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MotoGP, Rossi: "Mai stato così veloce in Qatar, significa che ci sono ancora"

Per Valentino 8° tempo e per la prima volta sotto in 1'53": "abbiamo trovato le soluzioni giuste sulla moto e il nuovo telaio aiuta. Il mio passo non è lontano a quello dei migliori"

MotoGP: Rossi: "Mai stato così veloce in Qatar, significa che ci sono ancora"

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Nonostante tutto, Valentino Rossi a 42 anni (e 26 di motomondiale) riesce ancora a emozionarsi. È successo oggi, in Qatar, quando sul suo cruscotto della sua Yamaha sono apparsi i numeri 1’53”993, il suo miglior tempo che è valso l’8° posto in classifica. “Non avevo mai girato così forte qui a Losail e non è scontato farlo - commenta il Dottore - La mia prima volta in 1’53” è stata una soddisfazione, è vero che gomme e moto sono migliorate, ma non è scontato farlo. Vuol dire che ci sono, che guido bene”.

Un bel cambiamento dopo la tua delusione dopo il primo test.
Oggi ho avuto delle buone sensazioni, siamo riusciti a migliorare le mie prestazioni lavorando molto e trovando nuove soluzioni. Tutti sono stati molto veloci, ma io sono riuscito a migliorare la mia posizione e il mio passo, è stata una giornata positiva”.

A cosa è dovuto questo passo in avanti?
Al setting innanzitutto, abbiamo trovato una soluzione che mi dà più fiducia all’anteriore, posso entrare più forte in curva. Poi alle novità portate da Yamaha, parlo del telaio 2021. Con più chilometri riesco a sfruttarne maggiormente il potenziale ed è una buona notizia, lo scorso anno faticavo a fare girare la moto mentre ora riesco a guidare meglio”.

Serviva una giornata così?
“Lo scorso anno avevo fatto degli errori, a Barcellona e nella seconda gara di Misano, poi avevo preso il Covid e quando ero tornato avevo faticato tanto, ero lontano dai migliori. Questo test è importante perché sono tornato ad avere prestazioni migliori, siamo riusciti a sistemare la moto”.

Sei più ottimista per il futuro?
Penso che mi sto preparando meglio per questa stagione e spero che avremo un campionato più normale. Mi piacerebbe potere correre i GP in Europa nel giusto periodo, non come l’anno scorso quando abbiamo corso a Jerez con 50° e a Le Mans a ottobre. Inoltre spero che solo in Qatar si facciano due gare sulla stessa pista”.

Quindi anche a 42 anni si può essere veloci?
Ho visto che con l’età l’unico problema è doversi allenare molto di più, ma se lo fai puoi fare una gara di 45 minuti tenendo buone prestazioni. Nella vita normale, invece, faccio più fatica a salire le scale dopo un allenamento (ride), la più grande differenza sono i tempi di recupero”.

Per quanto riguarda il metodo di lavoro nel box: è cambiato in Petronas?
No, mi trovo bene con David (Munoz, il suo capotecnico ndr), sono più concentrato nella guida, gli riporto le mie sensazioni e poi lascio fare a lui. Mi piace l’atmosfera nella squadra, però il vero cambiamento rispetto al primo test è stato nel bilanciamento della moto. Riuscire a migliorarsi, poi, dà sempre motivazione”.

Oggi hai anche provato un parafango inedito.
Da quello che ho capito dovrebbe migliorare sia l’aerodinamica sia il raffreddamento, ma non mi piace perché la moto diventa più difficile da guidare. Migliorare la velocità massima è importante, ho spinto molto con Yamaha perché lavorassero su questo punto, anche se lo sviluppo del motore è congelato. Hanno fatto un buon lavoro, prendiamo ancora 10 Km/h dalle Ducati ma il gap è minore rispetto allo scorso anno”.

Nonostante tutto, oggi c’erano 3 Yamaha in cima alla classifica.
“È un buonissimo segno, siamo tutti in forma ma bisognerà aspett
are la gara per capire come andrà quando saremo in gruppo. Ho visto Vinales molto forte, come anche Quartararo, poi ci sono Morbidelli, le due Ducati ufficiali e le Suzuki. Abbiamo un passo molto simile e domani potremo ancora lavorare, non sono lontano dai migliori.

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