SBK, Camier: “Lasciare le corse è stata la scelta più difficile della vita”

Parla il nuovo team manager Honda: “la spalla è stato il più grande problema, non avevo più la motivazione per dare tutto. Puig mi ha detto che devo essere forte”  

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Una seconda vita! La si potrebbe finire così la nuova avventura di Leon Camier in casa Honda nel ruolo di team manager. Il talento non gli mancava certo al pilota britannico, ma gli infortuni gli hanno messo i bastoni tra le ruote. Eppure lui non ha mai voluto arrendersi, con l’intento di tornare in sella alla moto ed essere al via del Mondiale Superbike.

Ci ha provato in tutti i modi, soprattutto dopo quel brutto infortunio rimediato due anni fa in Thailandia alla seconda gara con Honda. Peccato che quell’incidente abbia condizionato il suo percorso, tanto da dover appendere il casco al chiodo all’età di soli 34 anni.  

Il mondo della Superbike rappresenta però la sua seconda Casa e allora eccolo di nuovo nel paddock, ma con un nuovo ‘abito’.

“Lasciare il mondo delle corse è stata la decisione più difficile della mia vita – ha esordito Leon – gli ultimi mesi si sono infatti rivelati parecchio complicati a causa degli infortuni con cui ho dovuto fare i conti. Ho fatto di tutto per superare i miei problemi di salute tra visite, consulti medici, ma purtroppo non è andata come speravo”.

A mettere ko Leon è stata quella spalla maledetta.

“La spalla è stato il più grande problema della mia vita e ogni dottore aveva un’opinione diversa rispetto all’altro. La cosa più complicata è stata avere tante versioni differenti in merito al mio stato di salute, ma non solo. Come ho detto la spalla è stato un ostacolo per me”.

Il team manager entra poi nel merito della questione.

“Nella vita di tutti giorni la spalla non è più di tanto un problema, come ad esempio quando vado in bici o faccio cross. La situazione si complica quando corri, perché poi sei sempre in tensione e di conseguenza inizi a faticare”.

Di sicuro vederlo appendere il casco al chiodo fa molto strano all’età di soli 34 anni.

“In questi anni ho perso tante opportunità per il mio stato di salute, dato che poi sono stato costretto a fermarmi. Non nego che avevo delle possibilità dal BSB, ma dopo l’ultimo incidente ho perso quella motivazione nel dare tutto me stesso in sella alla moto. Mi sono infatti ritrovato nella situazione di dover scegliere e ho colto questa possibilità. Cercherò quindi di mettere al servizio della squadra quella che è la mia conoscenza e competenza nel mondo delle corse”.

Nonostante le avverse condizioni meteo, a Jerez è iniziata oggi una nuova avventura.

“Più che in Spagna sembra di essere in Scozia – ha scherzato – credo che alla fine la mia sia una naturale progressione nel mondo delle corse, dove avrò molto da imparare. Ricoprire questa carica, per una realtà come Honda, rappresenta per me una grande sorpresa e opportunità, dove darò tutto me stesso”.

Di sicuro in casa HRC c’è tanta voglia di riscatto dopo un debutto in ombra.

“Al momento è difficile porsi un obiettivo per il 2021. Sicuramente l’obiettivo di Honda è vincere e noi siamo consapevoli che dobbiamo lavorare per arrivare sul gradino più alto del podio. Purtroppo il 2020 è stato un anno complicato, in particolare per la diffusione del COVID che ha complicato i piani, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo in Giappone. Abbiamo però un gruppo di lavoro forte, così come i nostri due piloti. Con Leon ho corso in passato e tra di noi c’è un bellissimo rapporto. Alvaro non lo conosco, ma ha un grande potenziale”.

Nell’ultime stagione, abbiamo visto Camier affiancare Davies in occasione del weekend di Aragon.

“È stato interesante lavorare al fianco di Chaz. Quell’esperienza mi ha consentito di capire molte cose, dandogli diverse indicazioni in merito a cosa migliorare e anche esaltare i suoi punti forti. Tra l’altro è stato interessante interfacciarsi con lui e sapere quelle che fossero le indicazioni di meccanici e ingegneri”.

A dare la benedizione a Leon Camier, non poteva che essere Alberto Puig.

“Alberto mi ha chiamato per offrirmi questa possibilità e spiegarmi tutto ciò che riguarda questo nuovo incarico. Mi ha dato diverse indicazioni, su tutte essere forte, dato che un team manager deve sempre esserlo. Alberto ha fatto il mio percorso e ora tocca a me iniziare in Superbike”   

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