MotoGP, Merlini: "Aprilia è solo una delle opzioni per il team Gresini nel 2022"

"Fausto ha lasciato un vuoto enorme, ma i suoi figli continueranno il sogno. Contento che Dovizioso provi la RS-GP, quello che succederà dopo dipenderà da quel test"

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Per il team Gresini inizia una stagione molto particolare, la prima senza il suo fondatore e motore. L’eredità lasciata da Fausto è grande e preziosa, una struttura che corre in tutte le classi del motomondiale, compresa la MotoE, come nel CIV. Una squadra che ora sta guardando al suo futuro, come ci spiega a Losail, teatro della prima prova del campionato, Carlo Merlini, a lungo braccio destro di Gresini.

“È una stagione diversa, c’è il vuoto emotivo per l’amico che non c’è più e c’è il vuoto per quello che rappresentava la figura di Fausto all’interno del team - dice - Era un imprenditore, un team manager, gestiva le persone e i piloti, era il frontman, quello che dava la direzione. Se dicessi che non manca direi una bugia, è un vuoto enorme”.

Come si porta avanti il suo lavoro?
Siamo in contatto quotidiano con la famiglia. La stagione 2021 era già preparata e sta andando avanti, ma a un certo punto qualche domanda ce la siamo fatta. La famiglia ha deciso di continuare i progetti, perché c’è la volontà di dare seguito al sogno di Fausto e penso sia giusto che i suoi figli siano sempre più integrati nell’azienda di famiglia, perché potrebbe rappresentare il suo futuro. Mi riferisco a Luca, che aveva corso nel CIV, che vedremo nei Gran Premi e Lorenzo, che sarà più integrato nell’area amministrativa. È importante avere dei Gresini all’interno dell’azienda.

C’è la possibilità di rivolgersi a un manager esterno per gestire la struttura?
Non è una necessità urgente per il 2021, anche perché il progetto Aprilia è quello più importante e c’è una Casa alle spalle. Nel momento in cui nel 2022 avremo questo libro nuovo da scrivere, ci saranno delle posizioni che servirà coprire. Quindi è una possibilità che non escludo”.

La Gresini Racing corre in tutte le classi del motomondiale, compresa la MotoE, oltre che nel CIV. Tutti i programmi saranno confermati?
Il bello della nostra azienda era la grandissima passione di Fausto, che aveva vissuto da sempre in questo mondo, prima come meccanico, poi come pilota e infine come team manager. Quindi quando c’era l’opportunità di iniziare un nuovo progetto, come nel 2010 con la Moto2, nel 2021 con la Moto3 e più recentemente con la MotoE, funzionava così: Fausto diceva ‘che bello’ e partivamo. In aziende più tradizionale si fanno i business plan, invece da noi prima si decideva di partire e poi si mettevano insieme tutti i pezzi. Era il nostro bello e il nostro punto di forza, tutto partiva dalla passione. È stato merito di un ex pilota che ha imparato a essere un imprenditore e a gestire un’azienda con più di 60 persone, un fatturato importante ed è presente in 4 categorie mondiali. Questa era la passione di Fausto ed è il motivo per cui abbiamo una struttura come questa”.

Guardando al 2022, il rapporto con Aprilia finirà?
I tempi per decidere sono brevi, sia dal punto di vista della squadra che del costruttore. In questo momento stiamo parlando con tutti, valutando tutte le opzioni disponibili. Fra queste c’è anche Aprilia, vorrebbero avere un team satellite e ci hanno chiesto se vogliamo continuare con loro”.

Quali sarebbero le alternative: Ducati o Suzuki?
Ce ne sono alcune, direi altre tre. Questo è il momento in cui bisogna metterle sul tavolo e fare tutte le valutazioni di natura tecnica, sportiva ed economica”.

Sono più le probabilità di continuare con una moto italiana, qualunque sia, o di passare a una giapponese?
Faccio fatica a rispondere in questo momento, non abbiamo preclusioni, la nostra è una valutazione tecnica e sportiva. Vogliamo avere un pacchetto che dia alla Gresini Racing le migliori prospettive future.

Cosa ti aspetti invece da questa stagione?
Sarà un anno importantissimo. Il progetto Moto3  è la continuazione di quello 2020, Rodrigo è velocissimo e gli è mancato qualcosa solo per concretizzare la sua velocità e confidiamo che possa dire sua. Con Alcoba partiamo dalla fine dello scorso anno, dal suo primo podio all’ultima gara e il titolo di Rookie of the Year, pensiamo sia uno dei giovani più promettenti della Moto3”.

Nella Moto2 avete due italiani.
È stato il progetto in cui abbiamo riposto i nostri sforzi più grandi, non dico che lo abbiamo rivoluzionato ma quasi. Siamo intervenuti su tutti i fronti perché volevamo riportare il team più in linea sulle ambizioni nostre e degli sponsor che ci supportano. Abbiamo rafforzato la line up con Di Giannantonio che si è giocato podi e gare nel 2020 e speriamo che quest’anno possa puntare alle posizioni importanti della classifica, secondo noi non gli manca nulla. Bulega ha mostrato di avere fatto un passo in avanti nei test e anche nella squadra ci sono stati cambiamenti importanti”.

Poi c’è la MotoGP, con l’arrivo di Dovizioso almeno per un test.
Fa moltissimo piacere, anche perché è una dimostrazione che l’Aprilia ha credito nei confronti di un pilota che ha fatto risultati importanti. Il fatto che Dovi abbia deciso di fare un test significa che era curioso di guidare la moto e per noi è importante. Cosa succederà dopo probabilmente dipenderà anche da come andrà questo test”.

Finiamo con la MotoE?
Siamo stati campioni il primo anno e vice nel 2020. È un progetto che abbraccia un nuovo tipo di mobilità, è una direzione in cui i costruttori di moto si stanno muovendo e ci fa piacere mostrare la nostra sensibilità su questi temi”.

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