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MotoGP, Quartararo: "Scommettere su di me? Aspettate le qualifiche del GP del Qatar"

"I test sono una cosa e la gara è un'altra. Qui c'è moltissimo grip, poi dovremo vedere come andrà a Portimao dove nel 2020 abbiamo faticato. Non dobbiamo pensare alla velocità Ducati ma ai nostri punti di forza"

MotoGP: Quartararo: "Scommettere su di me? Aspettate le qualifiche del GP del Qatar"

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Non è servito a molto l’ultimo giorno di test per gli ufficiali Yamaha Fabio Quartararo e Maverick Vinales. Entrambi velocissimi nei giorni precedenti, grazie anche all’elevato livello di grip mostrato dall’asfalto di Losail durante i test, oggi non sono nemmeno scesi in pista. Fra vento e sabbia, infatti, era assolutamente impossibile condurre dei test decentemente ed a nulla è servito l’intervento dei Marshall che hanno provato a ripulire l’asfalto.

“E’ stato un peccato non girare, anche perché quando sei in pista ne hai voglia - ha confessato Quartararo, terzo tempo dietro ai compagni Vinales e Morbidelli nella seconda giornata - ma onestamente non posso lamentarmi. Anche quando abbiamo girato sul ritmo abbiamo fatto 1.54”5, che è un ottimo tempo. Oggi soprattutto avrei voluto fare una simulazione di gara, ma non è stato possibile, però gli altri quattro giorni di test sono stati buoni. Per fortuna non avevamo più molto da provare e la cosa importante è che so con quale moto partirò nella FP1 del primo Gran Premio”.

Tutto bene, dunque? Un Quartararo ottimista? Non fino in fondo. Invitato a dare un suo giudizio sull’opportunità di scommettere su di lui si è schermito.

“Poter scommettere ciò che volete, tanto sono soldi vostri - ha scherzato - ma io vi suggerisco di aspettare sabato sera dopo la pole. Ho un bel passo, ma dobbiamo rimanere concentrati perché il test è una cosa e la gara è un’altra. Poi abbiamo solo provato su questo circuito, ma per fortuna dopo Losail dovremmo correre a Portimao, un tracciato sul quale l’anno passato abbiamo faticato e quindi potremo imparare qualcosa. Penso comunque che potremmo far meglio del 2020, anche se non possiamo essere sicuri al cento per cento che sia tutto a posto”.

Qualcosa preoccupa Fabio. Può essere la criticità della velocità massima, punto di forza delle Ducati mostrata dal connazionale Johann Zarco che ha raggiunto i 357,6 Km/h in fondo al rettilineo?

“Su questa pista, che ha lunghi rettilineo, certamente - la risposta di Quartararo - ma a Jerez e a Le Mans, per esempio, troveremo una situazione diversa. Non dobbiamo pensare alla maggiore velocità della Ducati, non dobbiamo perdere la concentrazione”.

Vuol dire, Fabio, che è meglio pensare ai punti di forza: tenuta di strada, maneggevolezza, che la Yamaha esprime al meglio fra la curva 7 e la curva 13. In quel segmento della pista infatti la M1 è in vantaggio rispetto alla GP21.

“Prendiamo anche la Suzuki - ha puntualizzato Fabio - l’anno passato sono state competitive in tutti i circuiti, ma al momento nessuno di noi può fare previsioni. Per quanto mi riguarda ho fatto circa 200 giri, qui, quindi penso di aver ben preparato la gara”.

La sua prima da pilota ufficiale, bisogna ricordarlo.

“Essere pilota ufficiale è una responsabilità enorme. Io e Vinales dobbiamo sviluppare la moto, e lui è più abituato di me a farlo perché sono sei anni che è in questa situazione. Per me è più strano fermarmi ed avere tutti questi ingegneri attorno che ascoltano ogni mia parole. Ed ogni parola detta è molto importante, per questo bisogna misurarle, dire solo quelle giuste”.

Sia lui che il suo compagno si sono cimentati in diverse prove di partenza per risolvere il problema della lentezza al via che nel 2020 è costato loro diverse posizioni. In realtà però Fabio se ne lamenta il giusto.

“Non credo di avere avuto problemi di frizione - ammette - più che altro era un problema mio nel saperla usare. Per questo ne ho provate diverse”.

Fabio Quartararo tornerà a casa, prima del Gran Premio. E non ha voluto commentare l’occasione di vaccinarsi contro il Covid, che peraltro ha avuto.

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