MotoGP, Lorenzo: "Nel 2008 ero l'alternativa a Rossi per Yamaha. Ora è Quartararo"

"Ho parlato con Aprilia, ma le cose non sono andate in porto, potrei fare il manager o il commentatore in TV. Dovizioso e Dall'Igna? Ci sono sempre due versioni di ogni storia"

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Jorge Lorenzo è il grande assente della MotoGP in questo 2021. Il maiorchino è sembrato sul punto di tornare in sella dopo la stagione da collaudatore in Yamaha, passata in verità svolgendo pochi collaudi. La strada che l'avrebbe riportato in Ducati non si è però concretizzata e neanche quella che sembrava indirizzarlo a Noale per provare a far sbocciare defintivamente il progetto Aprilia ha visto la luce. 

Poco male per Jorge, che in questo inizio 2021 si è concesso una lunga vacanza a Dubai in compagnia di amici tra cui anche Max Biaggi, divertendosi e godendosi la pensione dorata di un cinque volte campione del mondo di motociclismo. Lo spagnolo è intervenuto ai microfoni dei colleghi di Sky Sport, parlando del suo presente, del passato e di tante strade che attualmente sta valutando di percorrere per il proprio futuro.

"Sto molto bene, ho fatto una lunga vacanza a Dubai - ha spiegato Lorenzo - Volevo rimanere lì 20 giorni, ma sono rimasto più tempo. Non ero solo e anche gli amici con cui sono andato lì abbiamo spostato la data di rientro. Siamo stati bene, faceva caldo abbiamo fatto tante cose divertenti. Sono tornato solo da qualche giorno a Lugano e mi sono rimesso al lavoro sulle mie cose".

Il futuro è ovviamente il primo argomento affrontato da un Lorenzo che non sembra minimamente turbato dal fatto di non aver trovato un accordo per essere presente in MotoGP nel 2021 anche solo come collaudatore. 

"Per il momento, come sapete ho interrotto il mio rapporto come collaudatore con la Yamaha. Ci sono state delle chiacchiere riguardo la possibilità che io andassi in Aprilia ed in effetti ci sono stati contatti perché io sono un buon amico di Massimo Rivola. Da quando era in Ferrari ci conosciamo, ci siamo visti spesso qundo ero ospite ai Gran Premi. Ci siamo seduti per parlarne, ma le cose non sono andate in porto. Loro hanno scelto di rimanere con i piloti che hanno. Per adesso la strada di continuare come collaudatore è ferma, ma onestamente se non lo faccio non è che sia una cosa che mi toglie il sonno. Adesso ho tanti progetti in testa per il mio futuro, anche più tranquilli e con meno stress dell’essere pilota in MotoGP, ma sono cose in ogni caso emozionanti per me  e soprattutto rappresentano una novità per me, cose che prima non avevo il tempo di realizzare. Un’altra strada che tengo aperta è quella di fare il telecronista per qualche TV, è una possibilità. Non escludo poi di poter dare la mia esperienza a qualche pilota giovane, magari anche diventare manager di qualche giovane per il futuro". 

Lorenzo: "Sono sempre stato sensibile come pilota, in Yamaha sviluppammo la M1 per tutti"

Nella scorsa stagione sia Quartararo che Vinales hanno parlato della M1 definendo la versione 2016 probabilmente la migliore di sempre ed anche l'ultima sviluppata da Jorge, che al riguardo ha detto la sua. 

"Io penso di essere sempre stato un pilota molto sensibile, in grado di capire subito quali novità sulla moto andassero bene e quali no. E’ sempre stata una mia caratteristica, da bambino. Mio padre mi faceva guidare tante moto diverse e sapevo adattarmi e capire subito. Ho sempre avuto questa abilità e Yamaha si era affidata a me per lo sviluppo fino al 2016 ed abbiamo fatto una evoluzione ottima della moto. Seguendo sempre la strada di realizzare una moto facile per il pilota, intuitiva e che potesse andare bene con tutti". 

Un approccio che il maiorchino ha poi tenuto anche in Ducati. 

"Anche in Ducati ho fatto un lavoro di questo tipo, ma dall’esterno non posso sapere se le moto di oggi sono superiori o inferiori a quelle del 2016. Teoricamente sono migliori, perché sono passati 4 anni ed hanno sviluppato la moto. Se ragioniamo sulle moto in griglia, la Yamaha secondo me non ha la moto più completa come invece era negli anni in cui correvo con loro". 

Lorenzo ha anche commentato la decisione di Yamaha di spostare Valentino Rossi nel Team Petronas. 

"Sono rimasto sorpreso che la Yamaha abbia deciso di spostarlo in Petronas, non me lo aspettavo. Non immaginavo che sarebbe accaduto, ma penso che alla fine non cambierà tanto per Valentino. Quartararo e Morbidelli hanno dimostrato che si può vincere anche con una moto teoricamente inferiore a quella degli ufficiali, e quindi secondo me sarà lo stesso per Valentino. Non credo che avrà problemi, ma dal punto di vista mediatico è una notizia sorprendente. Ma alla fine la Yamaha, come tutte le aziende, deve guardare al futuro. Io ricordo che quando ho cominciato con Yamaha nel 2008, loro dovevano cercare una strada alternativa. Valentino avrebbe potuto smettere o decidere di andare in F1 all’epoca e Yamaha doveva guardare al futuro. Per questo fece firmare a me che ero giovane e adesso che Valentino ha 41 anni, è normale che la Yamaha pensi al futuro che passa per forza attraverso piloti più giovani, come Quartararo. Una decisione logica, ma sorprendente". 

Lorenzo: "Dovizioso e Dall'Igna? Ci sono sempre due versioni della storia"

In questi giorni c'è stata anche una certa polemica tra Dovizioso e Dall'Igna. Lorenzo ha detto la sua al riguardo. 

Quando una relazione si rompe, tra le due parti è normale che ci siano frizioni e ognuno pensa che sia stato l’altro a sbagliare. Ci sono sempre due versioni della storia e Andrea difende il suo punto di vista, il suo orgoglio e la sua immagine e credo che Ducati e Dall’Igna facciano lo stesso. Alla fine penso che  sia stato un matrimonio di successo per entrambi. Andrea è arrivato tre volte secondo in campionato, Ducati è tornata a lottare per i campionati dopo diversi anni in cui non lo faceva, quindi penso che entrambi possano essere contenti. Però sicuramente ci sono state delle frizioni interne che da fuori non possiamo capire e che hanno portato alla fine di questo rapporto". 

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