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MotoGP, Marini: "Non è possibile essere più lento in gara che nelle FP4"

"Non sono soddisfatto, bisogna capire cosa mi succede in gara. Enea ha gestito meglio di me, io ho fatto molta fatica. Non ho potuto usare la mappa full power perché la moto si muoveva molto"

MotoGP: Marini: "Non è possibile essere più lento in gara che nelle FP4"

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Al termine del GP che ha avuto luogo sul circuito di Portimão, Luca Marini è retrocesso di ben quattro posizioni rispetto alla qualifica concludendo 12° sotto la bandiera a scacchi. Il pesarese del team Avintia Racing ha tagliato il traguardo con 29'660’’ di ritardo rispetto al primo classificato Fabio Quartararo.

Non sono molto soddisfatto – ha iniziato Luca – pensavo di poter essere più veloce, almeno di mezzo secondo. Non ho capito perché, forse per le condizioni della pista. Ho sofferto molto con la gomma posteriore e anche con l'anteriore. Non è stato facile, già dall’inizio per me è stato difficile stare davanti con gli altri. Ho perso qualche decimo in ogni giro e poi il ritmo è calato molto - ha poi aggiunto - Bisognerà confrontare i dati perché anche in Qatar 2 il mio passo era molto lento. Sono contento del risultato del fine settimana in generale, le sensazioni con la moto sono migliorate ma per la gara non posso esserlo. Sarà necessario migliorare questa area perché non è possibile essere più lento in gara che nelle FP4”.

Cosa hai imparato oggi?
“Qualcosa che non posso dire e che le gomme in MotoGP sono la chiave. Bisogna capire come lavorano e come utilizzarle per far sì che funzionino bene per tutta la gara. Dovrò concentrarmi su questo e migliorare qualcosa sulla moto per essere ancora più a mio agio”.

Ieri dopo le qualifiche hai detto che sarebbe stato difficile rimanere in top 10 perché ci sono le ufficiali, sei soddisfatto dei giri che sei riuscito a fare ad inizio gara?
“Non stavo guidando bene neanche ad inizio gara, faticavo molto. Durante gli altri turni di prove non faticavo così tanto per tenere quel passo. I primi hanno addirittura fatto un ulteriore passo in avanti, sono andati mezzo secondo più veloce. Io non riuscito e ho dovuto addirittura abbassare il mio di passo. Conta fino ad un certo punto essere stato lì davanti per metà gara perché conta il risultato finale. È stato un fine settimana positivo nel complesso. Sono soddisfatto del lavoro fatto, bisogna capire cosa succede in gara”.

Sei riuscendo a imparare qualcosa stando dietro? Magari anche osservando tuo fratello.
“Certo. Quando segui piloti di un certo livello si capiscono sempre moltissime cose. Ognuno ha il proprio stile ma è sempre bello seguire piloti con più esperienza. È difficile replicare quello che fa un pilota con una moto diversa, è più utile quando sono dietro ad una Ducati perché posso provare a mettere in pratica quello che vedo da loro. È bello stare davanti con i piloti più forti. È stata una gara divertente all’inizio, avrei preferito stare con loro fino alla fine”.

Hai corso su due piste diverse in MotoGP, ora cosa ti aspetti per Jerez?
“Sarà interessante Jerez. Lo scorso anno le Ducati sono andate bene ma negli anni precedenti hanno fatto fatica. Il potenziale della moto è sempre molto buono ed è una pista che tutti conosciamo alla perfezione, è la pista su cui abbiamo girato più di tutte nella nostra carriera. Sarà interessante viverla su un MotoGP. Sono molto curioso, tutti vanno forte e i distacchi sono minimi. Sarà importante essere precisi e costanti per riuscire a fare quello che non sono riuscito in queste tre gare”.

Tu ed Enea avete fatto due gare opposte. Lui ha detto di aver faticato di più nella prima parte poi è riuscito a risalire, tu invece intorno al decimo giro hai avuto un calo. Hai avuto già moto di guardare i dati? Qual è stata la differenza rispetto a Bastianini?
“Sì, ho dato un’occhiata veloce ma nei prossimi giorni approfondiremo in riunione. Enea verso la fine della gara andava più forte, entrava in curva più veloce e riusciva meglio. Anche nei due curvoni a sinistra che ci sono dopo gli scollini li faceva meglio di me. Io ho perso un po’ in ogni giro, diventava sempre più difficile. Una cosa che abbiamo avuto entrambi è stato un grandissimo pompaggio sul posteriore e dei grandi movimenti della moto. Io l’ho sofferto dall’inizio e infatti ho dovuto usare meno potenza, con la mappa full power non riuscivo a guidare. Enea è riuscito a gestire meglio, io dopo i primi dieci giri facevo veramente molta fatica”.

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