MotoGP, Espargarò: “Per capire la Honda dovrò cadere, non ho tempo da perdere”

“Sarà dura, ma sono stato chiamato per vincere il Mondiale e spezzare la maledizione. Dovrò confrontarmi con Marquez e sarà tutto o niente"

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È il giorno di Marc Marquez, ma al tempo stesso anche quello di Pol Espargarò. Già, perché Honda ha tolto il velo alla nuova moto, presentando la nuova squadra. Da una parte c’è la conferma di Marc, alle prese con il recupero dall’infortunio, dall’altra la new entry, ovvero l’ex portacolori KTM.

Per Espargarò questo 22 febbraio ha il sapore di un classico primo giorno di scuola e di conseguenza non mancano aspettative e obiettivi per il Mondiale che verrà.

“Di sicuro c’è tanta emozione per questa nuova avventura – ha esordito Pol – da una parte ho grande voglia di iniziare questo progetto con la Honda, dato che il mio stile può adattarsi alla moto. Al tempo stesso mi preoccupa avere soli cinque giorni di tempo a disposizione prima del via in Qatar. Sarà infatti dura arrivare a capire subito il limite della RC213V e di conseguenza dovrò cadere per imparare. Come ben sappiamo, in passato abbiamo visto tanti piloti disputare diverse gare con la Honda, ma non riuscire ad arrivare all’obiettivo sperato”.

Pol è quindi consapevole che lo attende una prova complicata.
“L’obiettivo è senza dubbio duellare con i migliori e essere nei piani alti, ma sappiamo bene che non sarà semplice. Dovremo infatti lavorare duramente con la squadra e cercare di essere uniti in ogni momento. Probabilmente all’inizio sarà complicato, perché avrò tanti aspetti su cui lavorare, ma bisogna cerca di essere ottimisti e propostivi”.

Per lo spagnolo inizia oggi una nuova avventura, dove non mancano volti a lui conosciuti.
“Sarebbe stato bello avere al mio fianco alcuni ragazzi con cui ho lavorato in KTM, dato che tra noi c’era un gran rapporto. Non è stato però possibile, ma sono comunque contento di ritrovare in Honda persone che ben conosco da tempo. Con molti ho una conoscenza che dura da anni e di conseguenza questo sarà un aiuto per entrare subito in sintonia”.

Squadra a parte, da vertici Honda c’è grande attesa nei confronti della new entry.
“La Honda mi ha chiamato per vincere e io devo farlo il prima possibile. Non ho tempo da perdere. All’inizio ci sarà da stringere i denti, ma appena scenderò in pista darò il 100%. Metterò su questa moto tutti gli insegnamenti raccolti negli anni con Yamaha e KTM. Sappiamo bene che la Honda è una moto che predilige una staccata forte, come faceva Marc, e di conseguenza anch’io dovrò adattarmi il prima possibile”.

Sta di fatto, che a parte Marquez e Pedrosa, i questi anni la Honda abbia messo a dura prova i propri portacolori. È il caso di Lorenzo, il quale è arrivato addirittura al lasciare il mondo delle corse.
“Spero di essere io a rompere la maledizione  - ha sorriso – purtroppo questi numeri confermano che la Honda è una moto complessa e non facile. In tanti ci hanno provato a fare bene, ma non ci sono riusciti. Io dovrò cercare di copiare Marc e quello che è il suo stile, dato che lui è quello che interpreta la RC213V meglio di tutti”.

La parola d’ordine è quindi adattamento.
“Come ho detto dovrò rischiare ed essere disposto a finire a terra per essere veloce fin da subito. La chiave è senza dubbio cercare di essere forte in staccata e quello è un aspetto che ho prediletto in passato diverse volte con la KTM. Mi piace infatti entrare in curva con aggressività”.

A proposito di Marc, non manca poi una battuta in merito al 93.
“Con Marc abbiamo avuto modo di parlare, il nostro rapporto è buono, ma al tempo stesso siamo rivali. Lui sarà quindi il mio primo rivale e sarà sicuramente difficile confrontarmi con lui, dato che è negli ultimi anni ha vinto tanto e ha dimostrato di essere il numero uno al mondo. Io però ci proverò, perché fin da subito ero consapevole del valore di questa sfida. Con la Honda per me sarà o tutto o niente. Io però voglio essere fiducioso, perché abbiamo a disposizione tutti i mezzi che servono per lottare, crescere ed essere competitivi”.

Pol riparte quindi dal quinto posto nella stagione 2020.
“L’ultima stagione è stata positiva per me. Purtroppo non ho vinto, ma sono stato il migliore a fine Campionato con la KTM. Ora mi aspetta un’avventura nuova e non voglio cercare alcuna scusa. Dovrò essere competitivo il prima possibile, consapevole di quella che sarà la pressione nei miei confronti”.

L’ultima battuta riguarda un’eventuale partecipazione alla 8 Ore di Suzuka.
“Suzuka è una gara speciale, ho bellissime ricordi, ma al momento non ne abbiamo ancora parlato. Vedremo quali saranno le intenzioni della Casa”.    

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