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Gerloff: "Mi piace la filosofia di Yamaha, sia in SBK che in MotoGP"

"Far crescere piloti giovani è molto intelligente. Quest'anno spero di essere in lotta per il titolo, ma l'obiettivo è iniziare a vincere delle gare"

SBK: Gerloff: "Mi piace la filosofia di Yamaha, sia in SBK che in MotoGP"

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Si sono conclusi ieri i test SBK a Misano, comandati dalla Ducati di Rinaldi davanti alle Yamaha di Razgatlioglu e Garrett Gerloff. L’americano, protagonista di una stagione in progressiva ascesa nel 2020, si sta preparando ad un 2021 da protagonista. 

“Ho concluso molto bene la scorsa stagione – ha detto Garrett  - e sicuramente ho degli obiettivi importanti per il 2021, e so che è così anche Yamaha. Con il mio fantastico team l’obiettivo è di focalizzarci solo su noi stessi e di divertirci durante tutta la stagione. Spero di lottare per il campionato alla fine della stagione”.

Idee di trionfo per l’americano che però, almeno fino a questo momento, non ha ancora vinto una gara in SBK. 
“Mi sarebbe piaciuto vincere una gara lo scorso anno, avevo un’opportunità e sono caduto ma quest’anno è un obiettivo. Sono riuscito a salire sul podio per tre volte e ora ho una moto che è come se fosse ufficiale, devo solo fare il mio lavoro. Mi sento un pilota completamente diverso rispetto ad un anno fa”. 

Nel 2020, infatti, Gerloff, è arrivato in un ambiente completamente nuovo dal Motoamerica dove aveva vinto nel 2016 e 2017 il campionato Supersport ed era riuscito nel 2018 e 2019 a salire sul podio della SBK per 16 volte.
“Ho sofferto molto nel 2020 perché è stato difficile passare dal vincere gare in un campionato a finire fuori dalla top10 in un mondiale. Ho combattuto per rimanere concentrato sui miei obiettivi e il team GRT stato la mia motivazione e la mia energia”.

Sei ancora molto legato agli Stati Uniti e anche a Ben Spies, ti ha dato qualche consiglio per questa stagione?
“Si, ho parlato con lui, è sempre pronto a darmi buoni consigli. Sono tornato negli USA per l’inverno e se riuscissi a tornare anche prima dell’inizio della stagione sarebbe bello”. 

La vita qua in Europa è un po’ strana per te?
“Non direi, è come un’avventura e mi piacciono molto le avventure. Ogni giorno scriviamo il libro della nostra vita e tutte le cose che facciamo sono capitoli, io voglio che la mia sia una bella storia e la SBK sta contribuendo”. 

Sembra che tu sia parte di un progetto importante per Yamaha, quello dei giovani. Razgatlioglu, tu, Nozane e Locatelli in SBK con Quartararo, Vinales e Morbidelli in MotoGP. Tutti piloti molto giovani, che ne pensi?
“Mi piace questo tipo di filosofia. Far crescere dei giovani come persone e come piloti è una cosa molto intelligente per Yamaha”. 

Come sono andate queste prime giornate in sella a Misano?
“Per me è stato bello tornare a guidare la Yamaha perché erano quattro mesi che non toccavo una moto da gara. Mi sono allenato molto e dai primi giri mi sono subito sentito bene con la moto, come se non fossimo stati lontani per così tanto tempo. Bello aver fatto dei giri su questa pista che non avevo mai visto, era la mia prima volta a Misano e mi è piaciuta molto la pista. Vado via da qui con molte buone sensazioni”. 

Audio raccolto da Riccardo Guglielmetti a Misano

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