MotoGP, Mir: "Difenderemo il titolo, ma l'obbiettivo è il podio in ogni gara"

"Non sono preoccupato della partenza di Brivio". "Dobbiamo cercare di essere competitivi fin da subito e migliorare in qualifica". "Proseguo con il 36 perché non mi sento pronto ad utilizzare l'1"

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Entrare nell'Olimpo della MotoGP è sempre emozionante e unico nel suo genere. Ne sa qualcosa Joan Mir, Campione del mondo in carica, pronto a difendere il titolo conquistato lo scorso anno in sella alla Suzuki GSX-RR con il #36 ben in mostra sulla propria carena. Per lo spagnolo è stato un inverno alquanto particolare, probabilmente il protagonista indiscusso, ma adesso è già tempo di tornare in pista per i primissimi test pre-season. L'imperativo è lottare per il vertice della classifica, confidando nei passi in avanti della moto della Casa di Hamamatsu (rimasta orfana di Davide Brivio), specie nell'ambito delle qualifiche.

"Ho cercato di prepararmi ancora meglio dell'anno scorso. Fisicamente mi sento bene, ho avuto tempo per riposare e per allenarmi. Mi sto godendo questo momento perché mi piace il periodo di pre-stagione e spingere per essere il più in forma possibile. Ma sono anche impaziente di iniziare, con nuove motivazioni quali cercare di lottare nuovamente per il titolo e provare a guidare bene come nel 2020".

Rispetto al recente passato, Suzuki non avrà a disposizione una figura del calibro di Davide Brivio nel box.
"L'ho saputo per telefono, ero in vacanza e pensavo fosse uno scherzo! La verità è che auguro a Davide il meglio perché ho un affetto speciale nei suoi confronti. Al contempo, non sono preoccupato della sua partenza perché ho piena fiducia nella squadra. Voglio pensare che non influenzerà nulla perché all'interno del team ci sono persone molto professionali. Inoltre, i vertici della Suzuki sono persone davvero brillanti, quindi mi sento tranquillo".

Malgrado la sola vittoria ottenuta, nel 2020 il binomio Mir-Suzuki ha effettuato notevoli progessi dal punto di vista tecnico e mentale.
"Si prova una grande soddisfazione per un lavoro ben fatto. Ma naturalmente, quest'anno sarà più difficile. Nel 2020 la pressione era incentrata sui progressi come pilota e sul consolidamento delle mie prestazioni in MotoGP. Ora devo essere davanti, cercare di difendere il titolo e lottare fin dall'inizio. L'obiettivo è il podio ad ogni gara. Mentre l'anno scorso a questo punto per noi era sufficiente puntare alla top 5".

Senza dubbio, l'alloro conquistato si è rivelato un ulteriore incentivo in vista del 2021 per proseguire sulla buona strada intrapresa.
"Sicuramente non svuotato, al contrario, mi ha dato più energia. Ho dovuto fare una vacanza e allontanarmi dalle moto, dalla routine e da tutto ciò che ne consegue. Era l'unico modo per riposare. Un sacco di persone intorno a me si sentivano abbastanza male al termine del campionato, penso a causa del trambusto e lo stress, ma per fortuna mi sentivo bene. Comunque preferisco non passare così tanto tempo a pensare al titolo, sono già concentrato sul 2021 e sul prossimo obiettivo. Sono molto felice e soddisfatto del lavoro svolto, ho realizzato uno dei miei sogni. Ma il mio desiderio è quello di continuare a guardare avanti e vincere ancora in MotoGP".

L'originario di Palma di Maiorca ha optato per tenere saldo il suo #36, una decisione non semplice da prendere..
"Ciò è legato a quello che ho spiegato sul guardare al futuro, non considero il mio lavoro finito. Un giorno spero davvero di poter usare il numero 1, ma non ora non è il momento. Ho 23 anni e non ritengo che sia il momento giusto. Se un giorno vinco titoli come Márquez o Rossi, 8 o 9 volte, se è possibile raggiungere quelle cose probabilmente lo prenderei. Il l numero 36 rappresenta il duro lavoro, il numero 1 rappresenta lo sfoggio. Voglio continuare a vincere e lottare, è qualcosa nel mio carattere, non voglio rilassarmi o arrendermi".

La voglia di lavorare è tanta e, con ogni probabilità, Mir e Suzuki saranno della partita.
"Penso che ci sia ancora un margine di miglioramento, sono ancora abbastanza nuovo nel campionato, è solo il mio terzo anno. La GSX-RR sta migliorando sempre più, la squadra ha più esperienza e questo dovrebbe automaticamente trasferirsi in buoni risultati. Abbiamo vinto l'anno scorso con il pacchetto che avevamo, che era competitivo, quindi penso che se riusciamo a migliorare un po' la velocità per partire in seconda fila renderà il mio lavoro molto più facile e posso anche essere più costante".

Se in gara il potenziale è già stato espresso, l'ultimo tassello riguarda la qualifica..
"Il mio obiettivo principale, e quello della mia squadra, è quello di migliorare le nostre prestazioni in qualifica. Sappiamo già che in gara siamo abbastanza veloci. Ma se parti più in alto nella griglia è ovvio che è più facile lottare per il podio o la vittoria. Quindi dobbiamo migliorare in quell'area, per questo motivo che voglio essere concentrato nei test ed essere in grado di fare un passo avanti".

In un inverno caratterizzato da numerosi valzer di selle, ci si domanda chi possa essere il rivale diretto in ottica titolo..
"Penso che Morbidelli sarà un avversario tosto, ma è abbastanza complicato scegliere i principali contendenti. Marc (Márquez), se sta bene, sarà difficile da battere per tutti, stesso discorso per il mio compagno di squadra Alex. Dobbiamo avere entrambi i piloti Suzuki ad un livello alto e incoraggiarci a vicenda, questo migliorerà naturalmente anche la moto. Nel 2020 abbiamo combattuto in ogni gara come se fosse l'ultima, dando il 100%".

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