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MotoGP, Morbidelli: "Ho parlato con Jarvis, non ho la M1 ufficiale per sfortuna"

"Spero che la sorte in futuro mi restituisca quello che mi ha tolto. Questo podio ha un gusto molto dolce. Sono calmo? Anch'io mio arrabbio e Manu è il mio punching ball"

MotoGP: Morbidelli: "Ho parlato con Jarvis, non ho la M1 ufficiale per sfortuna"

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Il podio di Morbidelli ha per lui un sapore diverso dal solito: “è dolce, molto dolce” sorride. Non solo perché è il primo dell’anno, ma perché arriva dopo un periodo difficile, in cui le polemiche per avere una Yamaha vecchia di due anni sono state sulla bocca di tutti. Franco ha fatto vedere ancora una volta di meritarsi un trattamento da pilota ufficiale, ma soprattutto di non arrendersi mai.

L’anno scorso avevo vinto gare ed era stato bello, ma in questa stagione il coefficiente di difficoltà è aumentato e salire sul podio ha un valore più grande - dice - Lavoro duro per fare il massimo con quello che ho e quando riesco a raggiungerlo sono contento. Oggi dato tutto e di più, ci sono state poche frenate in cui ero sicuro di fermarmi”.

Qual è stata la chiave di questo fine settimana?
Abbiamo lavorato in modo impeccabile e questa mattina Ramon (Forcada, il suo capotecnico ndr) ha tirato fuori la sua bacchetta magica, ha fatto un’ultima modifica giusta perché c’era meno grip in gara. Sono riuscito a essere costante e molto concentrato. Tutti conoscete la mia situazione, è veramente difficile, ma io ci sono”.

Anche Yamaha ne è consapevole?
“Ho parlato con Lin Jarvis e siamo stati molto franchi l’uno con l’altro. Ha capito quello che provo, ma siamo arrivati entrambi alla conclusione che è stata solo questione di sfortuna. Il mio contratto, il Covid, tutto ha influito, spero solo che quello che la sorte mi ha tolto me lo restituisca in futuro”.

Eppure sempre molto calmo, nonostante tutto.
In verità non sono così tranquillo, mi arrabbio e succede abbastanza spesso. Però al mio fianco ho Manu (Manuel Lucchetti, il suo assistente ndr) e mi fa da punching ball (ride). Ci conosciamo da tempo tempo e mi sfogo con lui, sa come prendermi. Inoltre, a casa, ho tanti amici che mi permettono di rilassarmi”.

Dopo questo podio puoi guardare alle prossime gare con più ottimismo?
Io cerco solo di godermi questo momento, non penso al futuro. In MotoGP è sempre difficile, oggi puoi essere in alto e domani in basso”.

Hai fatto una bella battaglia con Bagnaia.
Ho cercato di tenerlo dietro per più tempo possibile, ma quando mi ha passato sul rettilineo non me ne sono quasi accorto, è stato come essere colpito da un fulmine (ride). Ho provato ad agganciarmi a lui e anche di mettergli un po’ di sale sulla coda negli ultimi giri, ma sapevo di non avere il potenziale per passarlo”.

Hai cambiato il tuo stile di guida?
“Oggi ho potuto sfruttare i miei punti di forza: la staccata e la velocità di percorrenza in curva. Ho anche iniziato a frenare con due dita, perché in alcune frenate non riuscivo a strizzare la leva come volevo. All’inizio non è stato semplice, ma poi mi sono abituato”.

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