MotoGP, Joan Mir: "non sono il favorito, prima devo ripetermi"

"Ho vinto troppo, troppo in fretta, e non ho conquistato il mondiale vincendo 10 Gran Premi. Marquez quando tornerà sarà al 100%. Rossi in Petronas respirerà aria fresca"

Share


Al momento è solo nominato per il Laureus - fra tutti i premi istituiti per lo sport forse il meno comprensibile - come rivelazione, Joan Mir, ma è indubbio che nel motomondiale 2020 lo sia stato.
La manifestazione, nata nel 1999 e supportata da Mercedes-Benz, la marca di orologi IWC e da Mitsubishi UFI sembra più che altro inseguire la notorietà, con categorie inserite a discrezione e senza chiarire i metri di giudizio, ma tant’è…prima di lui lo hanno vinto Rossi e Marquez, e quantomeno ci ha regalato qualche citazione citabile del maiorchino della Suzuki.

I suoi rivali nel 2021, senza dimenticare Marquez

“La mia top 5 è: Rins, Morbidelli, Marc Márquez, Fabio Quartararo, e il sottoscritto. Quanto a Marc: non so se sarà davanti, dopo un anno fuori è difficile essere competitivi ed al 100%. Penso che aspetterà di esserlo e quando rientrerà lo sarà. Mi aspetto un inizio esplosivo dai piloti Yamaha, noi saremo pazienti”.

Valentino Rossi e le novità 2021

“Normalmente quando si cambia aria si prende aria fresca. Aveva bisogno di questo cambiamenti che lo aiuterà ad essere più competitivo. Lotterà per esserlo e spero che sia competitivo. E’ stato nello anche vedere Pol Espargarò con i colori Repsol. Sarò sorpreso se saranno tutti veloci fin dalle prime prove”.

Joan Mir e la Suzuki

“Non mi considero il favorito perché l’anno passato non ho vinto 10 Gran Premi. Abbiamo vinto per altre ragioni, non perché siamo stati i più veloci. Però spero di sorprendere nuovamente. Sulla carta la Suzuki è in svantaggio essendo in pista con due sole moto, ma meglio solo due che quattro di difficile gestione”.

L'importanza delle qualifiche e del capotecnico

“Sono fortunato ad avere Frankie Carchedi come capotecnico, lui è uno che lavora sino alle due di notte. Quest’anno sarà importante fare delle buone qualifiche”.

Sogni e orizzonti: l'importanza di ripetersi

“Da bambino sognavo di diventare campione del mondo, ma ora che lo sono dico che quello che ho guadagnato lo ho guadagnato troppo in fretta. Ho solo 23 anni e devo cercare di ripetermi, se mi ritirassi ora non sarei soddisfatto. Pressione? Non ne ho, non sono nervoso, sono motivato come sempre e la pressione mi piace”

Articoli che potrebbero interessarti