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MotoGP, Bastianini: "Capisco il 40% di Ducati, faccio ancora errori banali"

"Devo eliminare delle abitudini che mi porto dietro dalla Moto2, la MotoGP è un altro mondo. Penso di avere uno stile simile a quello di Miller mentre fatico a seguire Zarco"

MotoGP: Bastianini: "Capisco il 40% di Ducati, faccio ancora errori banali"

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L'ultima giornata del secondo rount di test in Qatar è terminata lasciando i piloti a bocca asciutta. Il forte vento ha fatto sì che fosse impossibile scendere in pista. Enea Bastianini dopo aver tirato le somme di queste due sessioni di test si è dichiarato soddisfatto e positivo in vista del primo Gran Premio dell'anno. Nonostante sia risultato il miglior rookie di questi giorni, il romagnolo del team Esponsorama ha scelto di voler rimanere con i piedi per terra convinto di dover imparare ancora molto.

"Non ci sono novità perché non ho girato. C’era tantissimo vento e l’asfalto era sporco. Questa mattina ho fatto il vaccino e penso di essere fortunato - questo il riassunto della giornata di oggi di Enea -  Sono stati sei giorni molto buoni e positivi. È stato bello salire in sella ad una MotoGP per la prima volta. Inizialmente la cosa più difficile è stata fare molti giri di seguito perché mi stancavo. Nel momento in cui ho trovato il modo giusto per guidarla son riuscito ad essere veloce e soprattutto ho tenuto un buon ritmo. Non sono riuscito a provare un vero time attack perché avrei dovuto tentare oggi. Mi trovo bene sia con il team che con la moto”.

Cosa ti ha colpito sia in positivo che in negativo della moto?
“La potenza della Ducati mi ha stupito, soprattutto confrontata con le altre moto. In negativo poche cose, però è una moto molto aggressiva, quindi bisogna cercare di trovare il giusto modo per guidarla. Sono ancora un rookie devo capire molte cose e spero di farlo nel minor tempo possibile. Faccio degli errori banali che derivano dalle abitudini della Moto2. Le gomme vanno abbastanza bene soprattutto l'anteriore morbida, al posteriore riesco ad andare bene sia con le medie che con le morbide”.

Ieri hai detto di aver avuto un problemino alla spalla, questo condizionerà in qualche modo il piano di lavoro che avevi programmato per la prossima settimana?
“Oggi sto molto meglio ma il problema in realtà è in un altro punto della schiena. Ho avuto dei dolori ieri ma adesso sto bene. Dovrò prepararmi meglio ma per quanto riguarda il programma penso che vada bene. Ieri ho fatto una simulazione di gara e l’ho conclusa nel giusto modo. Sono contento di come sia andata, non penso che questo sarà un problema per il prossimo fine settimana”.

Sei stato il rookie più veloce in Qatar. Ti sei adattato alla moto prima di quanto avessi pensato?
“La prima impressione sulla moto è stata buona. In frenata va forte e in questi giorni il problema principale è stato proprio il modo in cui rilasciare i freni perché le gomme sono molto diverse rispetto a quelle della Moto2. Si può spingere di più, soprattutto a centro curva e puoi essere più veloce. Già il terzo giorno ero arrivato in pista più tranquillo e rilassato e adesso ho più confidenza con la moto e posso spingere sempre di più”.

Ci sono aspettative sempre più alte sui rookie. Pensi di poter raggiungere dei buoni risultati o ti senti sotto pressione?
“La pressione è normale. Vorrei arrivare nei migliori dieci in tutte le gare, ovviamente non da subito perché ci sono molti piloti veloci. Per metà campionato ho questo obiettivo e vorrei ottenere il titolo di miglior esordiente dell’anno. Se non dovessi riuscirci mi impegnerei di più il prossimo anno”.

Ti senti pronto per iniziare in MotoGP?
La MotoGP è un altro mondo. Sono davvero contento di esserci dentro, è una cosa speciale per me”.

Hai trovato le risposte alle domande che ti eri fatto prima di arrivare in Qatar?
“Mi sono tolto dei dubbi ma soprattutto ero impaziente di provare la moto per capire cosa avrei trovato. Tutto ha superato la mia immaginazione. I primi due giorni in sella ero abbastanza rigido però poi mi sono sciolto e ho cercato di imparare dagli altri. C’è ancora molto lavoro da fare ma su questa pista sono già abbastanza vicino ai migliori. Credo che avrò modo di imparare ancora molto e se mi comporto bene potrò fare una bella gara”.

Martin ha detto che guidare la Ducati è facile, cosa ne pensi?
Facile è un parolone. Sicuramente me la aspettavo più complicata quindi le sensazioni sono state buone da subito. Ho avuto una buona impressione in generale, la moto si ferma bene, riesco a girare e faccio ancora un po’ fatica a rilasciare i freni. Tutto sommato rispetto alla Moto2 è tutto positivo. I problemi sorgeranno una volta che saremo in pista per battagliare. Bisogna rimanere con i piedi per terra”.

Nei primi giorni di test avevi detti che avevi scoperto il 20% della moto adesso a che percentuale pensi di essere arrivato?
“Oggi sarei voluto andare avanti ma non ci sono le condizioni per farlo. Non ha girato nessuno quindi l’asfalto non si è pulito. Penso di essere arrivato ad un 40%. Inizio a capirci qualcosa e quando faccio delle modifiche e le capisco di più rispetto all’inizio. Mi sto adattando e riesco a capire ciò di cui ho bisogno”.

Chi è il tuo riferimento trai piloti Ducati del presente e del passato?
“Per ora sto guardando i due Ducati ufficiali. Sono quelli che stanno guidando un po’ meglio e che vanno più veloci. Quello che guida un po’ più simile a me è per certi aspetti Jack. Quando mi serve di capire qualcosa, cerco di uscirgli dietro per vedere cosa fa di diverso. Mi risulta più semplice stargli dietro e replicare le sue linee, mentre con Zarco faccio molta fatica”.

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