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MotoGP, Luca Marini: "Miller fa curvare la Ducati come fosse una Yamaha"

"Bagnaia è il pilota con lo stile di guida più simile al mio. Per andare forte con la Desmosedici devi metterci un po' del tuo"

MotoGP: Luca Marini: "Miller fa curvare la Ducati come fosse una Yamaha"

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Terminata anche l'ultima giornata di test, Luca Marini non ha nascosto che delle ulteriori giornate di prove in pista avrebbero fatto al caso suo. Come ogni esordiente, il pilota del team Sky VR46 Avintia ha trovato nei test molte conferme e altrettanti dubbi sulla nuova moto. Tali lacune avranno come termine ultimo, per essere risolte, le prove del primo Gran Premio dell'anno, che avrà luogo sempre nello scenario desertico di Losail.

Sfortunatamente le condizioni meteo oggi erano pessime quindi ho potuto solo dare un’occhiata ai dati. Con la squadra abbiamo analizzato il mio passo e i tempi degli altri piloti, soprattutto di quelli Ducati - racconta Marini  - Ho ricontrollato la simulazione di gara e come hanno lavorato ieri le gomme. Ho potuto preparare il piano d’azione per il Gran Premio perché dobbiamo ancora migliorare qualcosa sull’anteriore, quindi mi sono organizzato per le FP1 e per le FP2”.

Quale pilota Ducati hai trovato più interessante e quale pensi che sia più affine al tuo stile?
Penso che tutti guidino in un modo singolare. La moto ha bisogno di manovre specifiche e il pilota deve aggiungere qualcosa per fermarla meglio. Ogni pilota lo fa a modo suo, quindi secondo me i più interessanti da osservare sono i tre piloti Ducati cioè quelli con più esperienza (Bagnaia, Miller, Zarco, ndr). Controllo anche i dati di Bastianini e Martín, ma penso che per imparare più velocemente siano più utili gli altri. Jack usa la moto davvero in modo strano. Non è facile copiarlo ma riesce ad esprimere il potenziale della Ducati molto bene. Riesce a far girarla girare come se fosse una Yamaha. Pecco penso sia il più simile a me ed è più semplice confrontare i miei dati con i suoi. Zarco guida in un modo molto particolare e non è facile seguirlo”.

Hai ancora problemi con l’anteriore?
“Il problema è che non ho lavorato molto in quella zona. Mi sono focalizzato sul posteriore per cercare di migliorare a centro curva. Devo trovare dei compromessi. Mi manca qualcosa che mi aiuti a far girare la moto in una maniera più semplice nell’ultima parte dell’entrata in curva. In quel momento soffro moltissimo in frenata. Inoltre, nella simulazione, la gomma anteriore ha avuto un calo importante”.

Questa sarà l’incognita che ti porterai nelle prove libere? L’anteriore è l’unico dubbio che ti rimane più o meno?
No, ne ho ancora molti di dubbi. Sarà il mio primo Gran Premio in MotoGP e sarà diverso rispetto ai test. Vedremo come andrà ma sicuramente dovrò concentrarmi soprattutto su quell’aspetto. Magari con una moto proverò una cosa e con la seconda moto un’altra. In questo modo nelle prove libere potrò lavorare molto”.

Hai detto che lo stile di Johann Zarco è molto distante dal tuo, è difficile confrontare i tuoi dati con i suoi?
“Ogni pilota Ducati guida la moto in maniera diversa ma c’è qualcosa in comune tra tutti. Per essere veloce devi metterci un po’ del tuo. Zarco fa fatica in dei punti e io in altri e per questo non è facile confrontare i nostri dati. Inoltre, lui usa delle impostazioni dell’elettronica diverse dalle mie. La frenata sul posteriore è uno degli aspetti principale di questa moto ed io, a differenza sua, per ora non la impiego molto. Guida in modo strano, entra in curva molto veloce e non frena tanto quanto me”.

Hai degli obiettivi per il primo Gran Premio dell’anno?
No, non mi sono posto degli obiettivi non è ancora il momento giusto. Proverò ancora qualcosa venerdì e dovrò fare delle modifiche sulla moto. Durante questi test ho lavorato molto bene, avrei voluto avere più tempo ma va bene così. Ho capito molte cose. Non ho potuto provare il time attack perché ne avevo due in programma per oggi, penso che però ci troveremo tutti nella stessa situazione in qualifica”.

Cosa farai prima della gara di domenica prossima?
“Torno a casa!”

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