MotoGP, Bagnaia: “Raccolgo il testimone di Dovizioso, ma solo Stoner ha vinto con Ducati”

“Questa sarà la sfida più grande della mia vita, so quali sono le responsabilità di guidare una moto ufficiale, ma anche le mie qualità. Prima di pensare al Mondiale devo vincere una gara"

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Lo si potrebbe definire come il classico primo giorno di scuola, anche se la campanella deve ancora ufficialmente suonare. Sta di fatto che da oggi inizia la nuova avventura di Pecco Bagnaia in Ducati nelle vesti di pilota ufficiale.

Con l’addio di Andrea Dovizioso, a Borgo Panigale hanno deciso di scommettere forte su di lui, affiancandolo a Jack Miller. Da una parte c’è quindi la gioia e la soddisfazione per aver coronato un sogno a lungo inseguito, dall’altra invece gli stimoli per una sfida che vede l’asticella alzarsi sempre più.

“Che dire, da sogno a realtà – ha esordito Pecco - quando ho indossato per la prima volta questa divisa è stato emozionante. Fin da bambino ho infatti sognato di essere in questa squadra, perché stiamo parlando non solo della Ducati, ma del team ufficiale. Sono quindi orgoglioso, ma soprattutto contento e insieme a me lo è anche tutta la mia famiglia, così come la mia fidanzata, che è una fan sfegatata. Devo dire che è stato particolarmente emozionante il momento in cui ho tolto il velo alla nuova moto, dato che prima d’allora non l’avevo vista. È stato bellissimo”.

Bagnaia: "Quando sei in un team ufficiale l'obiettivo è il mondiale"

Pecco, inizia una nuova avventura. Qual è l’obiettivo?  

“Nel momento in cui ti ritrovi nel team ufficiale l’obiettivo è il Mondiale, ma prima di tutto devo vincere la mia prima gara in MotoGP. Nel 2020 ci sono andato vicino, ma purtroppo non ci sono riuscito. Dovrò quindi cercare di essere costante e veloce, evitando di commettere gli errori degli ultimi anni, soprattutto nel momento in cui ti ritrovi a fare i conti con le condizioni di freddo. Un pilota ufficiale della Ducati non può infatti pensare di arrivare quinto o sesto, oppure avere dei black-out dopo delle belle prestazioni. Proprio per questo l’obiettivo è vincere. Ci sarà pressione, quello non lo nascondo, ma la pressione deve essere considerata come un aspetto positivo per dare il massimo in ogni momento. Essere in questa squadra comporta grandi responsabilità, ma noi ne siamo consapevoli”.

Bagnaia: "Rapporti testi in Ducati? Io mi sono sempre trovato bene"

In questi ultimi anni abbiamo visto rapporti tesi nel box della squadra ufficiale.

“Con Ducati mi sono sempre trovato bene e sono stato messo davanti a ogni situazione, di conseguenza non sono preoccupato, tantomeno avverto il timore di essere messo in discussione. Sono convinto che non accadrà, anche perché ho un bel rapporto con tutti i membri del team. Ovvio che sei poi mi ritrovo a fare 15° in tutte le gare sarò io il primo a farmi un esame”.

Bagnaia: "E' una grande sfida: molti ci hanno provato ma uno solo ci è riuscito"

Nella tua vita hai affrontato diverse sfide, ma sei sempre riuscito a vincerle o quantomeno uscirne indenne.

Sicuramente questa è la sfida più importante della mia vita. In molti ci hanno provato, ma ad oggi solo uno è riuscito. Mi piacerebbe quindi riuscire ad essere competitivo e portare a Ducati ciò che si merita. Raccogliere il testimone di Dovi e Danilo non sarà facile, perché loro hanno fatto un grande lavoro assieme a Lorenzo. Penso quindi di avere una grandissima responsabilità, consapevole del fatto che sarà dura, ma al tempo stesso di dimostrare che la moto e i piloti sono veloci”.

Bagnaia: "Nel team ufficiale avrò più voce in capitolo"

Dentro di te quali sono le sensazioni?

“Mi sento forte e consapevole del fatto che posso lottare per le posizioni di vertici. Lo scorso anno per me è stato faticoso, soprattutto a causa della caduta di Brno che ha comportato la frattura alla tibia. Ero stanco, ma al tempo stesso ho dimostrato di essere veloce con la Ducati. Cito ad esempio la gara di Jerez, oppure quella di Misano al rientro dall’infortunio. Adesso che sono in Ducati Factory, inizia una nuova sfida e avrò anche più voce in capitolo. Darò il massimo, cercando di capire come risolvere i problemi emersi nella seconda parte della scorsa stagione e capire come colmare gap emerso con Jack. Mi piacerebbe infatti arrivare a fine 2020 e vedere i vertici Ducati felici e al tempo stesso pure io”.

Bagnaia: "A Luca Marini ho spiegato come funzionano le gomme Michelin"

Tu sarai nel team ufficiali, mentre nella squadra Esponsorama troveremo Bastianini e Marini. Vi siete parlati?

“Con Luca ho parlato diverse volte della Ducati. Gli ho spiegato il funzionamento delle gomme e la frenata, uno degli aspetti chiave di questa moto. In confronto a lui, a me queste cose sono mancate quando sono approdato in MotoGP. Luca ed Enea hanno comunque uno stile più simile rispetto al mio nel guidare la Desmosedici, dato che Marini è un pilota che frenava forte in Moto2, mentre io facevo molta più  percorrenza. Spero per lui che l’adattamento sia più semplice rispetto al mio, consapevole del fatto che Luca è una persona molto intelligente. Enea invece lo vedo meno, ma lo ritroverò a Jerez nei prossimi giorni. Non avrò problemi a scambiare qualche idea con lui, dato che non abbiamo bisogno di nasconderci nulla tra di noi, visto che poi ci confronteremo a stagione in corso. Ho solo detto a entrambi di rimanere calmi e di non fare come me, che ho cercato subito il tempo sul giro secco alla prima uscita. Meglio infatti provare più stili per trovare la giusta strada da seguire”.

Bagnaia: "La Ducati oggi non ha nulla a che vedere con quella guidata da Valentino Rossi"

In Ducati è passato anche il tuo maestro Vale, ma per lui non è andata nel verso sperato.

“La moto di oggi non ha nulla a che vedere con quella che aveva Vale. Molti piloti soffrivano con quella Ducati come ad esempio Dovi. Quando poi Rossi è tornato sulla Yamaha è riuscito a ritrovare la vittoria e vincere. Non voglio quindi fare confronti con lui, dal momento che questa è una delle moto più competitive tra quelle che ci sono in griglia”.

Una nuova sfida per te, ma anche per tuo padre, impegnato da quest’anno nel CIV a dirigere il team VR46.

“Mio papà ha sempre avuto qualcosa in più rispetto agli altri papà dal lato umano, dato che è uno che ama stare in mezzo ai giovani e interagire con loro. Sono quindi orgoglioso per questa possibilità e sono convinto possa fare un grandissimo lavoro. Quando mi chiama, ultimamente, è più il tempo che parliamo dei suoi progetti che dei miei risultati in pista o delle gare”.

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