MotoGP, Meregalli: "La Yamaha 2021? Sarà più vicina alla M1 di Morbidelli"

"Non ricordo da quanto in Giappone non preparassero così tanto materiale. In Qatar nuovi telaio, forcellone, scarico e aerodinamica"

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Le presentazioni non sono da anni il momento in cui vedere le nuove moto, ma solo i nuovi colori. Nel caso di Yamaha neanche questo vale, perché le grafiche sono praticamente identiche a quelle della scorsa stagione quindi, per capire come sarà veramente la M1 2021, si dovranno aspettare i test in Qatar, che potrebbero riservare molte più sorprese della giornata di oggi.

Perché la MotoGP di Yamaha è stata il mistero del 2020: criticata da tutti i piloti, ha vinto la metà delle gare corse e il titolo costruttori è stato perso solo per la penalizzazione inferta per avere sostituito le valvole senza chiedere il permesso.

Quindi che M1 vedremo fra meno di un mese in quel di Losail? A cercare di rispondere è stato il team manager Massimo Meregalli.

Vogliamo una moto più facile in tutte le condizioni - ha spiegato - A volte abbiamo sofferto la mancanza di grip ed era difficili adattare il setup alle varie piste. Quindi abbiamo cercato di avere una moto più bilanciata, una specie di unione fra la M1 2020 e quella usata da Morbidelli”.

A Iwata sembrano abbiano fatto gli straordinari.

Non ricordo l’ultima volta che Yamaha ha preparato così tanto materiale nuovo” ha garantito Maio.

Su cosa si è lavorato?

“Innanzitutto per migliorare l’accelerazione, perché può aiutarci anche per la velocità massima. Per lo stesso motivo per i test in Qatar avremo una nuova aerodinamica, che servirà anche per migliorare il raffreddamento. Poi abbiamo lavorato su forcellone e telaio per migliorare la guidabilità e avremo anche un nuovo scarico. Non abbiamo toccato il motore ma tutto quello che sta attorno” la lista della spesa.

Così anche il telaio è stato modificato e guardando al passato.

“Fino al 2016 la M1 andava bene su tutti i circuiti - ha ricordato Meregalli - e la M1 che ha usato Morbidelli lo scorso anno aveva un telaio simile a quella, quindi la direzione per il 2021 è stata quella di avvicinarci al telaio che ha usato Franco”.

Fin qui la teoria, perché per la pratica toccherà aspettare.

Sfortunatamente non abbiamo potuto organizzare dei test prima d quelli in Qatar - ha continuato il manager - Le moto erano in Giappone e Crutchlow avrebbe dovuto rimanere in quarantena se avesse voluto andare. Inoltre serviva tempo agli ingegneri per mandare tutto in Qatar, quindi non è stato fatto un vero e proprio shakedown neppure dai collaudatori giapponesi”.

Il problema è che si proverà solo su una pista e che Cal dovrà prendere le misure alla M1.

Maio non è però preoccupato: “quando Lorenzo era risalito sulla Yamaha lo scorso anno a Sepang mi aveva detto di avere ritrovato la stessa moto che ricordava. Crutchlow l’aveva guidata anni fa, ma penso che dal secondo giorno potrà già lavorare senza problemi. Losail sarà inoltre un buon banco di prova, perché i piloti lo scorso anno lamentavano che la M1 faticava a girare una volta lasciati i freni e la pista del Qatar è l’ideal per capire se abbiamo risolto quel problema”.

Se tutto andrà bene, Massimo è sicuro che il primo a giovarne sarà Vinales.

A volte vedo il fuoco negli occhi di Maverick, il problema è che è facile per lui perderlo - ha detto - Vedo che cambia approccio alle gare e gli darò tutto il mio supporto per dargli equilibrio, perché quando non riesce a guidare come vuole rischia di perdere la fiducia. Inoltre, nello scorso anno, a volte non è stato molto aggressivo nei primi giri e questo gli ha fatto perdere la possibilità di fare dei buoni risultati. Sappiamo che la M1 dà il meglio di sé se guidata con le sue linee, in mezzo al gruppo fatica, lavoreremo con Vinales proprio sulle prime fasi di gara”.

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