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MotoGP, Marini: "Cercando di recuperare sono andato lungo, devo essere più preciso"

"Ho perso sette secondi solo nei primi due giri, ovviamente non sono soddisfatto della posizione finale".

MotoGP: Marini: "Cercando di recuperare sono andato lungo, devo essere più preciso"

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Sedicesimo Luca Marini. Entrambi i piloti del team Avintia Racing hanno terminato il Gran Premio di Spagna con zero punti, per ragioni diverse. Il numero 10, in sella alla Ducati Avintia VR46, ha perso molto tempo nel tentativo di recuperare una pessima partenza, ottenendo per l’appunto il risultato opposto.

Non sono contento per la posizione finale. Tutta la gara è stata condizionata da un errore mio, nei primi giri ho perso molto – ha analizzato Luca – Ho sbagliato anche la partenza e per cercare di recuperare nel minor tempo possibile sono andato dritto. Ho perso sette secondi nei primi due giri, il passo non era male e sono soddisfatto della gestione delle gomme. Piano piano sto migliorando – ha poi continuato – Avrei potuto raccogliere dei punti visto che sono caduti molti piloti, però avrei anche potuto non finire la gara e penso che arrivare in fondo sia sempre importante per raccogliere dati. Credo di aver fatto il mio miglior giro dopo metà gara ed è stato discreto, come mi aspettavo”.

Nel complesso sei soddisfatto del fine settimana? Domani potrai lavorare sui dati che hai raccolto nei test.
“Sì, esatto. Sono soddisfatto del lavoro fatto con la squadra ma non della posizione. Bisogna fare esperienza. Ora che ho migliorato l’aspetto della gestione delle gomme potrò concentrarmi sui primi giri. Domani nel test dovrò fare dei giri con il pieno di benzina, perché quando si gira in prova si hanno 4 o 5 kg in meno ma poi in gara si parte con la moto più pesante. Inoltre, quando cambio mappa non sono molto preciso quindi lavorerò un po’ sull’elettronica”.

Cosa ne pensi del risultato delle Ducati ufficiali?
“Complimenti a Dall’Igna e a tutti gli ingegneri Ducati, ovviamente anche ai piloti! Secondo me fare primo e secondo a Jerez, che è una pista storicamente non favorevole, dimostra che il lavoro è stato ripagato. Oggi ho avuto l’opportunità di stare dietro a Tito Rabat per alcuni giri, non guidava sciolto. Il potenziale della moto ufficiale è incredibile, accelera molto forte e gira bene. Penso abbiano fatto un grande sviluppo, bisogna continuare così. Il livello delle altre squadre è altissimo e sono sicuro che Gigi tirerà fuori qualcosa di nuovo”.

Cosa è successo oggi?
“Frenavo molto forte per cercare di superare e invece ho perso molto tempo. Poi quando mi sono ritrovato da solo è andata meglio. Non ho gestito bene la prima parte della gara”.

Cosa ne pensi del problema alle braccia che ha avuto Quartararo? Parlando con altri piloti dell’Academy VR46 hanno detto che nessuno di voi ha mai sofferto di sindrome compartimentale. Secondo te il motivo può essere il vostro modo di allenarvi?
“In passato io ho avuto dei problemi. Penso che possa avere diverse origini. Potrebbe essere a causa delle maniche della tuta troppo strette, che è stato il mio caso. Potrebbe essere che la leva del freno si trovi in una posizione un po’ strana. Non è facile per i meccanici reimpostare la moto ogni volta nella stessa identica posizione. Oppure potrebbe derivare da una preparazione fisica non corretta delle braccia. Secondo me può essere una di queste motivazioni. Ricordo che anche Celestino Vietti ha sofferto un po’ questa cosa. A volte potrebbe derivare anche dal cambio di categoria. Passare da una moto più piccola a una più pesante ti porta a frenare con molta più forza”.

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