MotoGP, Petrucci: "Avevo bisogno di tornare in un ambiente famigliare"

"In Tech3 avrò la KTM ufficiale e siamo al livello dei migliori, me la potrò giocare. Fisicamente mi sono ripreso, non avevo più il controllo di un braccio"

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Primo giorno nel paddock con i colori KTM per Danilo Petrucci che, dopo l’esperienza nel team Ducati ufficiale, è passato in Tech3, la squadra satellite della Casa austrica. Danilo per il 2021 avrà tutto il supporto da KTM con moto e materiali ufficiali pur essendo nel team Tech3. Potrà la minor pressione derivante dal non essere in un team ufficiale esaltare le doti di Petrucci?
“Mi ci voleva un ambiente famigliare come quello di Tech3 ci ha detto Danilo dalla pista di Losail - Il team ha vinto due gare nel 2020 e non è una cosa che hanno fatto in molti. A livello tecnico siamo insieme ai migliori, c’è una buona struttura e una buona moto e io credo che me la potrò giocare. Sarebbe già grandioso ripetere i risultati del 2020 e la cosa importante è che di diverso dal team ufficiale abbiamo solo i colori delle magliette e delle moto. È da molto che mi immagino come sarà provare la KTM, tra 24 ore lo saprò”. 

Cinque giornate di test in Qatar e poi due weekend di gara sempre sulla stessa pista, quali saranno le cose importanti da fare in questi giorni?
“Prima di tutto dovrò trovare una buona posizione sulla moto, serve ergonomia per andare forte e su questo abbiamo già lavorato molto in fabbrica ma, ovviamente, in pista sarà diverso. Un altro aspetto fondamentale è l’assetto, dovrò trovare una buona base e 5 giorni di certo sono abbastanza per farlo anche se qui in Qatar la finestra delle condizioni ottimali è molto piccola. Oltretutto c’è anche molto vento, il momento migliore per andare in pista è nell’ora prima del tramonto ma c’è umidita. Di certo sono tanti giorni di test e bisognerà già iniziare a mettersi a posto e capire gomma per la gara, saremmo tutti vicini”. 

Sei l’unico pilota “nuovo” in KTM, chi degli altri 3 vedi come riferimento?
“Difficile dire chi è il riferimento in KTM, tutti hanno già guidato la moto e la conoscono molto meglio di me. Saranno tutti un riferimento per me”.  

Come stai dal punto di vista fisico?
“Dopo la caduta di Jerez è stato difficile lo scorso anno, ho avuto problemi al collo e dopo essere andato a fare il rally in Sardegna ho deciso di fermarmi perché il male si era irradiato al braccio destro. Non avevo più il controllo del braccio, non il massimo per un pilota. Ho fatto molti esercizi per collo e spalle per rimettermi dritto e poi negli ultimi due mesi ho fatto una scheda di allenamenti intensa, tanto che nelle 24 ora di quarantena in hotel che ho avuto ieri me le sono godute. Al Performance Center di Red Bull mi hanno dato molte indicazioni, poi a casa ho lavorato con preparatore, osteopata e fisioterapista. Rispetto agli altri anni cambia tutto”. 

In queste settimane il tuo ex compagno di squadra Dovizioso ha iniziato a gareggiare con il cross. Hai seguito le sue prime uscite?
“Non ho visto risultati di Dovi nel regionale, ma sono contento perché penso sia andato bene. Ci siamo sentiti qualche tempo fa ma non ci siamo mai incrociali, lui poi si è andato ad allenare in Sardegna. Fra un po’ ci confronteremo di nuovo”. 

 

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