mappe (semplici ed essenziali, ma comunque molto utili) e telefonate. L’App è gratuita ed è sviluppata internamente, con la promessa che sarà ulteriormente arricchita in futuro. Il nuovo quadro strumenti TFT offre molteplici funzionalità, oltre a 4 sfondi selezionabili, mentre lo sfondo nero e bianco si setta in automatico in base alla luce esterna.

Sulla carta la curva della coppia è quasi strana per una mille moderna, ha una flessione nella zona centrale, cosa voluta dai motoristi della casa giapponese, per dare un accattivante cambio di carattere e far sentire maggiormente la castagna dell'entrata in coppia intorno ai 7.000 giri, per poi allungare fino ad oltre il regime di potenza massima. All’atto pratico quel buco nella curva si sente davvero poco, il mille spinge bene fin da sotto ai 4 mila, per poi farsi più graffiante oltre ai 7 mila, nelle occasioni in cui la strada consenta di farlo allungare.

Nella guida abbiamo subito apprezzato il raffinato Quickshifter bidirezionale adottato, che agisce non solo sul taglio della corrente, ma anche su iniezione e corpi farfallati. Il risultato sono innesti sempre morbidi, a qualsiasi regime, una maggior affidabilità a lungo termine, visto che si preserva la salute degli ingranaggi del cambio. Di contro perde qualcosa in termini di rapidità, ma nell'utilizzo stradale è qualcosa di impercettibile.

Proprio qui sta il segreto vincente della CB1000R, che resta un ottimo compromesso tra le streetfighter. Mentre alcune concorrenti hanno superato i 200 cavalli, lei resta fedele ai suoi 145, che sono più che sufficienti per divertirsi su strada. Trasversale nel mercato, classic, ma anche naked di grossa cilindrata, la CB1000R è soprattutto una hyper naked grazie ai numeri ed alle prestazioni che vanta. Non nasce per la pista come alcune delle sue rivali in questo segmento, ma non sfigura da parecchi punti di vista. Il suo non essere troppo esasperata è invece quello che si apprezza di più. Oltre alle prestazioni del 4 cilindri, anche l'assetto, lo posizione di guida e tutto ciò che offre questa moto va nella stessa direzione di mix tra comfort e sportività. Le sospensioni infatti assorbono bene, ma sono anche sostenute il giusto, la sella è imbottita, non eccessivamente rigida, anche se è comunque di chiara impostazione sportiva. La posizione in sella è ora leggermente più proietttata in avanti, un pelo più dinamica, ma anche in questo caso nient'affatto estrema.

La ciclistica è tutta confermata, come anche il peso di 213 kg in ordine di marcia (una manciata di etti in meno per la standard) e ci è piaciuta anche la risposta dell'impianto frenante, mentre l'unico limite o difetto, se vogliamo, è rappresentato da ciò che manca: la piattaforma inerziale ed i suoi derivati, cioè il Cornering ABS ed un controllo di trazione più raffinato. In un contesto che ci sta abituando a vedere queste cose anche sulle medie cilindrate, sembra quasi strano, però è una assenza che si digerisce molto facilmente, se solo si pensa al fatto che il nuovo modello, pur con l'aggiunta degli accorgimenti tecnici necessari per soddisfare le severe regole legate ad Euro 5, oltre alle novità ed alle migliorie che ha portato al debutto, viene offerto ad un prezzo più basso di 500 euro rispetto alla precedente generazione di CB1000R, sia per la standard che la Black Edition (in questo caso il confronto va fatto con la vecchia Plus).

PREZZI E DISPONIBILITÀ

La Honda CB 1000 R è infatti in vendita al prezzo di 13.390 euro, ce ne vogliono 1.500 in più per questa versione Black Edition, che oltre alle finiture total black, sfoggia tra l’altro il Quickshift per il cambio, di serie. Configurata monoposto, viene venduta con la sella per il passeggero inclusa nel prezzo.

ABBIGLIAMENTO UTILIZZATO

Casco: X-Lite X-903 Ultra Carbon

Giacca: Alpinestars Crazy Eight

Guanti: Alpinestars Crazy Eight

Jeans: Alpinestars Copper V2

Scarpe: Alpinestars J-6 Waterproof

 

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