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Aprilia RS 660, pronta a gareggiare in pista nel MotoAmerica

La sportiva media di Noale sarà nella categoria Twins e dovrà vedersela con Yamaha MT-07 e Suzuki SV650, tra le altre

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delle moto di Noale e la Aprilia RS 660 non delude certo le aspettative di famiglia.
La carenata bicilindrica infatti è stata ammessa nella Twins Cup del campionato MotoAmerica.

Il campionato

La Twin Cup, come recita il nome è la categoria del campionato motociclistico statunitense dedicata alle bicilindriche medie, e già vede da anni la partecipazioni di parecchi team ufficiali.
L’approvazione per la RS 660 è arrivata dopo le verifiche della direzione tecnica in merito ai presupposti necessari all’ingresso nella competizione.

Sì, perché come per la Superbike le moto impegnate nella Twin Cup devono essere derivate di serie e osservare alcune regole, che impongono di non modificare rispetto alle versioni stradali parti meccaniche come cilindri, pistoni e relative parti, bielle e altri componenti.

"Siamo entusiasti di avere l'Aprilia RS 600 nella nostra Twins Cup" ha commentato Wayne Rainey, presidente di MotoAmerica, che ha aggiunto: "il nostro dipartimento tecnico ha lavorato duramente con Aprilia in tal senso, assicurando alla Twins Cup parità tra i produttori. Non vediamo l’ora di arrivare alla tappa di Road Atlanta per vedere cosa ne verrà fuori in pista. Questa sarà una stagione eccitante in tutte le nostre classi, e l’arrivo di Aprilia nella Twins sarà divertente da guardare".

Sfide da grandi

Aprilia si ritroverà a inserirsi in un contesto che ha già la sua regina: la Suzuki SV650 infatti ha conquistato tutti e tre i titoli stagionali dall’apertura della classe con i piloti Chris Parrish (2018), Alex Dumas (2019) e Rocco Landers (2020).

Nelle 32 gare finora disputate la naked di Hamamatsu, debitamente carenata per la competizione,ha tagliato per prima il traguardo 20 volte. 10 invece il numero di vittorie Yamaha e 2 le gare vinte da Ducati. Non certo una situazione facile per imporsi da rookie.

La RS 660 sarà, per dirlo all’americana, “The next big thing”? Staremo a vedere.

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