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MotoGP, Bagnaia: "Guido la Ducati all'opposto degli altri piloti, ma funziona"

"L'esperienza è le difficoltà incontrate nel passato con Mahindra mi hanno dato motivazione", Morbidelli: "Ad inizio stagione ho faticato, ma superare i problemi è la storia della mia vita"

MotoGP: Bagnaia: "Guido la Ducati all'opposto degli altri piloti, ma funziona"

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È la conferenza del giovedì ad alzare il sipario sul weekend di Jerez. La MotoGP torna in azione in Spagna e di conseguenza non manca l’attesa per vedere i protagonisti in azione. Tra questi spicca senza ombra di dubbio Marc Marquez: “Qua la situazione è più tranquilla – ha esordito la 93 – a Portimao c’era molta attesa, mentre Jerez è un weekend di gara un po’ più tradizionale. Fisicamente mi sento bene, anche se durante queste settimane ho cercato di rimanere stabile dal lato fisico.  Non ho infatti aspettative particolari, dato che il limite più grande in questo momento sono io e non la moto. Mi sono però allenato durante queste settimane, nonostante il mio corpo chieda del relax. Ho preso infatti diversi antibiotici, consapevole che ci vuole del tempo per recuperare”.

In Spagna uno dei principali indiziati per la vittoria è senza dubbio Pecco Bagnaia: “Partiamo per puntare al podio – ha commentato il piemontese – so che posso essere competitivo e ho tutto quello che serve per disputare un bel fine settimana e provare a vincere”.

L’attenzione si sposta poi sul suo stile di guida, apprezzato da diversi piloti come Spies: “Mi fa piacere leggere simili commenti – ha proseguito - lo scorso anno ho iniziato a guidare la Ducati con uno stile diverso rispetto agli altri piloti, trovando però fiducia e velocità. Al tempo stesso tengo a sottolineare che è stato difficile accettare la seconda parte del 2020, dato che faticavo e non capivo il perché”.

Pecco però non si è abbattuto: “Lavorare con i ragazzi dell’Academy, durante l’inverno, mi ha regalato una grande motivazione, così come quanto accaduto in passato con la Mahindra.  Anche quella esperienza mi ha dato una motivazione extra per crescere e fare bene. Una volta che mi adatto alla moto, mi concentro poi sul mio stile guida, che è simile a quello che avevo in Moto2 e Moto3. A Losail, giusto per fare un esempio, ho lavorato sulle gomme, mentre a Portimao ho riscontrato grande fiducia in frenata e accelerazione, soprattutto nelle curve lente e il lavoro svolto funziona”.

Pecco cita la VR46, che tra i suoi piloti vanta anche Franco Morbidelli: “È senza dubbio importante essere tornato a lottare con i migliori – ha detto Franco – purtroppo non è stato semplice l’inizio di stagione, ma superare le difficoltà fa parte della storia della mia vita, dato che ne ho passate molte. Valentino? Ti rendi conto che c’è un aurea speciale intorno a lui e nel box lo senti. Poi lui è uno che urla molto e non passa certo inosservato (sorride) quando parla con tecnici e meccanici”.

Ta i piloti presenti in conferenza anche Fabio Quartararo: “Affronterò questo weekend con l’approccio di sempre – ha detto – a Portimao ho vinto, ma è inutile pensare alla vittoria dello scorso anno, dato che abbiamo visto cosa è accaduto a Oliveira a Portimao. Personalmente mi sento bene, so che posso essere forte e veloce anche qua, ma prima di tutto rimarrò calmo. Lo scorso anno mi ero un po’ perso a livello mentale, mentre ora è diversa la situazione”.

Infine la palla passa a Joan Mir: “A dir la verità non so perché non sono mai riuscito a vincere a Jerez – ha detto – la pista mi piace, dato che sono sempre stato competitivo. Non sarà facile fare la differenza, ma proverò a lottare per il podio”.

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