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Yamaha YZF-R7, documenti depositati, la supersportiva arriva nel 2022

Yamaha ha depositato i documenti presso l'Air Resources Board della California, confermando le voci dell'arrivo di una supersportiva.

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In meno di un mese siamo passati dalle indiscrezioni ai fatti: la Yamaha YZF-R7 si farà e lo confermano i documenti che la casa giapponese ha depositato presso il CARB della California.

Sarà equipaggiata con il bicilindrico della naked MT-07 e disponibile in due colorazioni.

Buco coperto

Con il passaggio dalla normativa anti inquinamento Euro 4 alla Euro 5, la Yamaha ha dovuto rivedere la sua gamma e a farne le spese è stata la supersportiva YZF-R6 stradale: la casa giapponese ha interrotto la produzione e annunciato al contempo la R6 Race, ovvero il suo alter ego con dotazione racing destinato all'uso esclusivo in pista.

A questo punto si è aperto un buco nel listino della casa dei Tre Diapason che doveva essere coperto. Pur essendo un mercato in calo, Yamaha è sempre stata presenta nel segmento delle supersportive di media cilindrata.

Il mese scorso avevamo dato spazio alle indiscrezioni relative al possibile sviluppo di una MT-07 carenata per sostituire la YZF-R6 e ora quelle voci sono passate di grado, diventando certezza.

Non più solo voci

Yamaha infatti ha depositato i documenti di omologazione di una YZF-R7 presso il CARB della California, ossia l'agenzia governativa deputata a controllare la qualità dell'aria del Golden State, quello per intenderci con la maggior vocazione ecologista di tutti gli Stati Uniti e con parametri più restrittivi.

Ma non pensiate che la YZF-R7 che verrà sarà una discendente della leggendaria e potente quattrocilindri da 750 cc prodotta alla fine del secolo scorso.

Infatti, nei documenti depositati presso l'agenzia californiana, è indicato un motore bicilindrico parallelo da 689 cc, come il CP2 previsto su alcuni modelli come la MT-07, la XSR700, la Tracer 7 e la Ténéré 700.

Quindi, riprendendo le voci di meno di un mese fa, la nuova R7 sarà molto facilmente una versione carenata della attuale MT-07.

Oltre all'indicazione dell'unità nei documenti c'è anche quella delle versioni e cioè due: una nera e una blu.

Come può essere

In occasione del test della MT-07 a gennaio, abbiamo potuto conoscere il suo motore due cilindri parallelo, elastico, brioso quanto basta che non è stato rivoluzionato con l'aggiornamento all'Euro 5.

Anzi, per molti aspetti è anche migliorato, per esempio nell'erogazione, con valori di coppia e potenza che arrivano rispettivamente a 67 Nm a 6.500 giri e a 73,4 CV a 9.000 giri.

Le nostre certezze però si fermano qui, per tutto il resto possiamo solo fare congetture su quello che speriamo di vedere dal nuova moto, in considerazione anche dell'uso differente rispetto alla MT-07.

Da un punto di vista ciclistico, la naked media sarebbe anche già predisposta per indossare i panni di una supersportiva, vista la sua forma compatta e le geometrie che garantiscono una buona posizione di guida anche ai più fortunati di statura.

Uno dei punti di forza della nuova naked è il prezzo, sotto i 7.000 euro, e riprogettare il forcellone significherebbe alzare i costi di produzione che andrebbero a riflettersi su quello di acquisto.

A Yamaha non conviene riproporre una supersportiva dal costo elevato, com'era la precedente R6 e il successo della R7 che verrà dipenderà molto anche dall'accessibilità economica.

Dato l'utilizzo, rispetto alla MT-07 potrebbero cambiare le sospensioni, completamente regolabili e con una forcella a steli rovesciati più rigida.

Per lo stesso motivo, anche l'impianto frenante potrebbe prevedere un miglioramento prestazionale, con pinze ad attacco radiale e quattro pistoncini all'anteriore e ABS cornering.

Per quanto riguarda la tecnologia, la MT-07 è una naked vecchio stile e ne è priva, così la futura R7 potrebbe adottare quella della sorella maggiore, la MT-09, che ha una dotazione tecnologica che comunque non consente al pilota di prendersi troppe libertà in sella, ma offre un grado di sicurezza e di controllo elevato.

Per esempio, sarebbe apprezzato il nuovo cambio Quick Shift System, con funzioni di innesto e scalata, con una frizione A&S perfezionata e il Cruise Control.

I sistemi di assistenza alla guida richiedono anche uno schermo adeguato, quindi dovrebbe esserci un display TFT sufficientemente grande per includere tutte le spie.

Per quanto riguarda l'estetica, in questo caso assistiamo a un caso contrario dal solito: infatti siamo abituati a spogliare una moto passando da una sportiva o superbike a una streetfighter, mentre la MT-07 indossa una carena.

Rivali

Questa operazione di Yamaha degna di Daniele da Volterra non può che portarci a un confronto con le italiane Aprilia RS 660 (da 11.050 euro) e Tuono 660 (da 10.550 euro), mentre restando alla classica rivalità interna, le opponenti sono la Honda CBR650R (da 9.190 euro) e CB650R (da 8.190 euro), mentre da Kobe rispondono con la Kawasaki Ninja 650 (da 7.990 euro) e la Z650 (da 8.580 euro).

Il prezzo penalizza le italiane, forti però di una componentistica elettronica di livello superiore, in favore delle rivali nipponiche.

Per quanto riguarda il motore invece, le due Aprilia arrivano a 100 CV e 95 CV, al livello delle Honda (95 CV per entrambe, le uniche quadricilindriche del lotto), mentre la Kawasaki è la meno potente (68 CV per la Ninja e la Z).

Dovremmo attendere un po' prima di vedere qualcosa di concreto, dal momento che la futra Yamaha YZF-R7 è indicata come modello 2022, ma almeno sappiamo che possiamo parlare di modello futuro certo e non più di una ipotesi.

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