Morbidelli: "La MotoGP è un gioco, l'amicizia con Rossi più importante"

"Lo vedrò come un rivale da battere però sarò corretto con lui. Non mi sento un favorito, devo esserlo. Marquez? Certi infortuni hanno ripercussioni sulla testa, ma lui è tosto"

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Per troppo tempo Franco Morbidelli ha giocato da outsider sul campo della MotoGP, e non sempre per colpa sua. Il debutto con una Honda non competitiva nel 2018 non lo aveva aiutato, l’anno successivo avrebbe dovuto essere la punta del team Petronas, ma incrociò un Quartararo che lo mise in ombra. Facile buttarsi giù, ma il Morbido ha fatto vedere nel 2020 di cosa è capace: 3 vittorie e il secondo posto in campionato, vale a dire il migliore pilota Yamaha pur avendo una moto meno evoluta dei loro compagni di marca.

Franco, per questa stagione ti senti fra i favoriti?
Più che sentirmi, devo esserlo. Non posso nascondermi dietro a risposta di comodo, so quello che ho fatto lo scorso anno e devo cercare di migliorarmi”.

Non sarà semplice.
Nell’inverno ho lavorato come lo scorso anno, se non meglio, e ora conosco di più me stesso e la moto, ho anche più fiducia in me stesso”.

Ti sei stupito anche tu per i risultati dello scorso anno?
Mi sono sentito bene in moto e ho potuto attaccare ed esprimermi a un livello che nessuno si sarebbe aspettato. L’obiettivo è replicare quelle prestazioni in modo da potere lottare per il campionato e non solo per la vittoria nelle singole gare. Alla fine è questo è il mio lavoro, ma non dipenderà tutto dal pilota, conterà anche la moto”.

Tu rimarrai con la M1 2019 che hai usato nella scorsa stagione.
Credo che il gap dalle moto ufficiali non sarà grande come lo sarebbe in una situazione normale, ora lo sviluppo è rallentato e penso che la differenza, se ci sarà, sarà simile a quella ne 2020. E poi credo molto nella parte umana”.

Su cosa si può lavorare?
Tecnicamente ci sono dei dettagli a causa dei quali lo scorso anno abbiamo buttato via qualche gara, quindi dovremo prendercene cura. Dal mio punto di vista, il 2019 mi aveva creato frustrazione come pilota e quel sentimento mi ha fatto tirare fuori qualcosa che non mi aspettavo. Cercherò di usare nuovamente quelle sensazioni a mio favore e spero funzioni (ride)”.

Tra pochi giorni, in Qatar, troverai Valentino Rossi dall’altra parte del box. Come ti comporterai con lui?
Come con tutti i miei amici, cercando di essere corretto nei suoi confronti. Abbiamo già corso l’uno contro l’altro, quindi continueremo a farlo nello stesso modo, non cambierà nulla. Però bisogna sempre ricordarsi che non c’è niente di importante come l’amicizia e l’amore. La MotoGP è un gioco e il lato umano è più importante, bisognerà ricordarselo quando ci troveremo a lottare, come spero succeda, per risultati importanti.

"Difficile separare il Valentino amico dall'avversario"

Vedrai Rossi come un amico o come il primo avversario?
Entrambe le cose, è difficile separarle. Sicuramente, quando saremo nel box prevarranno le sensazione più strettamente sportive, quindi sarà un rivale da battere”.

È vero che ultimamente lo batti spesso in allenamento?
Durante gli allenamenti puoi capire molto del carattere e delle diverse sfaccettature delle personalità di una persona, è questo che intendo quando dico che io e Vale ci conosciamo bene. So anche però che una cosa sono gli allenamenti e un’altra le gare vere, in quel caso tutti tirano fuori qualcosa in più e solitamente di positivo. Vale mi conosce molto bene, per questo ha creduto in me tanti anni fa quando non avevo nessuno che mi sosteneva e anche quando faticavo in MotoGP”.

Come potrete aiutarvi da compagni di squadra?
Penso che quello che ci aiuterà non sarà lo scambio di informazioni tecniche, ma delle sensaziona personali, ragionando su moto e gare”.

Tanti rivali ti danno come favorito per il titolo.
“È bello quando gli altri piloti riconoscono il tuo valore, ti rende orgoglioso, ma da questo orgoglio nasce una responsabilità.

Non credi che quest’anno anche il team punti più su di te che su Rossi?
In Petronas non c’è mai stato un numero 1, i piloti vengano trattati nella stessa maniera. È vero che lo scorso anno i miei risultati sono stati migliori di quelli di Vale, ma è anche vero che lui ha fatto risultati migliori dei miei per tutta la sua carriera (ride)”.

Razali ha detto che sei un artista delle due ruote, come un pittore o un musicista.
“Preferisco un musicista, vorrà dire che cercheremo di scrivere una bella canzone insieme (ride)”.

"Per Marquez sarà difficile tornare quello di prima, ma non impossibile"

Tra pochi giorni ci saranno i test in Qatar, ma senza Marquez. Cosa pensi di quello che gli è successo?
Ha subito un gravissimo infortunio, non mi ricordo un atleta del suo calibro fermo per così tanto tempo. Sarà difficile per lui tornare subito allo stato di forma di prima, ma non sarà impossibile.

Secondo te sarà più complicato dal punto di vista fisico o mentale?
È difficile mettermi nei panni di Marc, perché non conosco con precisione l’entità del suo infortunio, se senta dolore, dal punto di vista fisico non posso giudicare, ma posso farlo da quello mentale. Un infortunio del genere ha ripercussioni sulla testa, perché siamo tutti umani e ricordiamo le cose brutte che ci sono successe. Però Marquez è un tipo tosto e non vedo il motivo perché non possa tornare quello che era.

"Non biasimo Yamaha per non avermi scelto, il problema è firmare così presto"

Pensi già al 2022, al fatto che Petronas potrebbe scegliere un’altra moto che non sia Yamaha?
Cerco di non pensarci, perché non mi aiuta a fare meglio il mio lavoro e sono cose che non posso controllare. So che Razlan prenderà la decisione migliore per la squadra e di conseguenza anche per me”.

Come sono i tuoi rapporti con Yamaha, considerato che non ti hanno preso in considerazione per il team ufficiale?
Mi sono sempre trovato bene, specialmente con Maio (Meregalli ndr) e Lin (Jarvis ndr), ho capito le loro scelte e non li biasimo. Se c’è qualcosa da biasimare è questa moda di anticipare i tempi per decidere, così può capitare che un pilota che non reputavi all’altezza poi finisca per diventare uno dei favoriti per il titolo, come ho fatto io. Purtroppo ci sono dei vincoli da rispettare”.

 

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