Michelin inserisce un dispositivo per la ‘retromarcia’ assistita nel parafango

Utile per le moto pesanti e con sella alta, ma essendo stato ideato come accessorio ‘after market’ universale, è idoneo per essere installato su qualsiasi tipologia di veicolo.

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Le moto provviste di retromarcia non sono una novità assoluta. Basti pensare alla Honda Gold Wing (da poco aggiornata al MY 2021), che con il modello GL 1500 offriva questo dispositivo di serie già nel 1987. Fino ad oggi, la retromarcia assistita era riservata a moto pesanti per le quali la Casa madre riteneva opportuno integrare tale dispositivo. La novità introdotta da Michelin è quella di poter dotare, potenzialmente, qualsiasi moto di retromarcia come semplice accessorio ‘after market’. I possessori di moto alte e pesanti, piuttosto che piloti di gamba ‘ diversamente lunga’, potranno apprezzare e trovare molto interessante il sistema. Il dispositivo brevettato dalla Casa francese, sfrutta l’attuale tendenza di mercato che vede spostato verso il basso ed ancorato direttamente al forcellone il supporto del parafango/portatarga. Come mostrato nei disegni, dietro al parafango (#30) si cela il cuore del dispositivo, elettrico, composto da un rullo che contro- ruotando rispetto alla direzione della ruota può spingere il mezzo, in entrambe le direzioni di marica, fino alla velocità di 1 km/h. Il sistema è composto da una batteria agli ioni di litio con tensione da 3,6 V ed una capacità di 2Ah, che alimenta un motore elettrico in grado di sviluppare una coppia variabile, dai 2 ai 4 Nm, in funzione del carico (peso della moto e pendenza da superare). I numeri espressi possono sembrare bassi ma, a quanto dichiara il brevetto Michelin, sufficienti a spostare la moto per togliersi da situazioni scomode. La funzione di marcia avanti a bassa velocità, una sorta di walk assistance, può risultare utile anche nelle operazioni di carico e scarico da un furgone a moto spenta. Il dispositivo è azionabile tramite un controllo remoto installabile a manubrio.

Ricevuto l’impulso, un servocomando fa ruotare, attorno al perno (#24), di qualche grado il dispositivo, dalla posizione di riposo ‘folle’, rappresentata con il tratto tratteggiato, a quella in cui il rullo (#12) girando mette in movimento la ruota per attrito. La coppia erogata è volutamente ridotta per non gravare sull’usura del pneumatico. Il tema è ovviamente molto caro ad una azienda come Michelin. Il sistema è facilmente adattabile a diverse motociclette, con diversi diametri del cerchio, grazie alle due viti (#22) che permettono di far scorrere il supporto lungo l’asola di regolazione (#25). Michelin ha pensato anche ai motociclisti che preferiscono la targa collocata nella ‘classica’ posizione sotto il codone, ancorando il dispositivo, sempre al forcellone, ma nella parte anteriore della ruota lasciando la parte posteriore più ‘pulita’, esteticamente parlando.

Il dispositivo, anche se sconsigliato dalla Michelin stessa a causa di maggiori problemi vibrazionali, è installabile anche sulla ruota anteriore sfruttando gli steli della forcella come punti di ancoraggio.   

Fonte: motorcycle.com

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