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MotoGP, Luca Marini: "Jerez è una pista difficile e al limite, dovrò essere scaltro"

"Le nuove MotoGP arrivano in curva a velocità maggiori rispetto a cinque anni fa. Entro il 2022 riusciranno a sistemare solo un paio di curve, e forse altre due nell'anno successivo"

MotoGP: Luca Marini: "Jerez è una pista difficile e al limite, dovrò essere scaltro"

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Diciottesimo ad un centesimo dal fratello Valentino Rossi non è un risultato che può andare bene a Luca Marini, uno dei due debuttanti nella categoria. Ma il pilota del team VR46 è un diesel, cresce lentamente ma inesorabilmente ed è per questo motivo che le qualifiche di Jerez non lo soddisfano.

Come pensi sia andata la qualifica? Ti senti pronto per la gara di domani?
"Non penso sia andata benissimo, sicuramente il traffico degli altri piloti ha influito negativamente, ma non lo dico per scusarmi, sono onesto e so che avrei potuto fare di meglio. Purtroppo so che le qualifiche su questo tracciato sono molto importanti perché non è facile fare dei sorpassi, quindi partire un paio di posizioni più in avanti avrebbe aiutato. La gara comunque sarà lunga, dovrò cercare di entrare meglio in curva per poter riprendere meglio la moto perché ho notato che perdo molta trazione in uscita".

Hai visto la caduta di Marquez? Anche Mir ha espresso dei dubbi riguardo alla sicurezza delle vie di fuga in alcune curve, cosa ne pensi?
"Si, penso che il problema sia presente in quasi tutta la pista. Ne abbiamo parlato ieri in safety Commission e purtroppo ci è stato riferito che entro l'anno prossimo riusciranno a sistemare solo un paio di curve, e forse altre due nell'anno successivo. E' una pista molto "al limite" considerando i progressi nell'aerodinamica delle nuove motoGP, che arrivano in curva a velocità sempre maggiori rispetto a cinque anni fa. Le moto sono cambiate ma la pista è rimasta la stessa, le vie di fuga sono troppo corte e l'unica aggiunta che è stata fatta sono dei grandi materassi, che sicuramente aiutano ma non eliminano il pericolo che la moto arrivi addosso al pilota. La Dorna è a conoscenza del problema ma sembra che non sia possibile sistemare il circuito di Jerez in tempi brevi, il che è un peccato perché Jerez è un circuito storico e deve essere aggiornato in termini di sicurezza, non correre qui la motoGP sarebbe impensabile".

Quindi la pensi come Mir quando dice che per cambiare aspettano sempre che succeda qualcosa?
"Esattamente, in passato è già accaduto e la cosa continua a ripetersi. Non è detto che qualcuno debba necessariamente farsi male,  però già l'incidente di Marquez di oggi è stato rischioso, per lui come per chiunque altro, quindi spero che questo dia una spinta in più per risolvere il problema".

Per il warm up di domani hai qualche piano? Qualche ultimo test prima della gara?
"E' presto per fare previsioni, sopratutto perché correndo anche la motoE il warm up viene anticipato e quindi le temperature in pista cambiano parecchio rispetto all'orario di gara. La cosa più importante è cercare di non cadere e di non fare danni per poi poter andare a punti. Sarà una gara impegnativa, è un circuito difficile quindi tenere il giusto passo ed essere scaltri penso sarà una buona strategia ".

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