MotoGP, Bradl: "Non ho cercato il tempo, questa Honda è ancora un ibrido"

Il tedesco ha firmato il miglior tempo nella prima giornata di test a Losail: "Ho un programma di lavoro molto fitto e cercare il limite non è la priorità. Potrei essere costretto a restare 36 giorni in Qatar"

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Stefan Bradl ha offerto un guizzo ieri durante la prima giornata di test MotoGP in Qatar, firmando il miglior tempo della sessione e lasciando il più vicino dei rivali, ovvero Cal Crutchlow in sella alla Yamaha M1 del teast team, ad oltre 1,2 secondi di distacco. Il tempo di Bradl è in ogni caso ancora lontano circa due secondi dai migliori riferimenti del tracciato di Losail, ma di certo la sua prestazione non è passata inosservata.

Bradl sostituirà in gara Marc Marquez per le due gare di apertura del mondiale e probabilmente anche per la terza, ma fino a questo momento il dato su cui ragionare è il numero di giorni di test messi assieme dal pilota tedesco rispetto a qualsiasi altro pilota in griglia. Stefan ha infatti già al proprio attivo 13 giorni di test disputati a Jerez in sella alla Honda tra dicembre, gennaio e febbraio. Un quantitativo di km in sella da non sottovalutare se si pensa che gli altri piloti ufficiali ancora non sono saliti in sella e lo faranno solo oggi. 

Il pilota chiamato a sostituire Marquez ha parlato ieri con i colleghi di Speedweek al termine della sessione, confermando tra l'altro di non essere mai andato effettivamente a caccia della prestazione cronometrica. Viste tutte le difficoltà con cui era iniziata la stagione 2020 per Honda, con Marquez che addirittura era andato a ripescare la moto 2019 direttamente dal box di Nakagami, sembra che la moto 2021 possa aver compiuto un considerevole passo in avanti.

"Ci sono argomenti anche più importanti del miglior tempo - ha dichiarato Bradl, che ha totalizzato 60 giri ieri - dobbiamo svolgere sei giornate di test, non sono mai andato a caccia del miglior tempo. Sembra che ci possa essere tanto vento anche domani e che sia destinato a migliorare solo domenica. Oggi le condizioni sono state accettabili solo tra le 17:30 e le 18, mentre prima era davvero difficile"

Bradl ha anche offerto qualche piccolo dettaglio sulla nuova Honda.
“È una specie di ibrido. Ma fondamentalmente non c'è nulla di sconvolgente. Tuttavia, abbiamo un elenco di cose su cui dobbiamo lavorare. Tutti i nuovi pezzi vengono presi in considerazione, messi alla prova. Oggi ci siamo occupati ampiamente della messa a punto dell'elettronica. Abbiamo fatto quello che ci era stato permesso di fare anche con il motore, con il telaio. Vogliamo completare il programma di test passo dopo passo nei sei giorni".

Oggi in pista scenderanno tutti i piloti, offrendo un buon riferimento a Bradl.
"So di aver fatto parecchi test, ma in realtà pioveva sempre, ci sono stati pochi giorni di test produttivi. Avrò un buon banco di prova quando scenderanno in pista i piloti ufficiali. Un professionista non ci mette tre giorni per ritrovare il ritmo, gli basta una giornata. A volte anche mezza giornata". 

Un debutto in ogni caso più che positivo per un pilota che nel corso del 2020 è andato sempre più forte. 
"Sono contento del debutto di oggi. Possiamo costruire su questo. Domani però è un giorno completamente diverso, avremo priorità completamente diverse. Se devo fare ancora seri confronti tra le moto, i tempi saranno sicuramente secondari. Anche oggi non era come se stessimo inseguendo il cronometro. Non guidavo in Qatar dal 2016, ma appena entrato in pista mi sono trovato bene. Nel 2017 ho anche saltato l'ultima tappa del mondiale SBK perché mi ero infortunato al polso". 

Bradl non si pone ambizioni di classifica per questi test.
“Dipenderà molto dal nostro programma di test. Il lavoro del collaudatore giocherà sicuramente un ruolo importante. Perché abbiamo ancora altri cinque giorni di test qui, non devi necessariamente essere tra i primi 5 ogni giorno, devi portare avanti lo sviluppo della moto. Devi stare attento a non scegliere la direzione sbagliata solo per tirare fuori un singolo giro veloce. Non è questo il punto al momento. Ovviamente ci occuperemo anche dell'assetto da gara".

Stefan ha in programma di tornare in Germania al termine della sei giorni di test, per poi tornare a Doha in vista della doppia gara. Ma al momento non è certo che si possa fare.
"Se non torno a casa, rimarrò a Doha per quasi 36 giorni senza sosta, compresi i due Gran Premi. Ma nessuno al momento sa con certezza se il protocollo sanitario consente un volo di ritorno in una settimana. Dipenderà dalla situazione del Covid nei prossimi giorni".

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