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MotoGP, Dovizioso: "Mi sento un pilota, Pedrosa e Crutchlow sono dei tester"

"Ho parlato con loro e hanno la mentalità da collaudatori. Io invece voglio correre in MotoGP nel 2022. Durante questo test mi sono concentrato sulla posizione in sella"

MotoGP: Dovizioso: "Mi sento un pilota, Pedrosa e Crutchlow sono dei tester"

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 In questi giorni, gran parte dell’attenzione del mondo della MotoGP non era rivolta a Portimao dove si correrà questo fine settimana il terzo GP della stagione, ma qualche chilometro più ad est dove, sul tracciato di Jerez de la Frontera, Andrea Dovizioso ha fatto il suo esordio sulla Aprilia. L’ex pilota Ducati, infatti, ha svolto delle giornate di test sulla RS-GP ed ha potuto dare le sue impressioni sulla moto di Noale che era sembrata in netto miglioramento durante i primi due Gran Premi della stagione in Qatar. Nel corso della prima giornata Dovizioso si era concentrato sull’ergonomia, ricercando la giusta posizione in sella all’Aprilia. L’avrà trovata? 

“Quando si cambia moto dopo molti anni la prima cosa da fare è sistemare la posizione in sella e questa cosa prende tempo. Bisogna essere comodi sulla moto per poter spingere ma bisogna anche capire la posizione che la moto ti richiede perché ogni mezzo ha diverse caratteristiche. È impossibile sistemare queste cose in tre giorni anche perché la MotoGP richiede più attenzione sulla posizione rispetto ad altre categorie perché il modo in cui si sta sulla moto condiziona molto il modo di guidare. Nel corso del prossimo test Aprilia potrà fare qualche cambiamento per farmi stare più comodo”. 

Quindi, Dovizioso e gli uomini Aprilia si sono concentrati molto sulla posizione in moto durante questi tre giorni di Jerez, tralasciando magari altri aspetti come, per esempio, la ricerca del giro veloce. Ai tempi di Jorge Lorenzo in Ducati, lo spagnolo aveva molto combattuto sul trovare la giusta comodità sulla Desmosedici con vari cambiamenti alla forma del serbatoio e non solo. Allora Jorge aveva veramente ragione a dare così tanta importanza all’ergonomia della moto?
“Io credo che i risultati che poi ebbe Lorenzo non fossero così legati ai cambiamenti che aveva fatto anche se è fondamentale stare comodi sulla moto per spingere al 100%.  Parlavo proprio di questo con Crutchlow prima, lui dopo aver guidato la Yamaha è passato ad Honda, adesso è tornato su una Yamaha e ci sta mettendo del tempo per adattarsi. Gli aspetti più importanti sono due: sentirsi bene con la moto in base alle tue leve (e se si è bassi si è limitati su questo) e poi trovare posizione giusta per quello che ti chiede la moto che però è un passo successivo”. 

"Mi sento ancora un pilota, Pedrosa e Crutchlow pensano da tester"

In queste due giornate di test, insieme a te ma con altre Case c’erano anche Pedrosa e Crutchlow, piloti importanti ed ora collaudatori per KTM e Yamaha. Hai parlato con loro? Ti piacerebbe un ruolo simile in futuro?
“Io mi sento ancora un pilota come mentalità, Dani è diventato un tester e anche se potrà fare qualche wild card al momento il suo approccio è proprio da tester. È ottimo per quel ruolo perché fa sempre tutto con un ragionamento e può essere molto produttivo per la sua Casa. Crutchlow fa molto ridere, è bello trovarlo nel paddock ma l’ho visto proprio con una mentalità diversa rispetto al passato. Quando si cambia modo di pensare e si inizia a fare il tester è tutto diverso”.  

Hai detto che nel corso del prossimo test, che sarà al Mugello, Aprilia potrà fare qualche cambiamento sulla moto. Ma come giudichi questa RS-GP e cosa ti aspetti di trovare quando cercherai il limite? 
“È troppo presto per entrare nei dettagli della moto, come tutti anche Aprilia ha punti forti e punti meno forti ma devo dire che mi sono trovato molto bene. Per un pilota è bello provare più moto perché si riescono a capire più cose rispetto a quello che si vede in tv ed in pista, è emozionante. Al momento, comunque, non è intelligente parlare di giri veloci perché bisogna entrare in certi dettagli impossibili da sistemare in soli tre giorni. Andare al Mugello con Aprilia sarà bello”. 

"Nel 2022 voglio correre in MotoGP, è la mia passione"

Parlando di futuro, questo test ti ha chiarito le idee sul tuo ritorno in MotoGP? Ci sarà la possibilità di farlo proprio con Aprilia magari con delle wild card o in sostituzione di un pilota?
“Io ho voluto fare questo test perché la MotoGP è la mia passione e perché il prossimo anno voglio correre. Penso che per questo sia intelligente stare in pista e farlo in modo professionale. Salire su una MotoGP è pazzesco, io ho fatto poca esperienza con altre moto stradali ma quello che ti trasmette la MotoGP è unico. Normalmente tutto quello che faccio lo faccio bene e quindi non voglio fare qualcosa tanto per farla. Avevo delle opzioni lo scorso anno ma sostituire un pilota non è il mio obiettivo, sono aperto a tutto ma quello che c’è sul tavolo per ora è un altro test al Mugello con Aprilia, poi mangeremo una bistecca insieme e ne parleremo”.  

Guidando l’Aprilia oggi e vedendo le prestazioni di Espargarò in Qatar, non ti sei un po’ mangiato le mani per aver rifiutato qualche proposta lo scorso anno?
“Secondo me è stato giusto così. Aleix ha dimostrato che il potenziale della moto c’è. Lui ci sta mettendo il cuore e Aprilia si sta impegnando molto. Hanno fatto un bello step anche se ora avere una bella base non basta più perché sono tutti vicini in MotoGP. Salendo sopra questa moto, comunque, ho capito che un salto è stato fatto, ovviamente poi bisogna vivere un weekend di gara. Per fare bene a questi livelli bisogna far parte di un progetto per andare forte, non ha senso prendere decisioni affrettate, non è stato mai il mio modo di vivere”.  

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