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Marquez: "Per me è più facile guidare una MotoGP che una moto stradale"

VIDEO - "E' stata la prima cosa che ho detto rientrato ai box, per questo ho riso. Sono sorpreso, i tempi sono venuti anche se non ho capito come. Ora so che la velocità c'è, tutto dipenderà da come reagirà il braccio: so che la forza diminuirà"

MotoGP: Marquez: "Per me è più facile guidare una MotoGP che una moto stradale"

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L’uomo dei miracoli è tornato e lo ha fatto in grande stile, come gli si richiede. Marc Marquez ha lasciato tutti a bocca aperta a Portimao mentre il cronometro mostrava quanto i 9 mesi di stop non avessero intaccato nemmeno un briciola del suo talento. Terzo tempo al mattino e 6° il pomeriggio (migliore pilota su Honda, se ci fosse bisogno di specificarlo) sono le sue credenziali al ritorno in pista. Semplicemente da applausi. Marc sorrideva nel box, lo fa durante la sua conferenza stampa, e ne ha tutti i motivi.

Cosa ho detto rientrato per la prima volta nel box? Che guidare la MotoGP era più facile di quella stradale, per quello mi sono messo a ridere - racconta - Sono entrato in pista e mi sono sentito subito a mio agio e poi ho sorriso nuovamente quando ho visto di essere vicino ai migliori con i tempi”.

I tuoi rivali l’avevano detto che saresti stato veloce.
Se loro non sono sorpresi, io invece lo sono: prima di tutto delle sensazioni che ho avuto in sella e poi per la mia posizione in classifica”.

Sembra che tu non abbia più le farfalle nello stomaco.
Ero nervoso prima di entrare in pista nelle FP1, c’erano delle macchie d’umido in pista ed è difficile guidare in quelle condizioni. La cosa più difficile è stata la staccata: ogni volta pensavo di non fermarmi. Non avevo più l’occhio per la velocità, frenavo tardi perché gli altri piloti lo facevano in quel punto e non perché me lo sentissi. Poi, con i giri, le cose sono migliorate.

Qual è quindi il bilancio?
È stata una grande giornata perché mi sono trovato bene sulla moto. Sinceramente al mattino mi sono trovato meglio, nel pomeriggio ho faticato a scaldare il braccio, lo sentivo più stanco. Comunque la situazione è migliore di quanto mi aspettassi, anche se non ho capito come ho fatto, ho pensato solo a guidare e i tempi sono arrivati. Ora il maggiore dubbio riguarda il mio braccio, come reagirà nel corso del fine settimana. Tutto dipende da come mi sveglierò domani, se avrò meno forza dovrò cambiare il mio stile di guida. Questa è una pista che chiede molto al fisico e bisogna fare attenzione”.

Sei preoccupato?
Il braccio a livello osseo è completamente guarito, altrimenti non sarei qui, ma a livello muscolare sto soffrendo. Soprattutto per quanto riguarda la spalla, che mi ero operato meno di un anno e mezzo fa. Il deltoide è ancora un po’ debole e se vi ricordate mi aveva dato fastidio anche nei test invernali dell’anno scorso. L’inattività non ha aiutato, una cosa è lavorare in palestra e un’altra guidare una moto”.

Ti aspetti di dovere stringere i denti?
Bisogna aspettare, il mio fisioterapista e i dottori mi hanno avvertito che il braccio peggiorerà, la forza diminuirà nel corso dei giorni e mi aspetto di soffrire soprattutto in qualifica. Come ho detto ieri, non mi metto pressione e non scarto nulla, ogni cosa arriverà andrà bene. Sono già vicino ai primi ed è positivo”.

Hai avuto qualche precauzione in più in pista?
Non posso salire in moto e pensare a non cadere, io faccio quello che mi sento. Nelle curve a sinistra guido già bene, ma in quelle a destra mi manca un po’ di forza per caricare l’avantreno. Sono comunque dettagli”.

Hai già fatto un salvataggio dei tuoi…
Ho fatto un ultimo giro nelle FP2 un po’ pazzo, ma io guido così. Il fatto è che oggi ho faticato di più con le gomme nuove, quando sono usate la moto diventa più dolce. Se cambio di direzione verso la curva 7 ho pensato a inserire la moto, ma il corpo non ha seguito i miei pensieri, così ho innescato volontariamente una derapata per chiudere la traiettoria. Era l’ultimo giro e non volevo sprecarlo”.

Sembri già tornato il vecchio Marquez.
In verità è strano, non capisco ancora come guido, non sento il limite. Sono partito con il setup usato da Bradl l’anno scorso qui e non l’ho toccato. Ho fatto anche degli errori nel mio giro veloce, non pensavo di essere nemmeno tra i primi 10 e invece ero 6°, ma non posso parlare di obiettivi. Sono contento perché la velocità c’è, tutto dipenderà dalle mie condizioni fisiche”.

Sei riuscito a farti un’idea della Honda 2021?
Ho fatto qualche commento, ma non riesco ancora a capire quale direzione prendere e non vogli peredere la strada. Domani inizierò a fare qualche cambiamento”.

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