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Mototurismo: perché non lasciarci "liberi"? La FMI avanza la richiesta

Il Presidente Giovanni Copioli scrive al Sottosegretario allo Sport, Valentina Vezzali. Il Mototurismo ha diritto alla ripresa

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La situazione, si è fatta pesante, ed è da mesi e mesi che è così. L'Italia, divisa tra zona Rossa, Arancione, poi Gialla, poi ancora Arancione... un cane che si morde la coda. Quando pare che ci siano dei miglioramenti, si rialzano i casi e si torna a chiudere. Diciamolo, chi non ha la moto, chi non va in moto, non può sapere cosa si prova a non utilizzarla. La sensazione di libertà, l'adrenalina, la possibilità di "scaricarsi" di tutte le situazioni stressanti accumulate durante la settimana. Indossare tuta e casco, per partire all'alba e tornare la sera a casa stanchi ma soddisfatti. Una abbuffata di curve, gli occhi pieni di immagini come boschi, laghi, montagne. Un panino in compagnia con il partner e gli amici. Ma cosa ne sanno al Governo!

Caro Governo, perchè?!?

Eppure a noi motociclisti, si possa essere quelli della domenica, o del week-end, quelli che cercano le curve o che vanno a visitare nuove località, tutto questo, serve. Dentro di noi è un bisogno. L'essenza della moto, del vedere quel tachimetro a fine giornata che segna +300, +500 km... Chiamatelo Mototurismo. Che fastidio potremmo dare? Se si può girare in bicicletta, perché considerata "attività fisica", perché non si può fare questo in moto? Rispettando le distanze, utilizzando le mascherine quando non si è in moto. Ancora, a molti di noi basterebbe un ok, per indossare il casco alla partenza alle 8, toglierlo una volta per mangiare il panino, e ritoglierlo quando si arriva a casa alle 20. In cambio, una parte di economia che riparte, fatta di benzina, tagliandi, pneumatici, ma anche caffè al bar, panino o un primo piatto da asporto al ristorante. Cosa stiamo chiedendo di così "strano"...

FMI: l'intervento del presidente

Finalmente arriva un sollecito della FMI. Nell'ampio contesto di un proficuo dialogo con le Istituzioni, prosegue l'attività dei vertici della Federazione su criticità e problematiche che la pandemia sta causando a tutti gli appassionati del settore motociclistico. Dopo aver ottenuto il risultato dell'avvio dei Campionati Nazionali, seppur a porte chiuse, e la basilare possibilità per i licenziati FMI di potersi allenare nel rigoroso rispetto delle indicazioni dei relativi DPCM, il Presidente FMI Giovanni Copioli ha scritto personalmente al Sottosegretario con Delega allo Sport, Signora Valentina Vezzali, per sensibilizzare le Autorità competenti sulla questione del Mototurismo, disciplina ferma da oltre un anno.

Il comunicato FMI, così continua: "Fermo restando il consentito utilizzo della moto come mezzo privato di locomozione (al pari di bici, auto e altri veicoli) nel rispetto delle vigenti norme anti Covid-19, tale uso non è apparentemente interpretato anche come attività motoria o sportiva di base in quanto la moto non è spinta da energia muscolare. Il Mototurismo è invece una attività inserita fra le discipline riconosciute dallo Statuto della FMI (e quindi approvata dal CONI) e assimilabile a qualsiasi altra attività sportiva effettuata da praticanti amatori e agonisti".

Ancora: "Il Presidente Copioli, nella lettera indirizzata al Sottosegretario Vezzali, ha quindi posto l'accento sui tanti eventi e manifestazioni di interesse nazionale ed internazionale di Mototurismo riconosciuti come disciplina sportiva anche dalla FIM (la Federazione Internazionale di Motociclismo). Inoltre, nel suo appello, ha evidenziato come una estensione dell'Articolo 18 dell’ultimo Decreto dedicato allo Sport, potrebbe consentire lo svolgersi di manifestazioni di interesse nazionale nel rigoroso rispetto delle disposizioni di sicurezza, rivitalizzando anche questa importante sezione della Federazione Motociclistica Italiana".

La lettera

Pubblichiamo di seguito, e con piacere, la lettera inviata alla Sottosegretaria, con la speranza che possa servire a qualcosa.

 

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