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MotoGP, KTM lavora sulla RC16 allargando le ali: nuova aerodinamica per Pedrosa

La moto austriaca ha sfoggiato ieri una configurazione leggermente diversa delle ali ai lati del cupolino. La superficie sembra più ampia rispetto alla vecchia generazione

MotoGP: KTM lavora sulla RC16 allargando le ali: nuova aerodinamica per Pedrosa

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Le sinuove forme delle prime MotoGP sono state corrotte dall'aerodinamica e lo saranno sempre di più. A costo di risultare eccessivamente romantici, dobbiamo ammettere che l'orgia di appendici aerodinamiche che sta proliferando sulle carene dei prototipi in pista non ci fa impazzire, almeno dal punto di vista estetico. 

In alcuni casi, come in quello della Yamaha M1, il disegno delle ali si integra perfettamente con quello della moto. In altri casi, come ad esempio sulla KTM Rc16 portata in pista ieri da Dani Pedrosa, le appendici aerodinamiche sembrano attaccate in modo quasi posticcio, alterando completamente gli equilibri estetici della moto. 

Di certo l'equilibrio estetico della moto è l'ultimo dei problemi quando si tratta di recuperare qualche punto percentuale di carico aerodinamico sull'anteriore della moto guadagnando un briciolo di accelerazione e dunque limando millesimi sul giro. Ma da buoni romantici quali siamo, ammettiamo che queste appendici così marcate e così lontane dalla purezza delle prime MotoGP, ci fanno un po' storcere il naso.

Nei giorni precedenti Ducati, Honda e Yamaha hanno portato in pista delle evoluzioni, mentre la nuova Aprilia RS-GP ha subito impressionato per la sua configurazione così estrema. Ieri è stato il turno della KTM, che ha mandato in pista Dani Pedrosa con una carena parecchio diversa rispetto alla standard utilizzata nel 2020 dai piloti della Casa austriaca. Mettendo le due moto una di fianco all'altra in questo confronto fotografico, appare chiaro l'intento degli ingegneri KTM. Le nuove ali sono maggiormente protese verso l'anteriore della moto, ed hanno una forma che pur essendo simile a quelle già utilizzate sulla RC16 sembrano estremizzarne i concetti. 

Resta da capire se oggi questa soluzione passerà anche sulle moto di Binder e Oliveira, oppure questo resterà uno dei tantissimi esperimenti in campo aerodinamico che le Case stanno facendo in questi test. 

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