Moto3, Migno: "Spero che Snipers non sia la mia ultima chance per la Moto2"

"L'obiettivo è migliorarmi e provare il salto in Moto2. Quando vincono Morbidelli, Bagnaia o altri amici della VR46 Riders Academy è come se la mia squadra del cuore avesse segnato un gol"

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Nuova moto e nuovo team, questo significa che quella del 2021 dovrà essere un’annata di rilancio per Andrea Migno, reduce da una stagione completamente in ombra in Moto3 con lo Sky Racing Team VR46. Il Mig approda nel team Snipers, alla corte di Mirko Cecchini andando a sostituire Tony Arbolino e ad affiancare Filip Salac. Dopo una “vita” passata in sella alla KTM, con la quale nel 2020 ha fatto segnare solo 60 punti, Migno passa ad Honda, moto che non ha mai provato in carriera e che spera essere quella giusta per giocarsi al meglio e sue carte con Snipers. Una sfida che sa di ultima chance nel motomondiale?

“Spero di no – ci ha detto Andrea Migno – Il mio obiettivo è migliorarmi e ho anche molti stimoli visto che sarò in un nuovo team e su una moto, la Honda, che non ho mai usato. Penso che la prima uscita con la nuova moto sarà a fine febbraio a Valencia, da lì inizieremo a fare sul serio anche se quest’anno comanderà ancora il Covid. Vorrei fare un campionato da protagonista ma nella realtà non si sa cosa succederà. Al momento mi voglio concentrare sul motomondiale, il mio obiettivo è la Moto2 ma fare programmi non è il mio forte visto che l’avevo detto anche all’inizio dello scorso anno”. 

Com’è nato l’interesse del team Snipers? Tutto correlato alla chiusura dello Sky Racing Team per la categoria Moto3?

“Io sono gestito dalla VR46RidersAcademy e quindi mi attengo ai loro movimenti di mercato. Gli annunci sono arrivati nello stesso periodo ma avevo già deciso di andare in Snipers. È sempre stato un team da seguire e sono molto contento di poter lavorare con loro. Nel 2020, ovviamente, mi sono trovato bene con lo Sky Racing Team purtroppo però non ho raggiunto risultati interessanti. Non sono mai stato costante, anche se a volte ero veloce. Con Pablo Nieto mi sono sempre trovato bene, non so se fa qualcosa di speciale perché in realtà noi piloti ci rapportiamo poco con il team manager, lavoriamo di più con il capotecnico e con i meccanici”. 

"Scontro tra Rossi, Morbido, Pecco e Maro all'ultimo giro? Sarei contento in tutti i casi"

Hai detto dell’Academy: una delle scene più belle del 2020 è stato vederti festeggiare le vittorie di Franco Morbidelli in MotoGP. Cosa significa per i piloti dell’Academy vedere uno di voi avere successo nella top class?

“È davvero una bella sensazione, noi siamo degli amici che si vedono tutti i giorni e a me piace molto festeggiare i loro successi. Ovviamente spero di essere festeggiato anche io un giorno ma per ora è davvero bello gioire per loro, vederli vincere è come quando la tua squadra del cuore fa gol”. 

Il prossimo anno ci saranno molti di voi in MotoGP: Valentino, Morbidelli, Bagnaia e Marini. In un ultimo giro con loro quattro in bagarre ed in lotta per la vittoria per chi tiferesti? 

“Sarebbe un bel problema da avere. Non so per chi tiferei ma sicuramente sarei contento in ogni caso, perché siamo tutti amici. Quest’anno a Misano sarebbe stato bellissimo vedere anche Valentino sul podio insieme a Franco e Bagnaia. 

"Ora anche l'ultimo della griglia è un professionista"

La tua prima gara in Moto3 è stata nel 2013. Quanto è cambiata la categoria in questi 8 anni?

“Davvero moltissimo. Prima c’erano tante moto e quindi dei diversi livelli, invece ora c’è equilibrio. Un’altra cosa che si nota è che tutti i piloti sono dei professionisti, anche l’ultimo della griglia si allena al massimo e di conseguenza il livello si è alzato davvero molto e per lottare con certi piloti si è obbligati ad andare oltre il limite”.  

Un tema sul quale ti sei sempre fatto portavoce è quello dei regolamenti e della sicurezza in pista, soprattutto per quanto riguarda la tua categoria. Nella stagione passata anche Moto2 e MotoGP hanno avuto polemiche e problemi con la direzione gara. Che ne pensi?

“Si, c’è stata polemica sui regolamenti e sulla sicurezza nel corso della stagione ma secondo me è tutto legato alla competitività e all’equilibrio tra le moto. Anche in MotoGP ora ci sono delle gare di gruppo e questo alza la difficoltà per chi deve prendere delle decisioni. Non sta a me dire cosa andrebbe cambiato, vedremo se ci saranno dei miglioramenti”. 

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