MotoGP, Valentino Rossi: “Mi dispiace che Marquez non corra ma non lo perdono”

“Non è stato Marc l'avversario più forte che ho incontrato.  Il suo infortunio? Prima c’erano delle regole, poi sono cambiate, chissà come mai. Yamaha? Ha sbagliato a scegliere così presto”

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Una lunga intervista, tra passato presente e futuro, quella rilasciata da Valentino Rossi a Giorgio Terruzzi sul Corriere della Sera. Il Dottore ha parlato a 360°, riprendendo le ultime stagioni, ma soprattutto svelando le ambizioni per la nuova, che lo vedrà impegnato con la Yamaha del team Petronas.

Il 2021 sarà uno snodo cruciale per il 46 e lui non si nasconde, visto che prossimamente spegnerà 42 candeline: “Cambiano le priorità quando arrivi a un’età come la mia – ha esordito Rossi - a vent’anni pensi a correre e poi a correre. Fine. Cosa accade tra una gara e l’altra non lo ricordi neanche. Adesso è diverso, anche se tra allenamenti, alimentazione da curare, gare e test, le giornate sono identiche a quelle del passato. Però, i pensieri sono anche altri. Riesco persino e seguire un po’ la politica. Continuo a non capire una mazza, ma seguo”.

A proposito di politica non manca poi una sua considerazione: “Non sono mai stato troppo critico con Conte, con il governo. Mi pare sia difficile gestire questo caos, tutti i Paesi del mondo sono andati in crisi, ed è facile disapprovare chi cerca di risolvere. Draghi sarà il nuovo presidente del Consiglio? Vedremo. Spero in un piano serio per i vaccini e in un sostegno per i lavoratori in difficoltà che sono e saranno tanti. Vorrei una vera strategia per riprendere una normalità, per apprezzare più di prima l’Italia. In questo senso siamo più fortunati di altri: viviamo in un luogo bellissimo”.

L’attenzione passa poi alla pista, in particolare sui rivali, tra tutti Marc Marquez, ancora alle prese con il brutto infortunio: “Credo che l’errore si stato tornare a correre troppo presto dopo l’operazione. Non ho capito come abbiano permesso che accadesse. Allora: il dottor Costa è stato pioniere, un luminare. Ha rivoluzionato cure e modi di recupero, riducendo i tempi dell’immobilità, ha indicato una via preziosissima. Poi, dopo quel rientro lampo di Lorenzo ad Assen nel 2013, per evitare rischi in eccesso, la Dorna ha fissato dei paletti. Con Marquez sono saltati tutti, di colpo, chissà come mai”.

Sul tema Marquez il nove volte iridato viene poi incalzato: “Mi dispiace moltissimo che non possa correre – ha dichiarato - se guarirà, cosa che al momento non sa nessuno, nemmeno lui, tornerà forte come prima. Ma non è stato Marquez l’avversario più forte che ho incontrato”. Non manca poi un accenno in merito ai fatti risalenti al 2015: “Impossibile perdonarlo. Quello che mi ha fatto non è perdonabile. Quando ripenso a quei giorni ho le stesse sensazioni di allora. E sono passati sei anni. Mi pare difficile che possano cambiare”.

Il passato è però alle spalle, dal momento che ora non resta che focalizzarsi sul presente, con una nuova avventura che lo attende: “Yamaha ha scelto i piloti del 2021 prima che iniziasse il 2020 ed è un errore secondo me. È un vizio da MotoGp. Bisognerebbe aspettare almeno qualche gara. Comunque Quartararo è ancora una promessa e Viñales, pur con alti e bassi, va molto forte. Faranno bene, ne sono certo”.

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