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Top5 vendite 1° trimestre 2021: moto economiche e soliti scooter. Perché?

Qualcosa è cambiato nel settore moto, mentre gli scooter restano quasi sempre gli stessi. L'Italia che cambia...

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Ormai ci siamo anche stancati di dirlo e sentirne parlare, il Covid-19, il dannato virus ha messo in ginocchio l'economia italiana. Le persone perdono il lavoro, le attività chiudono e la conseguenza, parlando del settore due ruote, è un calo delle vendite (anche se contenuto nel 2020 - QUI l'analisi - ed il 2021 è partito con il segno positivo). Il calo, però, è accompagnato anche da altro: un cambiamento del mercato in tema di mezzi. Ci sono però delle riflessioni da fare, perché se il segmento moto è cambiato, quello dello scooter, invece, non ha subito grossi cambiamenti. Il motivo? Fondamentalmente il prezzo dei mezzi potrebbe esserne uno.

Moto la Top5 e la Benelli TRK 502

Ad inizio mese (QUI) abbiamo visto come sta andando il mercato vendite. La conferma è sempre e soltanto una, la Benelli TRK 502, moto che, offerta sia in versione standard che in quella X, ha visto oltre 1.500 immatricolazioni fino al marzo 2021. Il segreto del suo successo? Una moto onesta, gestibile sia a livello di guida che di manutenzione, ma soprattutto un prezzo di acquisto "fattibile". Servono circa 6.000 euro per portarsela a casa, dobbiamo aggiungere altro?

Quella che possiamo definire media e bassa borghesia, l'utenza media, guarda dunque in direzione dell'enduro on-off italo cinese? Sembrerebbe proprio di sì. Le cilindrate 600, così come le 800, le moto medie, per capirsi, sono ferme al palo, poiché significa dover sborsare cifre "in direzione" 8/12.000 euro, un budget che ormai manca ai più. Per contro, coloro che avevano disponibilità prima, tendenzialmente ce l'hanno anche oggi. L'aiuto delle rate con interessi vantaggiosi, fanno il resto. Da qui, la conferma della seconda moto più venduta in Italia, la BMW R 1250 GS, moto che base, "chiede" sempre quei 18.150 euro... Terzo posto, la versione Adventure, ben 2.000 euro in più.

Quarto posto, ma con meno di 800 pezzi, la Honda CRF1100L Africa Twin. Anche qui, parliamo di 15.000 euro, non certo bruscolini. Chiude la top5 un'altra moto abbastanza economica, la Yamaha Tracer 700, che a listino viene 8.500 euro circa. In ogni caso, l'enduro stradale regna sovrana. Perché? Perché ci fai tutto, ci vai a fare persino la spesa se hai i bauletti, ci giri città, ti fai la domenica con gli amici, il week-end con la compagna e le vacanze. Insomma, la moto factotum.

Naked e supersportive stanno lentamente cedendo il passo. Soprattutto le seconde, sono ferme, ed in cilindrata 600 praticamente morte. Le 1.000 vengono sviluppate per competere nella Superbike, e sono la carta di identità di una casa costruttrice, che "riversa" tutta la propria tecnologia qui dentro. Punto e stop. A dati di vendita, non servono prativamente a nulla alle Case.

Scooter la Top5 e l'Honda SH

Veniamo ora agli scooter. Tralasciando il Piaggio 3W Delivery, un mezzo da lavoro che grazie a Poste Italiane consta oltre 3.800 pezzi, non si può non parlare del fenomeno Honda SH. Il più venduto è l'SH125i con poco più di 2.700 pezzi, seguito dal 150 (2.286 pezzi) ed il nuovo 350 (2.246 immatricolazioni). Quarto posto per il Piaggio Beverly 300 con 1.887 pezzi (presto arriverà il nuovo). Ecco, cilindrate piccole o "intelligenti" come possono essere i 300/350, né poco, né troppo. Meno di 4.000 euro per le cilindrate piccine, meno di 6.000 euro per le intelligenti. Come vedete, torniamo al discorso della Benelli TRK 502: entro i 6.000 euro si vende. Chiude la top5 l'Honda X-ADV 750, 12.500 euro, ovvero il "GS" degli scooter, dedicato a coloro che hanno disponibilità economica.

Considerazioni finali

Al momento il mercato continuerà così dunque, mezzi entro i 6.000 euro, ed all'estremo pezzi oltre i 12.000 euro. In mezzo, poco e niente, sviluppi lenti da parte dei costruttori, aggiornamenti, ma non c'è da aspettarsi molto. Il mercato chiede moto di piccola cilindrata, prezzi contenuti e manutenzione dal basso costo. Questo i costruttori l'hanno capito, e continueranno così. Infine, va considerato un ultimo fattore: la Cina. Abbiamo fornito loro tutto, il know-how, e loro sono stati bravi a sfruttarlo proponendo la tecnologia giusta. Costi bassi di pezzi e manodopera, e le Case hanno investito lì. Ora? Ora le cose sono cambiate: i container via mare sono passati dai 1.500/800 dollari ai 7/8.000 dollari. I prezzi dunque saliranno. Ancora, il Covid-19 ha rallentato, e lo farà ancora, la produzione di tutto. Se prima i Costruttori, anche di abbigliamento e caschi, assicuravano consegne entro il mese, ora si è passati a tre, se non quattro mesi. Fatevene una ragione, ordinando un casco, se il venditore vi "sparerà" quattro mesi, è così, punto, e purtroppo la cosa andrà peggiorando...

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