MotoGP, Honda NR 250 ‘bi-turbo’ 4 tempi vs 500GP 2 tempi. Chi avrebbe vinto?

PRIMA PARTE - La storia controversa delle leggendaria 'quarto di litro' sovralimentata, della Casa di Tokyo, che non fu ammessa alle competizioni. I retroscena, svelati direttamente dal preparatore nipponico Hideo Yoshimura, che impedirono alla bicilindrica di dimostrare il proprio potenziale in pista e confrontarsi con le avversarie dell’epoca di cilindrata doppia

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Nel mondo dei motori, così come nella maggior parte dei settori industriali, sono presenti esempi di opere incompiute, generalmente per motivi di carattere economico piuttosto che tecnico. La storia ‘amarcord’ che vogliamo raccontare, grazie ai colleghi di nipponici di Young Machine, risale agli anni ’80. Prima di passare al mondo delle competizioni, richiamate nel titolo, rimaniamo nel settore del prodotto di serie che vedeva, all’epoca, una larga diffusione della sovralimentazione nei veicoli stradali leggeri.

Lo scopo della alimentazione forzata, diversamente da oggi, era principalmente orientato all’incremento prestazionale. Il ‘downsizing’ o le varie normative antinquinamento non erano sicuramente tra i punti cardine che le aziende dovevano affrontare. Ritornando alle opere incompiute, molte volte cadono nel dimenticatoio, non essendo realmente percepite dal pubblico come un prodotto. Magari per una mancanza di comunicazione verso l’esterno.

Altre volte, invece, se la fase di sviluppo è molto avanzata si iniziano a vedere i primi prototipi circolare su strada o in pista suscitando interesse negli appassionati. Se poi le realizzazioni non si concretizzano in un prodotto finito, e quindi acquistabile in un concessionario, spesso l’interesse si trasforma in qualcosa di più, creando una sorta di leggenda attorno a veicoli in realtà mai prodotti ma su cui il consumatore ha fantasticato.

Un esempio di progetto, molto vicino alla concreta commercializzazione, è rappresentato dalla Honda VT 250 F turbo che sarebbe andata ad allargare la gamma delle ‘sovralimentate’ della Casa Alata che in quegli anni aveva lanciato sul mercato estero la CX 500 turbo. La VT 250 F turbo era indirizzata esclusivamente al mercato interno giapponese, ma il progetto non venne approvato dal Ministero dei Trasporti e quindi rimase una moto ‘fantasma’. La moto riprende le linee della VT 250 F ‘aspirata’ ma la scritta bianca ‘turbo’ sul terminale di scarico e la targhetta ‘V2 turbo’ posta sul puntale non lasciano dubbi. In corrispondenza della targhetta identificativa c’è, in bella vista, la turbina posta davanti al cilindro anteriore del bicilindrico a V. Le immagini risalgono al 1984, mentre l’intervista che vi riportiamo di seguito, svolta tra un giornalista di Young Machine (di seguito YM) e Hideo Yoshimura (di seguito ‘Pops’), è di tre anni successiva. L’argomento è proprio il progresso e lo sviluppo che la tecnologia ‘turbo’ potesse offrire al modo dei motori. Il confronto parte tra le moto da gran premio 500 cc, del 1987, e una ipotetica 250 cc turbo ma quattro tempi. Ovviamente la famigerata moto ‘quarto di litro’ sovralimentata è proprio la NR 250 turbo che condivide con la stradale VT 250 F turbo la disposizione architettonica del motore, ‘V2’, e la sovralimentazione. Nel corso dell’interessante intervista vengono richiamati confronti ed analogie con altri settori, come le monoposto turbo di Formula1, le motociclette di serie e le potenzialità del motore sovralimentato ammirate da ‘Pops’ durante la manutenzione ai caccia bombardieri svolte nel periodo bellico.

L'INTERVISTA DEL 1987 A HIDEO YOSHIMURA

Di seguito si riportano alcuni passaggi salienti dell’intervista tra Young Magazine e Yoshimura. Il giornalista chiede se i motori a quattro tempi siano permessi nei gran premi. Pops replica che è possibile ma non ai motori con aspirazione naturale. Il giornalista incalza e Pops esplicita il concetto dichiarando che il motore deve essere provvisto di un turbocompressore. Inoltra viene riportata, dal preparatore, la ‘voce di corridoio ‘che la Honda stia lavorando ad una moto 250 cc turbo. Si aspetta quindi che i concorrenti diretti come Yamaha e Suzuki non rimangano a guardare. Sempre secondo Pops, se i motori quattro tempi si dimostreranno competitivi, nel giro di un paio d’anni probabilmente spariranno i propulsori a due tempi. La storia ci insegna che la previsione si è avverata circa un decennio dopo, con l’avvento dell’odierna MotoGP, anche se i motivi non furono strettamente tecnici. Di seguito, entrando nel vivo della conversazione si riporta testualmente il botta e risposta tra l’intervistatore YM  e Pops.

YM: “Ma abbiamo sentito come queste moto sono praticamente completate ...?”

