Zanetti: “Sono fuori dal MotoAmerica e nemmeno me lo hanno detto”

L’INTERVISTA - “Questa è una mossa politica da parte della squadra. Il 28 dicembre avevo il contratto e la nuova casa per trasferirmi con la mia famiglia, poi sono spariti nel nulla. Il MotoAmerica? Lì un pilota si sente come un giocatore di NBA"

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Sei podi e vittoria a Indianapolis. A quanto pare non è bastato per garantirsi una riconferma, dal momento che la politica ha vinto ancora una volta nel mondo delle corse. Sta di fatto che Lorenzo Zanetti ha dovuto mandare  giù un boccone davvero amaro, dal momento che la prossima stagione non sarà al via del MotoAmerica con Ducati HSBK New York.

La squadra gli ha infatti preferito Loris Baz, nonostante le prestazioni positive offerte dal pilota bresciano nel 2020. All’indomani della doccia fredda, da parte di Lorenzo c’è l’amarezza e la delusione, ma al tempo stesso anche la voglia di tornare presto in pista. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente in queste ultime ore per farci raccontare quanto accaduto.

“Che dire, questa è stata davvero una doccia gelata – ha esordito Zanetti – dispiace davvero tanto finire così, dato che lo scorso anno avevamo disputato una stagione positiva. Ci sono i sei podi, la vittoria di Indy, ovvero dei risultati che rappresentavano una base di partenza per il 2021. Sarei arrivato al nuovo Campionato con maggiore esperienza e ulteriore consapevolezza dentro di me per puntare al titolo”.

Invece è andata diversamente. Come mai?

“Sinceramente non lo so. Ancora oggi mi chiedo il motivo di tutto ciò. Capisco se ci fosse una motivazione legati ai risultati oppure a livello economico, invece niente. Credo sia stata una mossa politica da parte della squadra Celtic HSBK, tutto qua. Alla fine ci andrà Baz su quella Ducati e mi dispiace molto per come sia finita, anche perché eravamo d’accordo su tutto con la squadra”.

Tu avevi già un contratto in mano per il 2021.

“Esatto! Quando ci siamo sentiti con la squadra il 28 dicembre eravamo allineati sul contratto e anche per l’alloggio. Mi sarei dovuto trasferire in Pennsylvania, tanto che avevo iniziato a parlarne con la mia famiglia, dato che ci vuole del tempo per pianificare lo spostamento in America. Mi ero già mosso col visto e al tempo stesso da parte della mia famiglia c’era la massima disponibilità a questa nuova esperienza, che sarebbe dovuta essere di circa sei mesi”.

Poi cos’è accaduto?

“Sono spariti nel nulla, non si sono più fatti sentire. Sono poi venuto a conoscenza nelle ultime settimane, qua in Italia, che Ducati stava lavorando per mettere Baz al posto mio su quella moto e così è stato. A quel punto ho capito che la mia avventura era giunta al termine. Dispiace, perché sono fuori dal MotoAmerica e nemmeno mi è stato detto di persona”.

Ducati però sta già lavorando per riposizionarti. C’è già qualche proposta per essere al via del CIV.

“Certo. Adesso dobbiamo ridefinire la situazione qua in Italia con Ducati, ma posso confermare che c’è anche qualche possibilità legata al CIV per quest’anno. Tra l’altro ho ricevuto anche offerto dal MotoAmerica, da parte di altre squadre. La mia priorità però è quella di correre, puntando anche a qualche wildcard nel Mondiale Superbike”.

A proposito di Superbike, potevi esserci tu sulla Rossa di Motocorsa quest’anno.

“Sì. Ne avevamo parlato dopo Barcellona, però non si è concretizzato”.

Lorenzo, cosa ti mancherà del MotoAmerica e degli States?

“Il MotoAmerica rimarrà senza dubbio un’esperienza memorabile. Negli States mi sono sentito un vero pilota, perché mi hanno valorizzato. Attorno al pilota c’è infatti quel fascino del mito, un po’ come se fossi un giocatore della NBA. Tutta quell’atmosfera è davvero speciale, perché da una parte ci sono le corse, la competizione in pista, ma al tempo stesso anche lo show”.

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