MotoGP, Riflettori puntati su Jack Miller: riuscire dove Dovizioso ha fallito

Nel 2020 è arrivato dietro a Dovizioso per soli 3 punti...e tanta sfortuna. Per lui quest'anno è il banco di prova: dovrà riuscire dove Dovizioso ha fallito

Share


La stagione 2021 di MotoGP sarà il banco di prova decisivo per Jack Miller. L’australiano, dopo tre anni alla guida della Desmosedici del team Pramac Racing, ha firmato un contratto annuale con Ducati. La squadra di Borgo Panigale si separa, dopo otto anni, da Andrea Dovizioso, lasciando incompiuta l’opera di vincere insieme il titolo mondiale. Miller dovrà riuscire dove il forlivese ha fallito.

Il team Ducati ufficiale riparte da un foglio bianco nel 2021. Due nuovi piloti per la squadra bolognese che sceglie di puntare per la nuova stagione su due nuove leve, pescando dal team Pramac. Jack Miller e Francesco Bagnaia saranno gli alfieri di casa Ducati. I riflettori sono accesi e puntati sull’australiano. Per lui nel 2021 un contratto annuale grazie alla fiducia riposta nei risultati ottenuti con Pramac: tre secondi posti e sei volte terzo in sella ad una moto ufficiale, ma in una squadra satellite. Un curriculum che è bastato ai vertici Ducati per scegliere il numero 43 come nuovo pilota con il quale puntare al titolo mondiale, l'obiettivo che era di Dovizioso. Ma Miller troverà da subito il giusto affiatamento sulla Desmosedici?

Dovizioso e Miller: carriera e risultati prima dell'approdo in Ducati

La risposta non è scontata. Basti pensare ai risultati del pilota di Forlì. Dovizioso prima dell’approdo in Ducati aveva alle spalle ben cinque anni di rodaggio in classe regina: quattro con Honda e uno con Yamaha. Nonostante questo, l’adattamento alla guida della Ducati ha richiesto tempo. L’intero 2013 ha portato al forlivese, come miglior risultato, un quarto posto nel Gran Premio di Francia, per terminare la stagione in ottava posizione finale. Un excursus va dedicato alla situazione generale di Ducati di quegli stessi anni, infatti dopo Casey Stoner nessun altro pilota sembrava aver capito come adeguarsi alla moto.

Gioco forza è stato il contratto biennale, infatti alla sua seconda stagione in rosso, nel 2013, è arrivato il primo podio: un terzo posto nel Gran Premio delle Americhe seguito nello stesso anno da un secondo posto in Olanda. I risultati hanno garantito il proseguimento del contratto con Ducati, per poter continuare a lavorare sulla moto fino ad arrivare al Gran Premio della Malesia del 2016, dove Andrea ha conquistato la prima vittoria con la Ducati. Da quel trionfo ad oggi è storia recente, sono seguite ulteriori tredici vittorie. Il 2020 ha posto fine al rapporto che andava avanti da otto anni tra Ducati e Dovizioso, senza riuscire nell’impresa del titolo mondiale, tre volte vicecampione del mondo.

Differenze e analogie nella carriera di Jack Miller. L’australiano ha firmato il contratto con Ducati dopo sei stagioni pregresse in MotoGP: tre delle quali in Honda e le ultime tre in Pramac Racing. Il team di Francesco Guidotti, oltre che un accesso prioritario come lo era stato per Danilo Petrucci, ha garantito a Jack la guida della Desmosedici, che rispetto alla moto ufficiale a volte aveva qualcosa di meno, ed altre di più, quando Jackass è stato impegnato come collaudatore in gara. L’obiettivo, quindi, è quello di far bene da subito potendo contare su una buona base di partenza della conoscenza del pacchetto Ducati. A differenza di Dovizioso, Miller ha sposato il progetto partendo da un contratto annuale, quindi non potrà contare su un primo anno di assestamento. Il suo futuro nel team ufficiale dipenderà unicamente dalle sue prestazioni nella prima parte del campionato.

Dovizioso e Miller: la stagione 2020 di MotoGP

La stagione 2020 ha decretato le sorti future dei due piloti. Dovizioso e Miller hanno terminato l’annata con tre punti di differenza, rispettivamente 135 e 132, concludendo in quarta e settima posizione nella classifica finale piloti. Dopo lo slittamento del calendario, causa COVID19, la MotoGP è stata costretta a non disputare il Gran Premio del Qatar. Il primo GP dell’anno per la classe regina è stato quello di Spagna, sul circuito di Jerez de la Frontera. In quell’occasione Dovizioso ha conquistato il primo podio della stagione, terzo al traguardo. Per poter salire sull’ultimo gradino del podio è stato fondamentale in gara il sorpasso ai danni di Jack Miller, rimasto fuori dal parco chiuso per un paio di decimi. A seguire due gare anonime per l'italiano, sino ad arrivare all’alba del Gran Premio d’Austria con l’annuncio della separazione da Ducati.

Il primo round a Spielberg è stato fortemente condizionato dalla bandiera rossa, dovuta alla caduta di Zarco che ha coinvolto spaventosamente Franco Morbidelli, l’interruzione ha costretto obbligatoriamente ad un secondo start. La ripartenza ha decretato la ripresa di una gara sontuosa per Dovizioso, vinta in solitaria, ma purtroppo arrivata a giochi conclusi con Ducati. Da questo punto del calendario in poi la stagione di Andrea è stata un altalenarsi di gare concluse fuori dalle posizioni che contano in ottica campionato. Uno zero in Catalogna, dovuto ad una caduta causata da Johann Zarco al primo giro, seguito da un quarto posto nel Gran Premio successivo in Francia. I risultati degli altri piloti, mai troppo costanti, hanno permesso a Dovizioso di rimanere nella parte alta della classifica per buona parte della stagione, concludendo in quarta posizione finale. Un risultato deludente rispetto alle aspettative.

Il 2020 di Jack Miller è stato influenzato da quattro ritiri su quattordici Gran Premi disputati. Nel motociclismo poco si parla di fortuna, ma in questo quadro Jackass ne ha sicuramente sentito la mancanza. Dopo un quarto posto in Spagna, ad un passo da Andrea Dovizioso, il Gran Premio di Andalusia è terminato con zero punti per l'australiano, dopo una scivolata. Il doppio round in Austria è stato invece una rivelazione. I due Gran Premi interrotti, in entrambi i casi da bandiera rossa, sono terminati a podio per l’australiano. Un terzo e un secondo posto di gran valore; da tener conto il Gran Premio di Stiria in cui Miller all'ultima curva è stato beffato dalla lucidità di Oliveria.

Nella seconda parte del campionato del numero 43 ci sono stati ben tre zeri. Nel Gran Premio di Emilia-Romagna la sfortuna ha avuto la meglio: la visiera a strappo di Quartararo è finita nel condotto che porta l’aria al motore della Ducati Pramac di Miller, causando una perdita di potenza e obbligandolo al ritiro. Nel Gran Premio di Francia è stato tradito dalla sua stessa moto e costretto a tornare ai box a causa di problemi meccanici. L’ultimo zero è quello del Gran Premio di Teruel dovuto ad una caduta causata a sua volta da Brad Binder. Nonostante la stagione compromessa dalla perdita di punti, Jack ha concluso le ultime due gare in seconda posizione (Valencia e Portimão) chiudendo il 2020 con un risultato positivo in settima posizione finale, a soli tre punti da Dovi, salutando così Pramac senza amaro in bocca.

Articoli che potrebbero interessarti