Pops: “non è questo il problema, invece i problemi sono tra la FIM e i produttori per quanto riguarda i regolamenti. In poche parole, tutti i produttori, tranne la Honda, ora sono nel panico e si oppongono a questo. Quando furono emanati regolamenti, era possibile installare qualsiasi cosa su un motore fino a 250 cc con sovralimentazione in grado di partecipare alle gare della ‘GP500’, tutti si basavano sul fatto che nessuno sarebbe stato abbastanza pazzo da fare una cosa del genere. Tuttavia, non appena Honda ha deciso di produrre uno di questi –ndr, motori-, sembra che gli altri produttori siano tutti svenuti e abbiano sollevato la questione della modifica dei regolamenti.”

YM: “Se ci pensi, la tecnologia in questi giorni è assolutamente incredibile, giusto? La Honda è riuscita a vincere anche su quattro ruote nel campionato di F1 solamente alla loro terza stagione consecutiva ...” 

Pops: “Infatti !! La tecnologia è davvero sorprendente. Tuttavia, solo perché sembra che non vincerai, andare a cambiare i regolamenti è comportamento infimo. Ora stanno dicendo di gareggiare con vetture non turbo da 3,5 litri in F1 dal 1988. Bene, dico che questo potrebbe essere un duro colpo per la Honda. Se non sbaglio, penso che sia stata la Renault a istigare le vetture di F1 ad avere i turbo in primo luogo, ma con il passare degli anni si sono resi conto di come erano stati superati dalla tecnologia dei produttori asiatici, i team europei si sono alleati avere un cambio di regole. Vorrei dire agli europei che dovrebbero vergognarsi di se stessi !! Se gran parte della stessa tecnologia viene rimossa, i tecnici dovrebbero ‘infiammarsi’ e dire "Bene, aspetta e vedrai il prossimo anno !! Non perderemo nella corsa alla tecnologia !! "Ebbene, è la stessa cosa su due ruote. Nonostante sia già stato deciso in anticipo che i turbocompressori o i compressori possano essere utilizzati nelle corse, invece di sfidarsi con la nuova tecnologia, i team stanno cercando di cambiare le regole, il che è semplicemente un vero e proprio imbroglio”.

YM: Non ti piacerebbe provare tu stesso turbocompressori o compressori?

Pops: "Sì, vorrei provarli, ma non posso prepararmi adeguatamente essendo un piccolo privato. Costa un'enorme quantità di denaro solo per la ricerca di base e per i componenti. Beh, non è del tutto deciso. Tuttavia, io stesso come tecnico, quello che mi piacerebbe vedere in particolare è una moto a quattro tempi dotata di un compressore che raggiunge un certo punto di evoluzione".

YM: “Eppure ci sono moto da strada in uscita che saranno dotate di turbocompressori, giusto?”

Pops: "No, è difficile dire se è vero. Ai tempi in cui armeggiavo con gli aeroplani durante la guerra, ho assistito alla potenza inutilizzata dei turbocompressori B29, quindi era frustrante ma non c'era niente che potessi fare al riguardo. […] Beh, non ho mai realizzato nulla di mio che possa essere utilizzato per scopi pratici, ma sento di capire l'assoluta meraviglia di un motore turbo. Quella potenza, il calore, lo sforzo e la durata ... qualunque aspetto tu prenda, c'è una prospettiva completamente diversa in termini di problemi tecnici. Per farla breve, la potenza riguarda la coppia e il numero di giri, ma oggigiorno – ndr, 1987 -  il metodo più comune adottato è quello di aumentare i giri per aumentare la potenza. Aumentare la potenza del 20-30% è una cosa difficile da fare. Aumentare la potenza significa che la coppia è destinata ad aumentare. […] Inoltre, la massa della miscela aria-carburante aumenta notevolmente all’aumentare del regime, ma questo non vuol dire che si abbia un aumento di due o tre volte".

YM: “quindi sono davvero cose incredibili allora ...”

Pops: Esatto, quindi in termini di evoluzione di un motore a quattro tempi penso che la tecnologia sarebbe una vera svolta. Sarebbe molto difficile da gestire, e solo perché qualcosa può essere usata non significa che si adatterà bene in un veicolo di produzione stradale. Tuttavia, a causa di questo punto in particolare, sento di dover fare un tentativo. Non posso prevedere cosa accadrà in anticipo, poiché è probabile che vari problemi sorgano uno dopo l'altro. Se fosse fatto ... sarebbe sulla base del fatto che rispetterebbe tutti gli aspetti della sicurezza. Per quanto riguarda la portata dell'evoluzione ingegneristica, questo non è qualcosa che può essere paragonato a un due tempi”.

YM: “Come immaginato allora non si può fare con un due tempi?”

Pops: “Ahh, una cosa del genere sarebbe come un animale che non ha molte funzioni come un lombrico, in quanto sarebbe inferiore. […] Quindi, per quanto riguarda la domanda che poni, l'idea di poter semplicemente confrontare due tempi e quattro tempi non ha senso, quindi è meglio rinunciare a questo subito. Bene, allora abbiamo finito? “

L’intervista è finita, ma non perdetevi l’approfondimento tecnico che tratteremo a breve nella seconda parte.

Fonte: Young Machine.com

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