SBK, Bautista: “Honda non ha bisogno di stravolgimenti, la CBR RR-R ha potenziale”

“Ho un anno in più di esperienza e ora bisogna vincere”, Haslam: “Mio papà Ron è sempre con me in pista e continua a consigliarmi e correggermi”

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Le aspettative sono alte, dal momento che Honda punta a riscattare un 2020 non completamente soddisfacente. Lo sa bene Alvaro Bautista, chiamato a recitare una parte da protagonista in questa sua seconda stagione con i colori HRC.

In Giappone hanno scommesso forte su di lui un anno e mezzo fa e ora è tempo di ripagare la fiducia da parte della Casa dell’Ala Dorata. Alvaro ne è consapevole, tanto che nella conferenza stampa di inizio stagione ha fatto trapelare fiducia e grandi speranza.

“Ci siamo – ha esordito il numero 19 – mercoledì e giovedì saremo impegnati a Barcellona nel primo test collettivo del nuovo anno e sono curioso di capire a che livello siamo in confronto ai nostri avversari. Durante l’inverno abbiamo lavorato molto per sviluppare la Honda, nonostante le limitative restrizioni regolamentari”.

A proposito di regolamento, ci si chiede quando sia cambiata la moto.
“Non abbiamo apportato particolari stravolgimenti, anche perché la Honda ha un grandissimo potenziale e forse è quella che ne ha più di tutti. Ci siamo concentrati sui dettagli, ovviamente ci sono dei nuovi componenti, così come piccoli aggiornamenti, che verranno valutati qua in Spagna.

Bautista entra quindi nel merito dello sviluppo.
“Ci siamo focalizzati prevalentemente sull’elettronica, coordinandoci con il Giappone, al fine che lo sviluppo andasse nella giusta direzione. Come ho detto non serve stravolgere il progetto, ma apportare dei miglioramenti che ci consentano di essere più competitivi”.

Quest’anno Alvaro avrà un anno in più di esperienza alle spalle e lui ne è consapevole.
“Nel 2020 la Pandemia ha complicato i nostri piani. La moto era completamente nuova e noi avevamo bisogno di rimanere in pista a girare. Questo purtroppo non è stato possibile, inoltre si sono aggiunte le difficoltà legate allo sviluppo. Come ben sappiamo non è stato consentito muovere tecnici e ingegneri dal Giappone e lo sviluppo è stato rallentato. Durante questo inverno però, abbiamo lavorato sodo e ci sono stati dei passi avanti. Sappiamo infatti cosa vogliamo e quale sia la direzione da seguire per ottenere risultati importanti”.

Di sicuro l’obiettivo è vincere.
“Lo scorso anno siamo riusciti a ottenere  un podio e ora l’obiettivo è quello di fare meglio, ovvero provare a lottare per la vittoria e regalare quel successo che a Honda manca da molti anni. Ci siamo infatti concentrati sull’elettronica, al fine di avere una moto più performante e introducendo piccoli cambiamenti in modo da garantire maggiore aderenza al posteriore. Io mi sento pronto, so che posso lottare per qualcosa di importante e a Barcellona capiremo a che livello siamo”.

L’attenzione si sposta poi sul fatto che Honda non abbia un collaudatore, a differenza di Ducati che può fare affidamento su Michele Pirro.
“Credo che in Superbike non sia necessario un collaudatore, dato che non siamo in MotoGP dove ogni anno vediamo nuove carene e telai. In Superbike un collaudatore può diventare utile nel momento in cui sviluppi una moto nuova, come ad esempio la Ducati V4 rispetto alla V2. In quel caso uno come Pirro ti aiuta a curare la direzione da seguire”.

Al via del Mondiale mancano meno di due mesi e Alvaro scalpita.
“Più gare ci sono e meglio è. Sono felice che il Mondiale parta ad Aragon, una pista che mi piace, così come sono entusiasta di disputare tante gare in Spagna. Per me sarà come correre in casa”.

L’ultima battuta è invece legata al vaccino.
“Ho visto che in MotoGP piloti e addetti ai lavori sono stati vaccinati. Qua in SBK non so cosa accadrà. Di sicuro dobbiamo rispettare tutte le misure per evitare il contagio ed essere in sicurezza, al fine di tutelare la salute di ognuno”.    

Haslam: "Sono in forma e pronto a divertirmi in moto come mi consiglia mio papà Ron"

A raccogliere le ambizioni di Alvaro è il suo compagno, Leon Haslam.
“Non mi sono mai sentito così in forma come quest’anno – ha esordito il britannico – durante l’inverno mi sono costantemente allenato, utilizzando la moto da flat track, così come la minibike e il trial. È stato un inverno strano, lungo più del solito, però mi sento pronto per questo 2021”.

Adesso ci sarà però da fare i conti con il cronometro.
“Qua a Barcellona cercheremo di fare un ulteriore passo avanti. Rispetto al 2020 siamo infatti riusciti a svolgere un maggiore numero di test, che ci ha consentito di macinare chilometri, ma soprattutto di lavorare su nuovi dati e quelli  preesistenti. Personalmente mi aspetto una moto competitiva, perché abbiamo una direzione chiara da seguire e una base solida di partenza”.

A fine maggio Leon spegnerà 38 candeline. Di sicuro lui è un pilota a cui l’esperienza non manca.
“In questi anni ho avuto la possibilità di correre per diverse squadre e di conseguenza guidare numerose moto. Questo è stato molto utile per me, ma soprattutto per il mio team, perché posso fornire delle indicazioni utili a migliorare la CBR 1000 RR-R e renderla più competitiva”.

Al suo fianco c’è sempre papà Ron.
“Lui mi segue lungo la pista in tutte le gare ed è un contributo importante per me, dato che mi consiglia e corregge. Consigli particolari? Divertirmi ogni volta che salgo in moto”.  

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