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Pandemia: voglia di pedalare ma carenza di biciclette

Il covid ha fortemente influenzato il settore del ciclo.  Lo squilibrio tra domanda ed offerta si ripercuote negativamente sui prezzi e tempi di consegna. Come e perchè si è giunti all'attuale difficile situazione? Cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

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Durante la pandemia, al crollo di vendite e riduzione di fatturato per molti settori industriali, fa da contraltare la crescita esponenziale del settore delle biciclette.Cerchiamo di capire, dal punto di vista dell’industria del ciclo, cosa sta succedendo, le cause scatenanti del fenomeno e le prospettive per il prossimo futuro.

La pandemia ed gli effetti sul settore del ciclo

All’inizio dello scorso anno esplode, in concomitanza con i festeggiamenti del Capodanno cinese, l’emergenza Covid. La Cina ed altre zone dell’Oriente rappresentano centri di fabbricazione strategici per la maggior parte delle aziende del ciclo che sono costrette a cessare la produzione dei telai. Non di meno conto è la perdita di produttività degli accessori per la bici, come vedremo dettagliatamente più avanti.

L’Occidente, con Europa ed America in testa, sembrano colpite solo di riflesso dall’emergenza. La recente storia racconta, purtroppo, una espansione rapida e globale del virus con ripercussioni dirette su tutti i paesi occidentali. Il primo di molti blocchi è in corso. Per quasi due mesi, le attività lavorative sono molto rallentate ed in alcuni casi ferme. Le difficoltà colpiscono orizzontalmente pubbliche amministrazioni, fabbriche e negozi.
Terminato il primo lockdown, con un timido ritorno alla normalità, le esigenze personali sono profondamente cambiate. La bicicletta rappresenta un ottimo strumento sia per spostamenti urbani sia per l’allenamento fisico nel rispetto del distanziamento.

Le vendite, complice anche la manovra fiscale con il ‘bonus mobilità’, e la domanda crescono talmente rapidamente da cogliere impreparato il settore. L’offerta non è in grado di fronteggiare le aumentate richieste. In Oriente, infatti, le linee di produzione sono state interrotte per diversi mesi. Alcuni lavoratori migranti sono stati licenziati. Altri hanno fatto rientro a casa, senza poi riuscire a tornare nei loro precedenti luoghi di lavoro a causa delle difficoltà e restrizioni a viaggiare. Serve tempo per formare e qualificare i nuovi operai assunti.

Lo squilibrio tra domanda ed offerta si concretizza in un enorme allungamento dei tempi di consegna da parte dei fornitori. Si passa, come valori massimi, da tre mesi (prima del Covid) a diciotto mesi. La difficoltà di approvvigionamento di materie prime come l’alluminio, utilizzato per i telai, rappresenta uno dei principali problemi.
La situazione è complessa anche per il trasporto delle biciclette, solitamente via mare. Le merci vengono spedite dall’Asia in Europa ma meno in verso opposto così il viaggio di ritorno con container vuoti fa lievitare i costi. Una nave proveniente da Taiwan impiegava in media quattro settimane. Ora con i porti pieni che non sono in grado di smaltire rapidamente il traffico delle navi in ingresso, i tempi si sono più che raddoppiati.

Aumento dei prezzi ed allungamento dei tempi di consegna per il futuro

La consapevolezza dei problemi ed un piano ben strutturato, per affrontare i disagi fin qui descritti, rappresentano due strumenti indispensabili. Il problema non si può annullare ma contenere con una adeguata programmazione. Informazione e chiarezza nei confronti del cliente finale sono necessari per far comprendere gli spiacevoli ma inevitabili disagi. A causa della riduzione dell’efficienza produttiva, di nuovi costi logistici e di costi di coordinamento e di trasporto più elevati, i produttori di tutti i brand si troveranno costretti, per adeguarsi alle nuove regole di mercato, ad aumentare i prezzi non solo dei nuovi prodotti, ma spesso anche degli ordini in corso.

Per tutto il 2021 (e probabilmente per il 2022) la pianificazione dei tempi di consegna sarà molto complicata: la disponibilità non solo dei telai, ma di alcuni componenti, ha raggiunto ad oggi i 500 giorni di attesa. La situazione in continua evoluzione non permette una programmazione sistematica e puntuale. E’ necessario prevedere un notevole margine temporale nella pianificazione. Un produttore durante l’anno potrebbe essere in grado di costruire i propri telai ma non avere freni, cambi, reggisella o attacchi manubrio da montare, rendendo impossibile la consegna delle biciclette. Questo comporterà un cambio in corsa d’opera dei componenti e degli allestimenti disponibili a listino.

Per il 2021 e il successivo l’intera filiera dalla produzione al cliente finale dovranno adeguarsi alla nuova normalità composta da un aumento dei prezzi e tempi di consegna lunghi.Ci sarà sempre più tendenza a costruire mezzi robusti e duraturi, con standard universali. Difficilmente continuerà la corsa tra i brand al lancio di nuovi prodotti ogni 6 mesi, il concetto di model year verrà sempre più accantonato e, probabilmente, la scelta della componentistica per ogni lotto di produzione, dipenderà dalla disponibilità di fornitura del momento.
Thok, il brand di Alba (CN), ha optato per questa scelta sin dalla sua nascita credendo nel valore del prodotto indipendentemente dalle scelte dettate dal mercato. Il nuovo modello sarà giustificato solamente da comprovate innovazioni tecniche. In questo modo il cliente non vede svalutata la sua “vecchia” bici, dopo qualche mese dall’acquisto, per un semplice cambio di grafica del nuovo modello. In quest’ottica Thok ha recentemente lanciato il suo ‘battery kit’ per aggiornare i modelli MIG, consegnati prima di novembre 2020, con la più capiente batteria Shimano da 630Wh.

Per necessità o per piacere la voglia di pedalare è tanta. Se avete intenzione di acquistare una nuova bicicletta probabilmente dovrete muovervi con notevole anticipo.

 

Fonte: https://www.thokbikes.com/

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