SBK, Rabat: “In MotoGP non ho avuto l’opportunità di mostrare il mio valore”

L’INTERVISTA - “Le ultime stagioni sono state frustranti, non avevo il materiale per lottare con i migliori ma in SBK lo avrò. Per guidare la Ducati V4 serve uno stile tra 250 e MotoGP”

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Benvenuto Tito Rabat! Oggi, sulla pista di Jerez, è iniziata la nuova avventura del pilota spagnolo nel Mondiale Superbike. Sarebbe stato bello vedere l’iberico da subito in azione con la Panigale V4, ma purtroppo il meteo ha stravolto i piani di giornata (leggi QUI), dal momento che tutti i piloti Superbike sono rimasti fermi ai box.  

Rabat ha quindi colto l’occasione per concedersi le tradizionali foto di rito con i colori Barni, conoscere i membri del team e al tempo stesso scambiare qualche parola con Michele Pirro. Infine ci ha concesso alcuni minuti per qualche battuta su questa seconda vita nel mondo delle corse.

Il team di Barnabò ha scommesso forte su di lui e di conseguenza Tito vuole ripagare l’attestato di fiducia.  

“Questo è il mio primo giorno da pilota Superbike – ha esordito lo spagnolo – peccato per la pioggia, però cerchiamo di essere ottimisti in vista del giovedì. Per me è un modo completamente nuovo anche se, al primo contatto, questo paddock mi sembra famigliare con tanta passione per le corse . Sono felice, sorridente, ma soprattutto motivato per questa nuova avventura”.

C’era un pizzico di emozione per questa nuova avventura?

“Come ho detto sono tranquillo e sereno. Durante l’inverno ho lavorato molto e sono qua per fare del mio meglio. Vediamo quindi quello che sarà il nostro potenziale a partire da domani e poi nel corso della stagione”.

Dopo due anni la Superbike ritrova un pilota MotoGP. Cosa dobbiamo aspettarci?

“Sinceramente non saprei. Negli ultimi due anni non ho potuto mostrare il mio vero potenziale in MotoGP, perché quei risultati non corrispondevano alla realtà. Sono un pilota giovane, che ha bisogno di correre e al tempo stesso di mostrare a tutti ciò che sono capace di fare”.

L’ultimo pilota MotoGP arrivato in SBK è stato Bautista, che ha vinto 11 gare di fila con la Ducati.

“Io non sono Bautista, sono Tito Rabat e non so ancora cosa posso fare in questo paddock. Di sicuro, come ho detto, da parte mia ci sarà il massimo dell’impegno per provare a vincere e fare delle belle gare, cosa che non è successa in MotoGP. Là non avevo il materiale per essere davanti e lottare con i migliori, mentre qua sì”.

Tutti dicono che la Ducati V4 è una sorta di MotoGP stradale. L’esperienza potrebbe facilitare l’approccio con la nuova moto?

“Quello lo scoprirò a partire da domani. Parlando col capotecnico in questi giorni, mi ha detto che con la V4 serve uno stile tra la 250 e la MotoGP. Io penso di essere un pilota con uno stile dolce e di conseguenza spero di fare bene”.

Lasci la MotoGP dopo tanti anni. Cosa ti mancherà di quel paddock? 

“La MotoGP è stato un bel percorso, dato che ho avuto la possibilità di coronare il mio sogno, ovvero correre nella top class dopo la vittoria del Mondiale in Moto2. Purtroppo, nelle ultime stagioni, era diventato molto frustrante correre in MotoGP e non mi sentivo bene nel posto in cui mi trovavo. Il mio obiettivo era infatti quello di essere davanti a lottare con i migliori e sono convinto che la SBK sia il posto giusto per provare a farlo”.

Sappiamo che sei grande amico di Mir. Nel 2021 lo attende la sfida più dura, ovvero riconfermarsi.

“Esatto! Joan è un pilota come pochi, è impressionante a mio modo di vedere. Mentalmente è sempre al top e non si abbatte mai. Sono convinto abbia un futuro davanti”.

Al tuo posto ci sarà Marini in Avintia. Cosa ti aspetti?

“Io sono focalizzato sulla Superbike, dato che qua inizia un nuovo percorso e devo essere al massimo”.

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