MotoGP, Petrucci: "Poncharal mi ha accolto con il sorriso quando ero il signor nessuno"

SECONDA PARTE - "Ho trovato la RC16 perfetta come ergonomia e sono felice di essere in Tech3 con Hervè. Avrò materiale ufficiale al 100% e spero di vincere con la KTM. Solo i migliori hanno vinto con due moto diverse"

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Questa è la seconda parte dell'intervista realizzata a Danilo Petrucci durante la nostra diretta che potete vedere QUI. In questo secondo scaglione si parla del futuro del pilota di Terni, che non vede l'ora di salire sulla KTM. Dal primo approccio a maggio al primo vero contatto con la moto austriaca, seppure a motore spento, queste sono tutte le emozioni di un Petrucci pronto ad una nuova ed importantisima sfida della sua carriera, con l'obiettivo di tornare a lottare in campionato per le posizioni che contano. 

Come sta andando la preparazione fisica in vista dell'inizio del mondiale?

"A fine 2020 avevo iniziato a sentire molto i postumi della caduta dei test di Jerez. Mi ero spaventato molto, avevo anche perso conoscenza in quella caduta, la botta è stata davvero forte. L’ultima gara a Portimao è stata veramente dura, perché mi si è bloccato il braccio destro, sembrava fosse marmo. In quella caduta a Jerez ho rimediato due ernie che vanno ad intaccare le informazioni che arrivano dal nervo del braccio destro, che per un pilota è ovviamente fondamentale. Ho fatto tante analisi, non riuscivo più a fare cross. In questo mese sono stato a Milano per farmi rimettere a posto e proprio oggi sono risalito in moto, sono andato su un pistino da enduro e mi sono sentito finalmente molto bene. Ormai ho un’età!"

Per la prima volta indossi i colori KTM. Come ti senti in arancione?

"E’ stato molto emozionante mettermi una felpa KTM. Non mi ero mai messo i loro colori e devo dire che è stato molto bello. Quando sono andato la prima volta in KTM a maggio, non era previsto che firmassi. Dovevo solo conoscere i capi, ma ci siamo piaciuti molto a livello personale e questo è stato determinante. L’anno scorso abbiamo fatto delle prove di ergonomia e una prova in galleria del vento, e mi sono sempre piaciuti. Puntano molto sulla mia esperienza, hanno tre piloti giovani e veloci, io sono quello che definirei più maturo dei tre. Hanno molta fiducia in quello che posso dargli dopo tanti anni in MotoGP. Sono salito tre volte sulla moto, ma era sempre spenta. Non vedo l’ora di salirci sopra, alla mia prima KTM da pista". 

Come è andata la prima volta che ci sei salito? E' molto diversa dalla Ducati?

"Ero molto preoccupato che la moto fosse piccola per me. Invece ho trovato subito una bella ergonomia. Sicuramente a livello di forme, di aerodinamica, hanno un'altra concezione rispetto a Ducati. Il cupolino è più piccolo, ma abbiamo fatto un lungo giorno in galleria del vento a Colonia per sistemare al meglio le cose, sono rimasto molto contento. La moto è grande, va bene. Anche Lecuona è abbastanza alto, mentre Binder e Oliveira sono più piccoli. Loro saranno di certo molto veloci sul rettilineo". 

Ti sei preparato in modo diverso dal punto di vista fisico?

"Non è un segreto che ho un fisico particolare, il periodo in cui sono più magro è proprio l’inverno. Quando non corro e non faccio allenamenti intensi tendo a perdere molta massa muscolare. Io sono abbastanza propenso come fisico ad ingrossarmi. Sarei un ottimo pesista! Ma non è il mio caso. Mi sto preparando al meglio, voglio arrivare in una condizione davvero perfetta, non so cosa aspettarmi dalla moto, ma voglio farmi trovare pronto". 

Petrucci: "Sapevo che sarei andato in Tech3 e sono felice. Ho sempre stimato Poncharal"

Andrai in Tech3, che ha materiale ufficiale ma è un team satellite. Ti pesa di non essere approdato direttamente nel team Factory?

"Molti hanno preso come una sorpresa la cosa che io non fossi nel team ufficiale KTM, ma io lo sapevo già in realtà. Lo prevedevo e per me non è stato un problema. Ho solo chiesto di avere una moto aggiornata come quella ufficiale al 100%. Non mi da assolutamente fastidio essere in Tech3, anzi. Hervé è una persona che ho sempre stimato, che mi ha accolto benissimo in MotoGP quando io ero il signor nessuno. Lui è sempre stato gentile, simpatico e tutti hanno sempre parlato molto bene del suo team. Io non vedo l’ora di cominciare a lavorarci, poi il colore della moto incide poco".

Magari nel Team Factory c'è solo più pressione. 

"Certo, i due piloti del team ufficiale hanno anche più pressione, perché devono vincere. Non possono rischiare di essere battuti da noi del team satellite. Da un lato hai più pressione, ma anche l’appoggio completo della Casa. Immaginavo che potesse andare così perché Oliveira se lo meritava, l’ha dimostrato ampiamente nel 2020. Anche Brad è molto veloce, ha vinto alla terza gara. Secondo me è giusto quello che hanno fatto, adesso devo solo essere veloce come gli ufficiali e magari di più di loro".

Petrucci: "L'assenza di Marquez è stata determinante, a Jerez stava facendo un altro sport"

Il 2020 è stato proprio strano. Per alcuni ha pesato molto la nuova Michelin, mentre per qualcun altro, come Francesco Guidotti, è stata l'assenza di Marquez a stravolgere i valori in pista. Tu che idea ti sei fatto?

"Secondo me hanno inciso sia la nuova gomma che l’assenza di Marquez. L’assenza di Marc ha creato uno scompiglio. Quando uno inizia a dominare un mondiale, un po’ si perde quella che è la battaglia per il secondo, il terzo o il quarto posto in classifica. Quest’anno di fatto è diventata la battaglia per il primo, il secondo e terzo posto. Quando sali in moto la differenza con la gomma si sente tanto, ha favorito altre moto rispetto alla Ducati, come la Suzuki e la Yamaha. Io ho faticato molto con la nuova Michelin, era difficile capire come gestirla, solo dopo Barcellona ho trovato un buon bilanciamento. Ho faticato, non ho mai più trovato la mia moto, quella con cui avevo vinto ed ero stato forte dal 2017. Anche nei test era chiaro che fosse cambiato tanto per la gomma. Penso che il mondiale 2020 sia il risultato di queste due cose. Marquez nella gara che ha fatto a Jerez stava facendo un altro sport, mi pare chiaro". 

Che obiettivo ti sei posto per questa prima stagione in KTM?

"Chiaro che l’obiettivo è quello di tronare ad essere competitivi anche in campionato, giocarsi le posizioni che contano. Mi piacerebbe vincere delle gare, ma sappiamo che fare previsioni è difficile. Quest’anno in pochi avrebbero previsto la vittoria di Mir, anche se tutti avevano già visto il suo enorme talento. Mi piacerebbe vincere almeno una gara con KTM anche perché solo i migliori piloti della MotoGP hanno vinto con due Case diverse. Credo che quello sia il mio obiettivo, negli ultimi due anni ho vinto almeno una gara, mi piacerebbe farlo anche nel 2021. Però voglio prima salire sulla moto!".

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