SBK, Jerez: pioggia, tamponi, soldi sprecati e il regalo Honda

In Spagna la Superbike non ha girato e questo sarà un grattacapo non da poco per le squadre satellite, Bradl e HRC hanno invece anticipato i tempi

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E pensare che di carne al fuoco ce n’era abbastanza: la nuova Kawasaki chiamata al confronto con la Ducati, il debutto di Rabat con la Panigale V4 del team Barni e quello di Davies con la Rossa di Go Eleven. A tutto questo aggiungiamo anche una Honda intenzionata a gettare le basi per il riscatto.

Le premesse erano quindi delle migliori per la due giorni di test a Jerez. Peccato che alla fine il maltempo abbia mandato in fumo i piani di squadre e piloti. Un grattacapo non da poco, se pensiamo soprattutto alla limitazione delle giornate di test secondo quanto previsto dal nuovo regolamento.

Già, perché a partire da questa stagione, nessuno potrà svolgere più di 10 giorni di test. Pertanto, visto il numero così ridotto, nessuno ha voluto sprecare tempo in Andalusia, nonostante il miglioramento delle condizioni meteo a partirà dal pomeriggio di giovedì. Abbiamo quindi visto i piloti passeggiare per il paddock, altri dedicarsi alle tradizionali foto di rito e altri ancora rimanere in hotel ad allenarsi.

Di sicuro a squadre e piloti non è per niente andata giù questa situazione: “È un peccato, perché abbiamo sprecato tempo e soldi”, ci ha detto Johnny Rea, il quale ha puntato subito il dito contro un regolamento che fa storcere il naso al nordirlandese e al tempo stesso anche a molti suoi colleghi. Eppure, KRT, così come Honda, torneranno nuovamente in azione la prossima settimana sul tracciato spagnolo, dal momento che i rispettivi reparti corse hanno base in Spagna.

Discorso opposto per le squadre Ducati, già al lavoro per recuperare la due giorni andata in fumo. Con ogni probabilità si ripartirà a inizio febbraio da Misano con Ducati che prenoterà la pista romagnola, estendendo l’invito anche ai team indipendenti. Di sicuro la beffa di Jerez è un boccone amaro da mandare giù per le squadre satellite, tanto che Barnabò ci ha detto: “Abbiamo speso soldi per voli, hotel e tamponi, ma alla fine li abbiamo buttati via – ha detto il patron di casa Barni - Rabat aveva infatti bisogno di girare, per prendere fiducia con la nuova moto e raccogliere i dati necessari per lo sviluppo. Dopo questo test saremmo dovuti andare a Borgo Panigale per lavorare sulla nuova moto, invece dovremo scendere nuovamente in pista entro fine febbraio a recuperare tutto il lavoro non svolto qua a Jerez”.

Il disappunto è quindi grande da parte di Marco Barnabò, dal momento che i piani per la nuova stagione sono stati bruscamente rallentati.

Eppure, qualcosa di buono lo portiamo a casa da questo ‘test’, se così vogliamo dire, di Jerez. Il regalo di consolazione ce lo ha fatto la Honda, sfoggiando con Stefan Bradl la nuova RC213V versione 2021. La giapponese ha presentato un nuovo scarico, così come un forcellone di ultima evoluzione, a cui si accompagna un telaio che riprende la filosofia Yamaha. Secondo quanto riportato da Michele Pirro, vista l’assenza di Marquez, HRC sta pensando a una moto non più fatta su misura del 93, ma che si possa adattare allo stile di tutti i piloti. Insomma, una politica che per certi versi ricalca quella Ducati.  

Sta di fatto che in Spagna Honda ha giocato in anticipo le proprie carte, mandando un messaggio ben chiaro alla concorrenza. Adesso non resta che attendere l’11-12 febbraio, quando in azione entreranno anche tutte le altre squadre MotoGP con i rispettivi collaudatori.    

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