SBK, Scheib: “Il Cile, la solitudine e un un conto salato da pagare”

L’INTERVISTA - “Mi sono ritrovato a 10 mila km da casa solo e senza il contatto umano. In Superbike se non sei al 100% è inutile correre. Riparto da BMW con una speranza chiamata 2022”

Share


Era uno dei volti nuovi dell’ultima stagione in Superbike. Stiamo parlando di Maximilian Scheib. La squadra  di Calero aveva infatti deciso di puntare sulle qualità del pilota cileno per affrontare il 2020, affidandogli la Kawasaki ZX-10RR.

Un’avventura complicata e al tempo stesso sfortunata tra cadute e infortuni che hanno segnato la sua annata nelle derivate, tanto da chiudere il proprio percorso prima del tempo. Tornato in Cile, Maxi ha deciso di prendersi il proprio tempo, recuperare dall’infortunio alla clavicola e affilare le armi per il nuovo anno. Non lo vedremo nel paddock del Mondiale, ma in quello del CEV, dal momento che parteciperà alle tappe dell’ESBK con la BMW di easyRace.

Proprio in questi giorni abbiamo avuto modo di intercettarlo per via telefonica, condividendo le sue speranze e gli obiettivi futuri.

“Buon anno a tutti ragazzi  e un saluto dal Cile – ha esordito Scheib –  sono qua a casa con la mia famiglia e gli amici con cui condivido parte del mio tempo durante le giornate. Sto recuperando dall’infortunio di Aragon, dove mi sono lussato la clavicola e di conseguenza non ho potuto concludere al meglio la stagione. Mi è molto dispiaciuto non poter terminare il Mondiale, ma ora sto svolgendo il percorso di riabilitazione per essere al via del 2021”.

Hai deciso di ripartire da easyRace.

“Esatto. Ho deciso di vivere il mio 2021 con più serenità e tranquillità, ripartendo dell’ESBK in Spagna con la BMW. Il 2020 è stata un’annata particolarmente tosta e impegnativa, che mi ha tolto molte energie. Poi ci si è messo di mezzo il brutto infortunio alla clavicola. È stato un vero peccato. Adesso sono qua in Cile, dove mi alleno con un clima favorevole rispetto all’Europa. Fortunatamente qua in Cile i contagi dovuti al Covid si sono ridotti e spero che anche in Europa la situazione migliori"

Maxi, cosa non ha funzionato con Orelac? C’erano molte aspettative, soprattutto dopo il settimo posto al debutto.

“Siamo partiti molto forte e sono stato molto contento del debutto in Australia. Quella che si è conclusa è stata la mia prima stagione in SBK e ho capito che se non sei al 100% è inutile correre, intendo come materiale e aiuto dal punto di vista tecnico. Sono infatti dell’idea che se un pilota voglia correre ed esprimere il proprio potenziale, come nel mio caso, debba essere al 100% se non di più per duellare con gli altri piloti”.

In molti ti aspettavano all’Estoril dopo l’infortunio di Aragon, ma purtroppo non c’è stato modo di rientrare. Come mai?

“È vero, io volevo esserci all’Estoril, ma poi non è andata nel verso sperato. Mi è dispiaciuto per come si è conclusa l’avventura con Orelac, anche perché dopo l’infortunio in Spagna mi sono ritrovato solo, senza nessuno accanto. Ci tengo però a sottolineare che l’esperienza con Orelac è stata bella, perché ho avuto modo di correre nel Mondiale e scoprire i circuiti. E lo sarebbe stata ancora di più, se la mia Kawasaki avesse avuto maggiore potenza”.

Tu vivi in Cile, però hai trascorso gran parte del 2020 in Spagna. Cosa significa vivere a 10 mila chilometri di distanza?  

“Per partecipare al Mondiale ho deciso di trasferirmi in un piccolo paese vicino a Valencia, dove c’è la sede Orelac. Ringrazio il team per questa possibilità, ma vivere così lontano dagli affetti e in un paese sperduto non è stato facile. Molto volte ho sofferto la solitudine, in particolare la mancanza della famiglia e gli amici. L’unico modo per sentirli era il telefono o i social, pativo tanto l’assenza del contatto umano”.

Poi è arrivato anche il Virus.

“Esatto. Sono rientrato a casa per poi tornare in Europa pochi giorni prima della ripartenza del Mondiale. Non poter correre ha pesato molto, però è andata così. Adesso sono sereno, perché sono tornato a casa e la partecipazione all’ESBK mi consentirà di viaggiare tra Cile e Spagna senza rinunciare alla mia famiglia. Tra l’altro sarò Ambassador di BMW qua nel mio Paese”.

Hai parlato di BMW. L’ESBK potrebbe essere il trampolino per un ritorno in SBK.

“Tornare nel Mondiale è il mio sogno e sarebbe fantastico poterlo fare con BMW. Quest’anno ci saranno ben quattro M 1000 RR a conferma della fiducia che ha la Casa nel progetto. Io correrò in Spagna, ma sarò a loro completa disposizione in qualunque  momento. È una grande occasione per me correre nell’ESBK e non voglio sprecarla”.

Riparti dalla Spagna, ma qualche proposta dal paddock delle derivate è giunta.

“Sì, principalmente dalla SSP, ma ho preferito declinare. Ovviamente ringrazio le squadre che si sono interessate. La mia priorità era però quella di ripartire dal Cile con un programma che potesse mettermi tranquillità, senza la frenesia del 2020”.

Share

Articoli che potrebbero interessarti