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MotoGP, Qatar - Mamma, mi si è ristretto il circuito! l'isolamento nel GP del Qatar

IL RACCONTO DELL'INVIATO La bolla che circonda gli addetti ai lavori c'è e si vede, tra precauzione e restrizioni, una giornata tipo nel paddock di Losail ai tempi del Covid-19  

MotoGP: Qatar - Mamma, mi si è ristretto il circuito! l'isolamento nel GP del Qatar

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La bolla c’è e si vede. In Qatar inizia la nuova stagione del motomondiale e le misure messe in atto da Dorna sono stringenti per evitare qualsiasi rischio di contagio. Il circo della MotoGP si appresta a cominciare il suo viaggio nel 2021 fra vaccinazioni, tamponi, mascherine e tutte le misure che abbiamo imparato a conoscere nell’ultimo anno. L’importante, si sa, è correre e anche in questa stagione bisognerà fare i conti con il Covid.

Così, prima di partire per il Qatar, bisogna sottoporsi a un test PCR e appena atterrati a Doha a un altro, per poi essere portati in hotel e isolarsi in camera finché una mail non dà il via libera. Piloti, manager, meccanici, giornalisti, la regola è uguale per tutti. Una volta ricevuto il salvacondotto, si può stare nell’albergo (è tassativamente vietato lasciarlo) ma solo in zone particolari. Tutte le strutture di Doha (5 quelle individuate da Dorna con il Governo del Qatar) hanno recintato degli spazi per il membri del paddock. Il termine non è scelto a caso, perché ci sono delle barriere a separare le aree consentite al gruppo del motomondiale da quelle aperte agli altri ospiti. Così si finisce per respirare l’atmosfera del paddock più in hotel del circuito, incontrando tanti volti noti a colazione come a bordo piscina.

Per andare in pista si possono usare i bus messi a disposizione dall’organizzazione che fanno la spola tra circuito e hotel. Inizia così la gita verso Losail, con il solito panorama polveroso e qualche grattacielo in più spuntato nell’ultimo anno.

Arrivati a destinazione, accanto all’ingresso c’è una nuova struttura ormai diventata fondamentale: il laboratorio dove si effettuano i tamponi. I test per tutti gli addetti ai lavori sono frequenti: tre giorni dopo l’arrivo e poi ogni 6 giorni. Va da sé che se il risultato è positivo si va in un Covid hotel senza passare dal via.
 

L'entrata del paddock, con il laboratorio dove si effettuano i tamponi

Passati i controlli si entra nel paddock e per i giornalisti è una camminata a senso unico: fino alla sala stampa. Le gare fuori dall’Europa non sono mai state particolarmente affollate di ospiti o tifosi, quindi il clima è quello tipico della vigilia. O quasi. I meccanici danno gli ultimi ritocchi ai box, qualche pilota passeggia in tuta dirigendosi vero le foto di rito. Non fosse per le mascherine sembrerebbe (quasi) tutto normale.

Come detto, per noi giornalisti di web e carta stampata la passeggiata nel paddock non dura molto. Qualche centinaia di metri fino alla scala che porta alla sala stampa, la nostra casa (o prigione, se preferite) per i giorni del GP. A differenza di fotografi e tv, l’accesso a paddock e box non è per noi consentito.
 

Il paddock del circuito di Losail

Infatti i giornalisti si contano sulle dita di una mano, e anche in questo caso non è un modo di dire. Oltre a noi di GPOne, dall’Italia è arrivato anche Massimo Calandri, inviato di Repubblica, dalla Spagna Manuel Pecino, Simon Patterson dall’Irlanda e Akira Nishimura dal Giappone. A meno di sorprese, la lista è già finita.

I contatti con i piloti saranno ridotti al minimo, cioè alla conferenze stampa istituzionali, naturalmente ben distanziati. Manager e tecnici potranno invece venire in sala stampa per le interviste.

A proposito di barriere, ce n’è una anche in sala stampa. Dall’altro lato della barricata c’è lo spazio riservato per le interviste delle tv. Una specie di corridoio, con una sbarra a dividere piloti e intervistatore. Dall’altra parte i backdrop, cioè gli sfondi con gli sponsor da sostituire per ogni pilota.

Piloti da una parte...


 

... sponsor dall'altra

Dimenticavamo, non manca un balcone per prendere una boccata d’aria e dare un saluto, a debita distanza, a qualche pilota di passaggio.
 

Pecco Bagnaia saluta i lettori di GPOne... a debita distanza

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