MotoGP, Quartararo: "Io e Vinales come Lorenzo e Rossi: in lotta per il titolo"

"Vorrei essere Jorge e vincerlo! L'anno scorso ero arrabbiato con me stesso, ho capito come gestire la pressione. La M1? Deve perdere qualche chilo"

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Per Fabio Quartararo è arrivato il giorno da tanto atteso, quello in cui ha indossato i colori del team ufficiale Yamaha. Sparito il 46 giallo dalla carena della M1, è arrivato il 20 rosso del francese, che non cade nella trappola di vedersi come il sostituto di Rossi.

Non ho preso il suo posto, perché Valentino è unico - sottolinea - Ci siamo scambiati di team e questo per me è già un sogno. Penso che Valentino potrà fare bene anche in Petronas perché avrà lo stesso supporto da parte di Yamaha e io mi sono sentito alla grande per due anni in quella squadra”.

Ora però nel team ufficiale ci sei tu, cosa significa questo cambiamento?

Avere più pressione ma anche più supporto. In particolar modo svilupperanno di più la moto seguendo le mie esigenze, mentre in Petronas fornivo soprattutto conferme ora potrò chiedere cambiamenti per me. Lo scorso anno ho imparato molto su come gestire la pressione, io e Maverick potremo lottare per il 1° e il 2° posto in campionato come fecero Lorenzo e Rossi... io spero di essere Jorge e vincere il titolo (ride)”.

Come ti trovi con Vinales?

Abbiamo una bella relazione, potremo aiutarci, ma il mio obiettivo è vincere il titolo. Lo scorso anno siamo sempre stati vicini in gara, a partire da Jerez, dove abbiamo fatto due doppietti, a quando eravamo in difficoltà. Credo che i nostri commenti sulla M1 siano simili e avendo gli stessi problemi potremo spingere nella stessa direzione. Maverick sarà il mio primo rivale, ma logicamente sarà meglio lottare per il primo posto che per l’8°, insieme potremo fare dei passi in avanti, ma in qualifica e gara sarà guerra”.

"I punti sono la cosa più importante: più ti arrabbi e più peggiori"

Hai detto che hai imparato molto dal 2020, cosa in particolare?

Lo scorso anno è stato difficile perché abbiamo avuto dei problemi con la moto, ma anche io ne ho avuti. Il 2019 era stata una stagione perfetta, lo scorso anno era iniziato così, poi sono iniziati i guai e ho avuto tanti alti e bassi. Sicuramente potevo fare di più, ma quando ti trovi in una gara a lottare per la vittoria e in quella successiva per il 10° posto ti arrabbi con te stesso e finisci per fare peggio. Ho capito che a volte è meglio un 7° posto che cadere.

In tanti hanno detto che non hai retto la pressione.

Non avevo mai lottato per vincere un campionato, a parte nel CEV che è una cosa completamente diversa. Mi sentivo bene, almeno fino a Barcellona, non avevo pressione, ma poi la moto ha iniziato a non andare bene, il suo potenziale scendeva e ho visto il campionato andarsene. In quel momento ho spinto di più, ma i risultati peggioravano, cadevo”.

Cosa hai imparato?

Logicamente sono ancora arrabbiato con me per non avere sfruttato quella opportunità, ma ora ho tanta esperienza che mi sarà utile in futuro. Ho capito che la cosa più importanti sono i punti”.

Sei stato anche da uno psicologo nell'inverno, ti è servito?

Sì, ci riandrò anche prima di iniziare la stagione. Mi ha insegnato a stare calmo e a mettermi nella prospettiva delle altre persone. L’anno scorso ho sentito tante cose su di me, ma mi devo dimenticare quello che dicono gli altri. Mi ha aiutato a concentrarmi su me stesso e fare il mio lavoro. Alla fine sono un pilota e devo guidare, analizzare le cose e dare le mie opinioni, non posso passare ore a pensare quale setup usare, perché non è quello il mio lavoro”.

"Cosa porterò a Yamaha? Spero il titolo!"

Cosa potrai portare a Yamaha?

Spero il titolo (ride). A parte quello, sono un pilota molto sensibile, è uno dei miei punti di forza e penso sa molto utile per lo sviluppo. Quando provo qualcosa ho sensazioni molto chiare”.

Cosa vuoi dalla M1?

Penso che tutti i piloti chiedano più grip al posteriore e più velocità massima. Quindi bisognerà lavorare sull’aerodinamica e sul peso. Io ho cercato di perdere qualche chilo, ma sulla M1 se ne possono togliere di più. Comunque credo molto in questo progetto, è facile dire che la moto non va bene ma è più importante dare fiducia agli ingegneri perché siano più motivati. Ho grande fiducia in loro”.

In Petronas scherzavi sempre con la tua squadra, sedere nel box ufficiale richiederà più serietà?

Penso che questo lavoro si possa fare anche divertendosi. So che sono in un momento molto importante per la mia carriera, ma avrò le stesse persone intorno a me e ci sarà la stessa atmosfera famigliare degli anni scorsi. E continuerò ad accendere personalmente la mia moto, a costo di rubare l’avviatore (ride)”.

Fisicamente come stai dopo avere contratto il Covid?

Dopo Portimao mi sono rilassato, ho fatto meno attenzione e ho preso il virus. All’inizio ero preoccupato, ci ho messo un mese a tornare in forma, ma ora sto bene”.

Quali saranno i rivali per questa stagione?

Faccio fatica a fare un nome, più facile farne una decina se non di più: Mir, Miller, Rins, Oliveira, Bagnaia, sono tantissimi. Mi ricordo che a Brno c’erano tutte e 6 le moto nei primi 10 posti, basta poco per giocarsi il campionato, è difficile scegliere un rivale”.

"Morbidelli ha scelta la 'vecchia' M1, è andato sul sicuro"

Morbidelli non avrà la moto ufficiale, sarebbe stato utile per lo sviluppo della M1?

Sapevo che aveva chiesto la moto 2021 dopo Aragon, ma che poi aveva cambiato idea. L’anno scorso ha fatto un lavoro perfetto, forse ha voluto andare sul sicuro ed è stata una scelta intelligente. Noi però potremo sviluppare la nostra moto e credo che Crutchlow ci aiuterà a farlo”.

Sei uno dei pochi piloti senza Coach, come mai?

“In questo momento non ne ho bisogno, posso vedere dai dati dove perdo e sono contendo del mio gruppo di lavoro. Non voglio un Coach solo per potere dire che ce l’ho anch’io, avrei bisogno della persona giusta, una di cui mi fido ciecamente e in questo momento non c’è.

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