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F1: Hamilton e Verstappen danno spettacolo in Bahrain. Leclerc 6°

Max sorpassa Lewis dopo una rimonta furiosa e poi cede la posizione su ordine del muretto. 3° Bottas davanti ad uno straordinario Norris. 5° Perez partito dalla pit lane, fuori Alonso. Prossima tappa: Imola

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Questa Formula 1 meglio di così non poteva iniziare. Se sabato era stata la giornata dei “giovani” con le pole position targate 1997 di Pecco Bagnaia in MotoGP e di Max Verstappen in Formula 1, alla domenica i più esperti hanno ripreso in mano la situazione. A Doha, sul tracciato di Losail Maverick Vinales, che chiamare anziano sarebbe un sacrilegio visti i 26 anni d’età, ha vinto il GP del Qatar, mentre in Bahrain è stato il solito Lewis Hamilton a prendersi la scena dopo una gara ricca di emozioni e vinta in volata sulla Red Bull Honda di Max Verstappen.  

L’episodio chiave della gara al giro 53 quando, dopo una rimonta furiosa dovuta all’ottima strategia Mercedes, il pilota olandese è riuscito a passare il sette volte campione del mondo nella cotestatissima curva 4 dove, per una deroga della direzione gara era stato concesso ai piloti di andare larghi. Così ha fatto Verstappen al quale però è stato chiesto dal suo muretto di restituire la posizione perché avvantaggiato in una lotta dal superamento dei limiti della pista. Errore di Red Bull convinta di poter ripassare facilmente la Honda? Errore di Verstappen ad andare nello sporco per far passare Hamilton facendo perdere qualità alle sue gomme? Forse entrambi, fatto sta che Lewis, negli ultimi due giri non ha dato nemmeno un’altra chance a Max, portandosi a casa i primi 25 punti di una stagione che sarà lunghissima e molto intensa. 

Terza posizione per il solito Valtteri Bottas. Il minimo sindacale per un pilota che guida una Mercedes. Il finlandese perde la posizione su Leclerc in partenza e poi fa la sua gara di ritmo con qualche problema al pit stop che comunque, anche se fosse stato velocissimo, non avrebbe cambiato nulla in termini di classifica. Monta una gomma nuova nel finale per prendersi il miglior giro della gara e il punto addizionale. Quarto un ottimo Lando Norris che, dopo aver perso il primo confronto in qualifica con il neo-compagno di squadra Ricciardo, lotta con il coltello fra i denti in partenza, si prende la posizione e poi passa Leclerc all’ottavo giro dopo una bella bagarre. 

Dietro al talento della McLaren il pilota del giorno: Sergio Perez. Il messicano chiude in quinta posizione dopo essere partito dalla pit lane. Il motore e la parte elettrica della sua Red Bull fanno i capricci nel giro di formazione e la monoposto si spegne, Perez riesce a farla ripartire e da lì parte la sua rimonta. Molto bene dopo un sabato steccato per via della strategia in Q2. 

Sesto Leclerc, il massimo che poteva fare con questa Ferrari. La SF21 non è ancora pienamente competitiva ma i fantasmi dello scorso anno sono lontani. In Bahrain solo 4 mesi fa Charles era stato doppiato, oggi il distacco è importante, un minuto, ma la condotta di gara è stata precisa ed intelligente. Di più non si poteva fare. Settimo posto per Ricciardo davanti alla Ferrari di Sainz, rimandato dopo questo primo weekend di adattamento alla Rossa, e al debuttante Tsunoda sull’Alpha Tauri. Il giapponese è la sorpresa dell’anno fino a questo momento diverte e si diverte alla guida, il nono posto sembra essere solo l’inizio.

Chiude la top 10 la Aston Martin di Stroll, 11° e 12° le Alfa Romeo di Raikkonen e Giovinazzi con l’italiano penalizzato da un errore al pit stop. 13° Ocon davanti a Russel, Vettel e Mick Schumacher. 
Non classificati Gasly, Latifi, Fernando Alonso (problema ai freni per l’asturiano) e Nikita Mazepin, finito nel muro al lato opposto di quello dove avvenne il rogo della Haas di Grosjean a novembre dello scorso anno. Prossimo appuntamento con la Formula 1 a Imola tra tre settimane. 

 

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