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Kawasaki al lavoro su una moto a tre ruote?

Anche Kawasaki sta sviluppando il suo modello tre ruote, prendendo ispirazione dalla moto a triruota della rivale Yamaha.

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Con Piaggio Mp3, Quadro Qooder, le Yamaha Tricity e Niken, il Peugeot Metropolis e il prossimo arrivo del Kymco CV3, il mercato dei tre ruota inizia a infoltirsi. Ci ha messo un po' di tempo a prendere vigore ma ora sembra che l'interesse delle case costruttrici per questi mezzi sia in crescita.

Non vuole mancare Kawasaki che ha depositato i brevetti del suo progetto.

Confini sempre più sottili

Se si iniziasse ad aggiungere una ruota davanti e una dietro, parlare ancora di moto inizierebbe a essere quanto mai difficile, oltre a far perdere la maggior parte del fascino delle moto, per antonomasia mezzi simbolo di una alternativa.

Il mercato motociclistico in questi ultimi anni ha attinto da quello automobilistico, per quanto riguarda le tecnologie: retromarcia, ABS, cruise control, partenza in salita ora i radar.

Il confine tra le due industrie si sta sempre più assottigliando, ma speriamo non vada oltre il rendere più sicuro per tutti gli utenti della strada il viaggio su due ruote.

Perché quando si parla di moto, è quello il numero di riferimento. Anche se...

i produttori stanno mostrando un interesse crescente per il business di moto e scooter a tre ruote: Piaggio è stata la pioniera con l'Mp3, seguito da tutti gli altri, con un decennio di debutti.

Anche Kawasaki, già alle prese con l'introduzione dell'intelligenza artificiale e con i sistemi di sicurezza predittivi, sta lavorando alla conversione di moto tradizionali in veicoli a tre ruote, sullo stile della Yamaha Niken.

Il fascino da capire

I tradizionalisti e quelli che non hanno ancora provato questi veicoli possono far fatica a vedere il potenziale fascino dei tre ruota, o trike inclinabili affidandosi a una traduzione letterale.

I vantaggi oggettivi sono la sicurezza, tramite la stabilità e l'aderenza in ogni situazione, sull'asciutto e sul bagnato, su strade perfette quanto quelle più dissestate, abbinati alla manovrabilità, alla comodità e alla facilità di parcheggio delle moto e degli scooter.

Inoltre, a seconda del motore e di altri particolari come la distanza tra le due ruote anteriori, possono essere guidate dai possessori di patente B, rimuovendo un enorme ostacolo all'accesso questi mezzi, dando l'opportunità a un pubblico più vasto di poter essere acquistati.

Ogni modello, dall'Mp3 alla Niken e al Tricity, hanno telai dedicati e sospensioni anteriori complesse e uno sterzo che consente il layout a tre ruote.

Distinguersi per non mischiarsi

Come fare per entrare in questo segmento, convincendo il mercato? Distinguedosi dalla concorrenza, ovviamente.

Kawasaki nei disegni consegnati all'ufficio brevetti e pubblicati dalla rivista inglese BikeSocial, mostra la sua soluzione che potrebbe essere applicata a qualsiasi moto convnezionale, con il minimo indispensabile di modifiche.

L'idea della casa giapponese è semplice: abbandona l'approccio di Piaggio e Yamaha posizionando il sistema di inclinazione e i mozzi anteriori nella parte inferiore di una serie di forcelle dall'aspetto molto normale.

Una idea che semplifica enormemente lo schema delle sospensioni e dello sterzo e consente di utilizzare un telaio della moto del tutto normale.

Il sistema è un'evoluzione di una precedente idea Kawasaki , che ancora una volta metteva il sistema di inclinazione all'estremità non sospesa della sospensione ma presentava un sistema più complesso della normale forcella anteriore, richiedendo una riprogettazione completa del telaio e dello sterzo.

La nuova versione riprogettata dai tecnici giapponesi riesce a eliminare questa complessità e allo stesso tempo risolve un problema di sterzo, legato ai vari collegamenti tra gli steli e le ruote anteriori, potenzialmente privando il ciclista del feedback dettagliato che è abituato a ottenere dalle forcelle convenzionali che forniscono una connessione diretta tra la mano del pilota e la gomma anteriore.

Sul design Kawasaki, l'intero sistema gira con gli steli, senza collegamenti o giunti richiesti.

Ulteriore accorgimento

Kawasaki ha anche suggerito che l'angolo di inclinazione del sistema - se visto di lato - potrebbe essere modificato rispetto alle forcelle.

Nel layout iniziale, con il sistema di inclinazione che corre parallelamente alle forcelle, la parte interna della ruota anteriore si sposta all'indietro e quella esterna in avanti mentre la moto si inclina in curva.

In alternativa, i collegamenti paralleli possono essere disposti in modo che siano direttamente uno sopra l'altro, eliminando il movimento anteriore-posteriore delle ruote quando si alzano e si abbassano.

Secondo il brevetto Kawasaki, quest'ultima disposizione (sotto) aggiunge maggiore stabilità.

Tempi lunghi, tuttavia...

Ora la domanda sorge spontanea: quando arriverà? Piano, siamo ancora ai disegni, quindi non ci aspettiamo di vedere presto una Kawasaki a tre ruote.

Facendo un confronto con altri progetti di Kobe, l'azienda ha trascorso almeno cinque anni a depositare brevetti sui suoi progetti di motori sovralimentati prima che la Ninja H2 fosse finalmente lanciata sul mercato.

Tuttavia, Kawasaki ha recentemente lanciato Noslisu, un proprio sottomarchio per un trike elettrico rivolto a pendolari urbani,mentre ancora nel 2013 il “Concept J” come concept bike.

Anche Yamaha è impegnata a sviluppare un tre ruote ad alte prestazioni e anche Honda sta sperimentando l'idea.

Se le giapponesi si muovono in questo settore significata che è interessante, e chissà non sia anche legato allo sviluppo della batteria sostituibile.

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